Oriana Fallaci, vent’anni dopo la sua scomparsa
15 settembre 2026 celebriamo i vent’anni dalla scomparsa di una donna con la D maiuscola. La sua arma invincibile erano le parole: prima donna italiana a raccontare la guerra come inviata sul fronte, autrice delle interviste più celebri fatte ai grandi protagonisti della politica mondiale e di romanzi diventati bestseller internazionali, tra cui “Lettera a un bambino mai nato” e “Un uomo”: Oriana Fallaci.
Il coraggio di sfidare un mondo ancora maschile
Tutta la sua carriera è stata caratterizzata da una profonda vocazione per il proprio lavoro e dall’irrefrenabile senso di giustizia che l’ha portata a lottare per far cambiare dall’interno la concezione patriarcale che vedeva spesso la donna non all’altezza di determinati ruoli. In un mondo quasi del tutto maschile, la Fallaci è riuscita, attraverso le proprie capacità e cultura, la determinazione per far fronte ad un ambiente chiuso, retrogrado e spesso bigotto, ribaltando, così, ogni pregiudizio e dimostrando quanto le donne, in realtà, siano capaci tanto quanto gli uomini di poter fare il lavoro di giornalista con la stessa audacia e forse con più intuito.
Attenzione: proprio il combattere il bigottismo imperante, confuso troppe volte con la fede o la spiritualità, ha ispirato un libro quale: “Lettera a un bambino mai nato” e ha reso la Fallaci una delle più intime interlocutrici di un teologo della levatura di Joseph Ratzinger.
Dal femminismo alla difesa della libertà individuale
La Fallaci ha sempre vissuto e raccontato la lotta femminista nel suo significato più puro e vero. Non come mera e sterile battaglia tra sessi, in cui l’uno deve prevalere sull’altro per superiorità, ma semplicemente, se semplicemente possiamo dire, come strumento per il raggiungimento dell’uguaglianza di tutti, un esercizio alla libertà individuale, indipendenza e autonomia di pensiero dell’individuo in quanto tale, perché la cultura e la notizia non dovrebbero essere assoggettate a colori politici e teorie gender. Questa, forse, la lezione magistrale che la Donna giornalista Fallaci ci ricorda ancora oggi e sembra oggi più attuale che mai. In questo modo ha fatto sì che la figura femminile superasse i ruoli marginali assegnatile poiché ritenuta non all’altezza di poter trattare argomenti di un certo spessore, anche di geopolitica. Non a caso si è battuta con audacia a sostegno delle lotte femministe, ostacolando con tutte le sue forze il perbenismo e le becere etichette e ripudiando anche lo stesso termine di “scrittrice”, a cui preferiva l’omonimo maschile, considerato da lei più neutro.
Oriana è oggi un’icona che potremmo/dovremmo capire molto più di ieri ed è nostra responsabilità studiare il suo messaggio profondo, specie per chi fa delle parole una ragione di vita e presenza sociale.
Da Kissinger a Gandhi: gli incontri con i grandi del mondo
Nel corso della sua carriera, Oriana, si è occupata anche di condurre interviste con le più importanti figure della storia: da Kissinger a Gandhi, da Khomeini a Gheddafi, da Arafatad Hailé Selassié I, passando anche per grandi dello spettacolo come Anna Magnani, Federico Fellini, Ingrid Bergman ed Alfred Hitchcock, grazie alla propria competenza ha trasformato le interviste da semplici dibattiti a veri e propri “scontri” alla pari, bypassando il ruolo di potere dell’interlocutore.
L’eredità di Oriana Fallaci nel giornalismo di oggi
Ci auguriamo che anche oggi la nostra società possa godere di grandi nuove Oriane per celebrare sempre più e meglio l’informazione con la maiuscola; lei che aveva dato vita ad un vero e proprio stile giornalistico, sia di esempio per tutti coloro che, ancora oggi credono alla potenza creatrice della parola in ogni ambito.
La potenza di una donna che dopo vent’anni dalla morte è più viva che mai facendo parlare ancora delle sue sfide e delle sue battaglie, delle sue indagini e delle sue diagnosi perché, come per ogni profeta le parole creano eternità.
By Erika Pisacco
© Riproduzione riservata – SpeziaMirror


