Propongo una poesia di Giuseppe Ungaretti per la sua brevità ed essenzialità, tipiche del grande poeta: il suo immenso dono della sintesi poetica. Lo stesso Ungaretti scrisse nel 1963:
“La mia poetica di vita è nata in realtà in trincea, la guerra improvvisamente mi ha rivelato il linguaggio. Dovevo dire in fretta, perché il tempo poteva mancare, e nel modo più tragico; in fretta dire quello che sentivo. Se dovevo dirlo in fretta lo dovevo dire con poche parole. E se lo dovevo dire con poche parole, lo dovevo dire con parole che avessero avuto una intensità straordinaria di significato. E così ho trovato il mio linguaggio: poche parole piene di significato che rendessero pienamente la mia situazione di quel momento. Io, quest’uomo, solo in mezzo ad altri uomini soli, in un paese nudo, terribile, di pietra; altri uomini che sentivano, come me, ciascuno singolarmente, la propria fragilità. E che sentivano, nello stesso tempo, nascere nel loro cuore qualche cosa che era molto più importante della guerra, una forma di affetto, amore l’uno per l’altro. Così piccoli come erano di fronte al pericolo, così disarmati con tutte le loro armi, ma, profondamente, si sentivano fratelli. Ecco, questa è in fondo l’ispirazione e il mio linguaggio di quella mia poesia, la nascita della mia poesia, la nascita, la prima conquista, la conquista del valore, che può avere una semplice parola quando si arriva a colmarla del suo significato“.
Giuseppe Ungaretti da Vita d’un Uomo – Sagrado, il 28 novembre 1916
| I giorni e le notti |
| suonano |
| in questi miei nervi |
| di arpa. |
| Vivo |
| di questa gioia malata |
| d’universo |
| e soffro |
| per non saperla accendere |
| nelle mie parole. |
I pochi e brevi versi della Poesia che ho selezionato riescono ad esprimere quella sete e quella meraviglia di scoprire, quella gioia malata di addentrarsi, di connettersi con l’Universo, nella ricerca della consapevolezza di farne parte.

Conservare la capacità di osservare e di stupirsi di fronte all’universo e in esso ritrovarsi come essere vivente e ancor più come essere umano senziente, pur vivendo l’atrocità di una condizione umana estrema come quella imposta dalla guerra. Eppure questi versi travalicano tale condizione e risultano universali ed attuali, condivisibili.
Captare le vibrazioni di ciò che ci circonda, senza escludere nulla, lasciarci permeare da esse, sia che giungano da sublimi paesaggi sia da altre persone, animali, vegetali o cose inanimate…da tutto l’esistente nell’universo. Inoltre sentirci capaci di riconoscere la bellezza e di accoglierla, anche se le parole spesso non bastano e perciò, come il grande poeta Ungaretti, soffriamo di questa ineffabilità.
L’ineffabile, l’indicibile ha spesso il sopravvento e ci riporta ai nostri limiti umani che però non devono privarci del coinvolgimento sensoriale ed emotivo che suscita in noi la contemplazione. Tutto questo si pone all’origine della poesia, intesa come autentico canto dell’anima. «La poesia è poesia quando porta in sé un segreto.»
A Sagrado, dove venne scritta la Poesia sopra citata, è stato creato il Parco Ungaretti, interamente dedicato alla figura e alle opere del poeta-soldato.
Giuseppe Ungaretti: è’ stato uno dei principali poeti della letteratura italiana del XX secolo. La sua poesia, inizialmente influenzata dal simbolismo francese, fu caratterizzata nei primi tempi da componimenti brevissimi, costituiti da poche parole essenziali e da analogie a volte ardite, compresi principalmente nella raccolta L’Allegria (1919); passò poi a lavori più complessi e articolati dal contenuto concettualmente difficile. Una terza fase della sua evoluzione poetica, segnata dal dolore per la perdita prematura del figlio, ha compreso opere meditative dall’intensa riflessione sul destino umano. Negli ultimi anni le sue poesie furono specchio della saggezza, ma anche del distacco e della tristezza dell’età avanzata. È stato inoltre considerato da alcuni critici come anticipatore dell’ermetismo.
Daniela Feltrinelli, nata e residente alla Spezia, poetessa, è stata insegnante della scuola primaria. Ha pubblicato due sillogi poetiche: Isole vicine, ed. Agorà&co 2018 e L’incanto dell’onda, ed. Helicon 2020. E’ iscritta a diversi circoli culturali e partecipa attivamente a reading e concorsi letterari. Considera la scrittura un potente mezzo di introspezione psicologica e di comunicazione interpersonale. E’ particolarmente sensibile ai temi dell’educazione, dell’ambiente e dei diritti umani. Ritiene la scrittura il luogo più idoneo e sicuro ove riporre idee, sentimenti ed emozioni.

Daniela Feltrinelli, nata e residente alla Spezia, poetessa, è stata insegnante della scuola primaria. Ha pubblicato due sillogi poetiche: Isole vicine, ed. Agorà&co 2018 e L’incanto dell’onda, ed. Helicon 2020. E’ iscritta a diversi circoli culturali e partecipa attivamente a reading e concorsi letterari. Considera la scrittura un potente mezzo di introspezione psicologica e di comunicazione interpersonale. E’ particolarmente sensibile ai temi dell’educazione, dell’ambiente e dei diritti umani. Ritiene la scrittura il luogo più idoneo e sicuro ove riporre idee, sentimenti ed emozioni.