
Pubblicato il 12 agosto 1945 e poi scomparso per decenni, “L’eccidio di S. Anna” di Alfredo Graziani torna oggi alla luce grazie al ritrovamento di una rara copia custodita da una famiglia spezzina. La storia di un libro dimenticato che continua a interrogare il presente.
C’è un libro che per quasi ottant’anni è sopravvissuto nel silenzio. Un libro scritto “a caldo”, subito dopo uno degli episodi più atroci della guerra lungo la Linea Gotica, e poi lentamente scomparso dalla circolazione, inghiottito da quella rimozione collettiva che nel dopoguerra spinse molte famiglie italiane a non parlare più di ciò che avevano visto.
Quel libro è “L’eccidio di S. Anna” di Alfredo Graziani.
Pubblicato nel 1945, quando le ferite della strage di Sant’Anna di Stazzema erano ancora aperte, nacque con uno scopo concreto — contribuire all’acquisto di un’ambulanza per la Versilia — ma soprattutto con una missione civile e morale: lasciare una testimonianza precisa di ciò che era accaduto il 12 agosto 1944, quando i reparti delle SS trasformarono quelle montagne in un luogo di sterminio.

Oggi probabilmente lo chiameremmo “instant book”. Ma il volume di Graziani era qualcosa di molto diverso rispetto ai libri costruiti sull’attualità del momento. Era il tentativo lucidissimo, scritto da chi quei luoghi li conosceva bene ed era appena tornato dalla deportazione in Germania, di fissare nella memoria collettiva la natura profonda di quella tragedia. Non solo il racconto dell’eccidio, ma la denuncia dell’odio ideologico che lo aveva reso possibile. E’ stata anche l’occasione per elencare le vittime con nome, cognome sesso ed età perchè molti di quei corpi erano carbonizzati e i resti stessi, a loro volta, in alcuni casi erano stati inceneriti da chi ne aveva raccolto i resti ritenendoli irriconoscibili. Ciò che colpisce nel leggere quell’elenco orribile è che la maggior parte sono donne, bambini ed anziani in quanto gli uomini giovani e adulti necessariamente si nascondevano nei boschi ritenendo a torto che i nazisti non avrebbero osato infierire su civili inoffensivi.
Eppure quel libro, col passare degli anni, sparì quasi completamente.
Non sostenuto da grandi editori e nato in un’Italia che aveva fretta di dimenticare, “L’eccidio di S. Anna” finì fuori commercio, irreperibile, custodito soltanto in poche biblioteche pubbliche e in rarissime copie private. Una di queste è riemersa in maniera quasi simbolica nel magazzino della famiglia di Pierluigi Portunato.
Ed è proprio da quella scoperta che è nata la nuova vita del libro presentata oggi alla Mediateca Regionale Ligure “Sergio Fregoso” della Spezia.
Portunato, che all’epoca della strage aveva appena due anni e mezzo e viveva da sfollato dalla Spezia con la famiglia in una zona limitrofa a Sant’Anna, dove pure aveva abitato per un periodo, sino forse a una settimana prima della strage, era cresciuto ascoltando i racconti della sorella maggiore. Ricordava in particolare una frase pronunciata da un soldato tedesco, di ritorno dal massacro, davanti alla loro casa: “Italiani, martiri di Dio”.

Parole rimaste impresse nella memoria familiare per decenni.
Quando Pierluigi ha ritrovato quel libro nascosto tra i documenti di casa, ne ha compreso immediatamente il valore storico e umano. Da lì la decisione di salvarlo dall’oblio, coinvolgendo Paolo Luporini, tra tanti impegni anche generoso autore di SpeziaMirror che ha ricostruito integralmente il testo lavorando sulle copie originali per trasformarlo in versione PDF, mentre Giorgio Pagano ha firmato un’introduzione intensa e profondamente legata alla storia civile della città di cui è stato Sindaco e che oggi copresiede il Comitato Unitario della Resistenza spezzina.
Attorno a quel piccolo volume dimenticato si è così creata una rete di persone, associazioni e istituzioni unite dalla convinzione che quella testimonianza dovesse tornare accessibile a tutti. Non attraverso un’operazione commerciale, ma con la scelta opposta: rendere il libro liberamente scaricabile attraverso i siti della CGIL spezzina, del Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo, dell’Associazione Culturale Mediterraneo e del gruppo Facebook “Il dono sospeso”. In fondo alla pagina anche SpeziaMirror contribuisce alla diffusione gratuita della versione rieditata del libro.
Nel corso dell’incontro è emerso con forza anche il valore storico del lavoro di Graziani. Come ha ricordato Giorgio Pagano, l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema è rimasto per decenni avvolto da una sorta di “alone di mistero”, alimentato soprattutto dalla mancata giustizia del dopoguerra. Gli americani avevano individuato già nel 1945 diversi responsabili della strage, ma quelle indagini finirono sostanzialmente archiviate in un primo “armadio della vergogna”. Solo il processo del 2005 celebrato alla Spezia dal giudice Marco De Paolis riuscì a ricostruire compiutamente responsabilità e catena di comando della sedicesima divisione SS.
Ed è impressionante osservare come molte delle conclusioni a cui storici e magistrati sarebbero arrivati decenni dopo fossero già intuibili nel testo di Graziani, scritto appena un anno dopo i fatti.
Perché Graziani aveva compreso subito il cuore ideologico di quella violenza: l’annullamento della distinzione tra civili e partigiani, tra innocenti e combattenti. Una logica di sterminio che lungo la Linea Gotica produsse la terribile “scia di sangue” delle stragi naziste.
Per questo la ripubblicazione di questo libro non rappresenta soltanto un recupero editoriale. È un gesto politico e civile nel senso più alto del termine.

Lo hanno ribadito negli interventi di oggi anche Giorgia Lombardi consigliere comunale di LeALI AVS, Luca Comiti segretario CGL, Carola Baruzzo del Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo e gli altri promotori dell’iniziativa: leggere oggi quelle pagine significa interrogarsi sul presente, sulle guerre e i genocidi contemporanei, sulla normalizzazione della violenza contro i civili, sull’annullamento del diritto internazionale e sull’idea stessa di pace e disarmo come unico antidoto al ritorno degli estremismi.
Ed è forse proprio questo il senso più profondo della storia de “L’eccidio di S. Anna”: un libro nato per impedire che una tragedia venisse dimenticata, finito esso stesso nell’oblio e infine riemerso grazie alla volontà ostinata di chi ha deciso che certe testimonianze non possono scomparire ancora una volta.
Scarica gratis il libro rieditato con prefazione di Giorgio Pagano:
L’eccidio di S. Anna – Alfredo Graziani – copia digitale
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