Mer 14 Ott 2026
Franco Muscarà

Franco Muscarà e la sfida della Manica realizzata in 13 ore e 36 minuti.

Franco Muscarà, lo spezzino appena entrato nell’albo dei Channel Swimmer con l’impresa della traversata della Manica, ci ha concesso un’intervista in anteprima per raccontarci dal vivo la traversata e la preparazione che ha portato a questo straordinario risultato un atleta che, come sottolinea lui, è a pochi mesi dal compiere il suo 60° compleanno. Non un giovane atleta, ma un maturo uomo di mare che ha cominciato a frequentarlo da giovanissimo.

“Sono solito insegnare ai miei ragazzi che al mare bisogna sempre dare del lei. Il mare va conosciuto e rispettato. Quando comincio una gara dico solo due parole: con rispetto e riverenza.”

Come nasce la sfida della traversata della Manica?

“Come per chi scala le montagne, l’Everest resta la meta con la lettera maiuscola, così per l’agonista di fondo, la traversata della Manica è quella che ti fa entrare nell’Olimpo dei nuotatori. È importante l’allenamento, il fisico, la preparazione, ma la mente è decisiva. La nostra mente ci conosce molto bene e sa dove colpirci, per questo è indispensabile saperla gestire, così come si devono gestire le onde.”

Ci racconti l’impresa.

“Sono partito alle 5 del mattino. Il mare era buio, il cielo era buio e io avevo una luce posizionata dietro di me e il faro della barca che mi accompagnava puntato in viso. Le luci servivano anche per un discorso di sicurezza: la barca deve poter monitorare il nuotatore. Ho cominciato a nuotare e subito il mare si è presentato a me: avevo vento contrario e onde importanti, ma con il senno di poi, ho ringraziato quel mare per avermi sfidato solo le prime otto ore, quando ero ancora fresco, per poi accompagnarmi con dolcezza nella seconda parte della sfida. Non volevo guardare davanti a me, non volevo guardare nulla, ero concentrato sul mio traguardo senza concedermi distrazioni:”

C’è stato un momento in cui si è sentito perduto?

“Certamente! Ma non ascoltavo le lamentele del mio corpo. In acqua so essere un vero pesce e neppure i bisogni fisiologici mi distraggono. So che ad un certo punto ho incontrato un elefante marino ed una foca, ma non si sono avvicinati ed io ho ignorato la loro presenza continuando con il training autogeno fino a quando ho raggiunto la spiaggia. Ho visto il sole che nasceva la mia sinistra l’ho visto andare a letto alla mia destra. All’ultima tappa, quando mi hanno chiamato dalla barca per fornirmi l’ultimo nutrimento, non sapevo quanto effettivamente mancasse, ma ho visto la costa e ho capito che ero ormai vicinissimo e poi ho visto l’onda che toccava la sabbia e il traguardo era raggiunto. Ho toccato terra, fatti tre passi ed alzate le mani, ho sentito il suono della campana: era fatta, avevo compiuto l’impresa della mia vita!”

Quali sono le sfide oggettive che un atleta deve fare per compiere questa impresa e quali sono state le sfide che Franco ha dovuto affrontare?

“Le sfide oggettive che presenta la Manica sono: le basse temperature del mare e le correnti. A questo proposito la C.S.A. Channel Swimming Association chiede all’atleta che si presenta per fare la traversata, l’esperienza in acque fredde, solo con una comprovata esperienza accettano la candidatura. Hanno delle regole molto rigide: il candidato deve avere solo gli occhialini e slip, per tutto il tempo della traversata non può mai toccare la barca che lo monitora, neppure con una mano, pena la squalifica. Il nutrimento ti viene lanciato in acqua con una borraccia. Le mie personali sfide, durante la traversata erano quelle di respingere i pensieri che mi avrebbero tolto energia: invece di chiedermi quanto mancasse all’arrivo meglio concentrarsi su quanto già era stato fatto; ripensare a tutti i traguardi già raggiunti senza lasciare che la stanchezza avesse il sopravvento. Lo ripeto sempre anche ai ragazzi che alleno: quando la mente ti dice che sei stanco, significa che hai ancora il 40% delle forze; quindi, devi essere tu a decidere quando e come ascoltare la stanchezza. Sapevo di farcela, sapevo di essere ben allenato, sapevo che la mia resistenza alle basse temperature poteva sostenermi. Solo concentrazione sulla meta e passione.”

Dal suo racconto possiamo dire che il vero agonismo consiste nell’adeguata preparazione alla gara.

“Assolutamente sì! La preparazione costante è importantissima: il mio allenatore, Egor Tropeano, oltre agli allenamenti a Portovenere, mi ha consigliato di recarmi a Doveralmeno dieci giorni prima della gara per abituarmi a QUEL mare. All’inizio mi è sembrata una richiesta esagerata, ma quando mi sono tuffato ne ho capito il senso: il mare è diverso, il suo sapore è diverso, l’attrito sulla pelle, la temperatura. Il corpo deve abituarsi a QUEL mare. Gareggiare quando il corpo si sente a proprio agio rende tutto più semplice evitando sprechi di energia. Prima della gara si deve anche tenere un regime alimentare preparatorio che massimalizzi le energie. Si deve essere assolutamente fedeli alle indicazioni dell’allenatore e di tutto lo staff che lavora con te per rendere possibile l’impresa.”

Come si vive dopo essere entrati nell’Olimpo dei nuotatori?

“Ho realizzato il sogno della mia vita! Amo il mare da sempre e, pur avendo già al mio attivo diverse imprese come Messina, Gibilterra, Bonifacio, la traversata della Manica è quel traguardo che realizza il coronamento massimo di un nuotatore, ma non dimentico la mia passione più profonda che è il Salvamento. Ho fondato l’associazione NUOTO SALVAMENTO LA SPEZIA proprio per educare i giovani non solo alla passione del mare, ma a salvare gli altri in situazioni di pericolo. Da quando ho preso congedo dalla Marina Militare, questa è diventata la mia missione principale. Addestro ragazzi e professionisti perché è importante saper gestire le situazioni, il pericolo. Avere consapevolezza che il bagnino, per esempio, non è solo quello che apre le sdraio o gli ombrelloni, ma è la figura che sa salvarti la vita. Essere entrato nell’albo dei Channel Swimmer è per me uno sprone ulteriore a trasmettere l’amore e il rispetto per il mare.”

By Erika Pisacco

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