Il conservatore della Wolfsoniana di Genova Matteo Fochessati riceverà il riconoscimento il 21 settembre a Palazzo della Borsa. Un percorso di studi dedicato al Novecento ligure che passa anche dalla Spezia e dai mosaici futuristi di Fillia e Prampolini nel Palazzo delle Poste.
Quando SpeziaMirror lo aveva incontrato, lo scorso gennaio, Matteo Fochessati ci aveva accompagnato idealmente attraverso un museo piuttosto particolare. Alla Wolfsoniana di Nervi, infatti, il Novecento non si racconta soltanto attraverso quadri e sculture: ci sono mobili, ceramiche, manifesti, tessuti, oggetti che appartengono alla vita quotidiana e che, messi insieme, finiscono per raccontare un’epoca.
In quell’occasione avevamo anche anticipato una notizia. Fochessati sarebbe stato uno dei premiati dell’edizione 2026 del Premio Montale Fuori di Casa. Ora quell’anticipazione ha una data: lunedì 21 settembre alle 17.30, nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa di Genova, Matteo Fochessati riceverà il Premio Montale Fuori di Casa per la Critica d’Arte.
Un Novecento ligure che passa anche dalla Spezia
Storico e critico d’arte, conservatore della Wolfsoniana, Fochessati viene premiato per un’attività di ricerca che ha avuto come uno dei suoi fili conduttori il rapporto tra arte e territorio e, in particolare, il ruolo della Liguria nella storia delle arti figurative, dell’architettura e del design del Novecento.

Ed è proprio qui che la storia arriva anche alla Spezia. Una parte importante degli studi di Fochessati riguarda infatti il Futurismo in Liguria, un’esperienza che lo studioso ha definito «anomala e originale»: non una semplice ricezione periferica delle idee di Marinetti, ma una loro trasformazione attraverso le caratteristiche industriali e tecnologiche del territorio ligure.
Il suo lavoro ha seguito le tracce di quella stagione lungo tutta la regione: dalla Prima Mostra Nazionale di Plastica Murale del 1934 a Genova alle esperienze della ceramica del Ponente e delle botteghe di Savona e Albisola. E, nel mezzo, ci sono i grandi mosaici di Fillia ed Enrico Prampolini nel Palazzo delle Poste della Spezia, una delle testimonianze più significative lasciate dal Futurismo nella nostra città.
Il riconoscimento del Montale assume così anche una prospettiva che supera Genova: quella di una Liguria che nel Novecento non si limitò a osservare ciò che accadeva nei maggiori centri artistici italiani ed europei, ma fu a sua volta luogo di sperimentazione.
La Wolfsoniana e gli oggetti che raccontano un’epoca

È questo, del resto, uno dei temi che avevamo ritrovato anche nella nostra precedente visita alla Wolfsoniana.
La collezione costruita da Mitchell Wolfson Jr. e il lavoro museale sviluppato intorno ad essa permettono di attraversare un periodo che va dalla fine dell’Ottocento al secondo dopoguerra attraverso arti decorative, design e materiali di propaganda. Nelle raccolte trovano posto, fra l’altro, i bozzetti tessili della MITA di Nervi, mobili del razionalismo e ceramiche futuriste.
Nel precedente articolo di SpeziaMirror Fochessati ci aveva aiutato soprattutto a comprendere la logica di quella raccolta: non l’accumulo di oggetti scelti soltanto per la loro bellezza, ma la ricerca di ciò che quegli oggetti possono raccontare della società che li ha prodotti.

Una chiave di lettura che aiuta anche a capire il suo lavoro di storico dell’arte: mettere in relazione opere, produzione industriale, territorio e trasformazioni sociali.
Dalla ricerca all’insegnamento
Formatosi all’Università di Genova, dove si è laureato in Storia dell’arte contemporanea e ha successivamente conseguito il diploma di specializzazione nella stessa disciplina, Fochessati ha affiancato all’attività museale quella accademica.
Dal 2004 al 2018 è stato professore a contratto di Teoria e storia del design all’Università di Genova; dal 2019 al 2024 ha insegnato Storia dell’illustrazione e della pubblicità all’Accademia Ligustica di Belle Arti. Dal 2005 insegna inoltre arte contemporanea nel programma della Florida International University dedicato al design e alle arti in Italia.
Numerose anche le mostre curate in Italia e all’estero, con un percorso che attraversa l’astrattismo italiano, la propaganda e la moda negli anni dell’autarchia, la produzione della MITA, Rubaldo Merello e la pittura murale del Novecento.
Il 21 settembre la consegna del Premio
La cerimonia genovese del 21 settembre sarà aperta dai saluti di Felice Negri, vicepresidente della Camera di Commercio di Genova e Imperia. Seguiranno gli interventi di Giuseppe Rudisi, giornalista, e Barbara Sussi, vicepresidente del Premio Montale Fuori di Casa.
A dialogare con Matteo Fochessati saranno Ferdinando Fasce, già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Genova, e Giuseppe Manzitti, saggista e collezionista d’arte. La presidente del Premio, Adriana Beverini, leggerà la motivazione e consegnerà il trofeo.

Ai presenti saranno inoltre distribuiti, fino a esaurimento delle copie disponibili, cataloghi delle mostre curate da Fochessati. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti. L’evento si avvale del patrocinio del Comune di Genova, della Fondazione Carige e della Camera di Commercio di Genova.
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In copertina particolare de Il bacio di Alimondo Ciampi – Wolfoniana GE
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