Assemblea dei cinque anni per gli Amici dell’Isola del Tino: tra bilancio, nuove prospettive e una rete che cresce
Cinque anni intensi, partecipati, ricchi di progetti e di relazioni. L’assemblea annuale degli Amici dell’Isola del Tino ODV, ospitata ieri al Terminal Crociere, è stata l’occasione per fare il punto sul percorso dell’associazione e per definire in modo condiviso la rotta dei prossimi anni, alla luce del traguardo simbolico dei quasi 1000 soci.
Dalla “isola che non c’è” al territorio delle isole
Come ha ricordato il vicepresidente Giorgio Lazio, l’associazione nacque con un obiettivo chiaro: valorizzare e rendere fruibile l’Isola del Tino, un luogo tradizionalmente accessibile solo nella giornata di San Venerio e custodia gelosa della Marina Militare. In questi cinque anni, grazie alla collaborazione del CAI, della Marina Militare e di una rete crescente di volontari, l’isola è stata aperta in più occasioni e soprattutto resa visitabile anche da persone con disabilità, attraverso percorsi dedicati e con accompagnatori abilitati.
Queste esperienze hanno progressivamente ampliato il perimetroo dell’associazione: dall’isola simbolo alla dimensione più ampia delle isole e del paesaggio marino del Golfo, e soprattutto alla relazione con scuole, realtà sociali e associazioni che operano sul territorio.
Le ragioni di una riforma statutaria

Proprio per allineare lo statuto alla crescita delle attività, l’assemblea ha approvato all’unanimità una serie di emendamenti che definiscono con maggiore precisione i nuovi ambiti di intervento. Tra questi:
- attività e servizi per la salvaguardia ambientale, la tutela del mare e l’uso sostenibile delle risorse naturali;
- formazione extrascolastica per prevenire dispersione, bullismo e povertà educativa;
- valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico del territorio insulare nazionale, con attenzione particolare all’Isola del Tino e ai mari circostanti;
- progetti di inclusione sociale a favore di persone con disabilità e fragilità, attraverso attività che utilizzano il patrimonio insulare come risorsa abilitante;
- coprogettazione con enti locali, nazionali e internazionali per iniziative di educazione e partecipazione civica.
Il Tino resta dunque il fulcro identitario, ma con un raggio d’azione molto più ampio, coerente con l’evoluzione vissuta dall’associazione che ha visto delegazioni dell’Associazione recarsi in vari luoghi nazionali come la recente missione a Milano ma anche in Marocco e in Corsica dove sono state allacciate nuove relazioni incentrate sul mondo dei fari, sulla protezione dell’ambiente e soprattutto sull’affascinante figura di San Venerio.

Insieme si può
La presidente Elisabetta Cesari ha presentato e distribuito ai soci la pubblicazione Insieme si può, che documenta il progetto di accessibilità all’Isola del Tino dedicato alle persone con disabilità. Un lavoro costruito insieme a molte associazioni dedicate, al CAI La Spezia e alla Marina Militare, che testimonia l’impegno di questi anni e l’impatto sociale generato. Nel documento è riportata un’ampia documentazione fotografica delle escursioni sull’isola da cui spicca la letizia di chi partecipa e l’impegno di chi assiste e facilita. “Insieme si può” è il claim più azzeccato per un’iniziativa così pregevole.
Un direttivo per il futuro
L’assemblea ha eletto il nuovo direttivo che guiderà l’associazione per i prossimi cinque anni, insieme a un gruppo di soci ai quali sono stati assegnati incarichi operativi: dai bandi alla relazione con le scuole, dal coordinamento con le associazioni alla progettazione culturale e ambientale. I membri del Direttivo sono oltre ad Elisabetta Cesari e Giorgio Lazio, Gabriella Alibani, Andrea Guidugli, Roberto Bagnoli, Loris Figoli e Romolo Busticchi.
La presidente Elisabetta Cesari ha anticipato alcune delle iniziative in programma, tra cui la presentazione del libro Isola del Tino Isola di sorprendente bellezza presso il Parlamento Europeo e la prosecuzione delle collaborazioni nazionali internazionali già avviate. E’ prevista una missione in Corsica dove sembra che la figura di San Venerio sia conosciuta e celebrata e quindi qualcosa di interessante si svilupperà… ma su questa iniziativa vige il riserbo.

Il legame con Marevivo e la nascita della Sede Operativa Territoriale
Durante l’incontro è stato richiamato anche l’accordo, siglato pochi giorni prima, tra Amici dell’Isola del Tino ODV e Marevivo Liguria ETS, che ha portato alla nascita della nuova Sede Operativa Territoriale di Marevivo alla Spezia. Una sinergia che rafforza il ruolo dell’associazione nelle tematiche ambientali e nella promozione dell’Ocean Literacy, grazie anche all’impegno della biologa marina e socia fondatrice Erika Mioni. A guidare la nuova sede operativa è l’Ammiraglio di Squadra (ris.) Giorgio Lazio, che ha sottolineato come il Golfo della Spezia rappresenti “uno scenario privilegiato” per l’azione congiunta di volontariato e tutela del mare.
Una festa di comunità
L’assemblea si è conclusa con l’emozionante performance di Emanuela Cristofaro, che ha riproposto Ali di Legno, lo spettacolo di danza, musica e fotografia già presentato con successo nei mesi scorsi. A seguire, la cena super partecipata presso il ristorante I Contadini, occasione per rinsaldare legami, condividere idee e guardare alle prossime iniziative dove la Cesari ha anche ricordato che l’Associazione e i suoi mille iscritti sono alla ricerca di una sede dove svolgere le proprie attività.
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