
Una grande partecipazione per l’omaggio a Enzo Mordacci: istituzioni, studiosi, amici e cittadini hanno ricostruito la figura del pittore spezzino attraverso testimonianze, racconti e opere che rivelano tutto il suo sguardo sull’umano.
Andrea Mordacci ha voluto celebrare il “Ricordo di Enzo Mordacci” rendendolo aperto alla cittadinanza spezzina e organizzandolo con il patrocinio del CPIA per cui lavora (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti), presieduto da Andrea Minghi. Sono stati invitati il Comune e la Prefettura della Spezia, presenti il Prefetto Dott. Andrea Cantadori e l’assessore al Patrimonio Manuela Gagliardi. Hanno partecipato all’organizzazione il professor Andrea Rabassini e la professoressa Marta Meozzi, che ha curato la presentazione audiovisiva dell’evento e un brillante Catalogo “ENZO MORDACCI Una maglia rotta nella rete”. Sala del piano terra della Mediateca gremita di spezzini e amici di fuori provincia. Presente la famiglia, tra cui il fratello Marco Mordacci, segretario comunale di Genova insediatosi il 14 novembre 2025, su nomina della sindaca Silvia Salis.

Fungeva da moderatore Nicola Carozza che ha abilmente avvicendato tutti gli invitati, per primo il figlio Andrea, che ha presentato la figura del padre pittore, quasi del tutto sconosciuto agli spezzini, considerando lui la sua pittura come un fatto molto importante della propria vita, preservandola dal commercio e dal mercato dell’arte. Andrea, che è un esperto di arte tribale orientale, in particolare sciamanica himalayana, ha raccontato di essere riuscito a farsi accompagnare dal padre sessantenne a Katmandu (Nepal), dove gli ha organizzato una delle tre mostre in tutto che Enzo Mordacci ha acconsentito ad allestire. Il Prefetto della Spezia ha dichiarato di essere venuto molto volentieri al partecipato ricordo di Enzo Mordacci, avendo da tempo aperto alla cittadinanza spezzina l’atrio del Palazzo del Governo con mostre di pittori locali. Avendo avuto in giornata un incontro con la delegazione dominicana, ha detto che solitamente, quando si presenta a delegazioni straniere la città della Spezia, si riportano la presenza degli yacht e dei cantieri, le Cinque Terre, i meravigliosi luoghi del Golfo e l’entroterra, la presenza militare e l’industria armiera, ma spesso si tralascia di ricordare che La Spezia è una città d’Arte, come testimoniano i moltissimi artisti che vi hanno vissuto e che operano attualmente. Nicola Carozza ha auspicato una prossima mostra nel Palazzo della Prefettura. All’Assessore Manuela Gagliardi ammirata per il valore artistico delle opere, Carozza ha offerto la possibilità di un accordo per una donazione della famiglia di una parte importante dei quadri del pittore, perché gli spezzini possano ammirarli nei palazzi del Comune o nel CAMEC.

Marzia Ratti ha ricordato che Enzo Mordacci, per la sua approfondita cultura artistica, corroborata da una ricca biblioteca personale nella sua casa di Migliarina, era una preziosa fonte di ricerca per le necessità del proprio ruolo istituzionale essendo stata funzionaria per i Beni Culturali presso la Provincia della Spezia dal 1984 al 1990, direttrice dei Musei Civici della Spezia dal 1991 al 2019 (dal 1997 anche dirigente di tutti i servizi culturali: Archivi, Biblioteche, Teatri). Un’alternativa molto pratica all’Università di Pisa, potendo trovare da Mordacci rari Cataloghi d’asta altrimenti introvabili. La professoressa Ratti ha affermato che Enzo Mordacci era una persona che aveva saputo, come pochi sanno fare, servire da “collante” tra le persone. Come pure riusciva ad essere “collante” Sergio Fregoso, a cui è intitolata la Mediateca. Enzo Mordacci come artista è come una scoperta di un tesoro celato che esprime un sentire dolente come una fucilata. Al di fuori di ogni corrente, le sue opere e le sue figure hanno un carattere distintivo e unico: le sue figure sono quasi prive di riconoscibilità individuale. Tutte declinate al maschile, portano in un altrove in cui tutto è incerto e nulla è di conforto.
Il professor Guerrino Lombardi, scrittore, politico e critico d’arte, organizzatore di una mostra di Mordacci a Bolano, ci ha mostrato però un quadro in cui la bravura pittorica di Enzo Mordacci si è dimostrata perfetta: l’OMAGGIO A GUIDO CAGNACCI in cui lo sguardo del personaggio ritratto in un dettaglio dell’originale (Gloria di San Mercuriale) risulta girato verso lo spettatore, con un’espressione struggente che suscita inquietudine e ne fa un’opera del nostro tempo, molto diversa per emozione dall’opera del Cagnacci, che era del Seicento. Lombardi ha commentato una decina di quadri di Mordacci facendo addentrare il pubblico nella crescita del pittore dai quadri in cui lui si esprimeva, tredicenne, con promessa di evoluzioni successive passanti dal ritratto della fidanzata Luisa, immerso in un chiaroscuro in cui pure lo sfondo esprime la separazione dei campi di luci e ombre.

Un quadro interessantissimo è ispirato al famoso quadro di Velazquez “Las Meninas”, per cui Mordacci ripete con esattezza la geometria e la prospettiva della stanza originale ma ne fa scomparire le damigelle d’onore, la nana, l’infanta Margherita e il re, e tutti i nobili, cancella il mastino, e mette se stesso, il pittore, in primo piano mentre accarezza un gatto nero e lascia la presenza di un cane non certo di razza, che forse è invidioso del gatto che riceve carezze.
Sono intervenuti il dott. Gianni Donati, scrittore e critico d’arte, e il prof. Andrea Rabassini, collega nel CPIA di Andrea, che ha letto alcuni testi per Donati e anche uno suo, “Una Passeggiata. Ovvero animali reali e fantastici, e dove trovarli… al Museo Lia.” Sono intervenuti Pierluigi Acerbi e l’ex magistrato Maurilio Grassi ed infine, prima di Marco Mordacci, Paolo Luporini, richiesto come relatore dall’amico Andrea Mordacci. Sebbene non abbia conosciuto il suo papà, per spirito di Necessità qualcosa ha detto.

Le cose più rilevanti sono state riportate con queste parole: “La prima volta che sentii parlare di Enzo Mordacci fu dal primo incontro privato che ebbi con Andrea, da lui stesso, con queste parole che mi sono rimaste impresse perché cariche di pathos: «Come abbiamo potuto arrivare a questo punto? Non me ne faccio una ragione.» Voleva con questo dirmi che il papà aveva sofferto moltissimo, nella fase terminale della malattia, facendolo soffrire del dolore di figlio. Quello che ho pensato io, in base alle mie esperienze, è stato un pensiero afflitto dalla sensazione che del dolore e della tragedia di uno ci sono molti responsabili che neppure ne hanno coscienza. Ciascuno di noi ha il dovere di comportarsi secondo una legge naturale e universale che risponde alla propria natura ma, più in generale, alla coscienza collettiva, e ogni infrazione, ogni omissione, porta effetti di causalità come per l’effetto farfalla, per il quale un battito d’ali di una farfalla qui provoca un uragano nell’Amazzonia. Più semplicemente, l’incuria in cui è lasciata la Sanità pubblica, provoca tragedie. Ci sono pure tragedie quotidiane di cui apprendiamo dalle notizie. Certamente Enzo Mordacci, uomo di sensibilità etico-artistica, ne ha espresso il disagio nelle sue figure senza pupille, glabre, difformi. Questa è l’impressione che mi fanno i suoi quadri: un turbamento di calma disperazione. E pure la figura atletica dei tuffatori è un salto nel vuoto di ogni scelta quotidiana. Il crocifisso senza il braccio destro cosa vuole simbolizzare?Una società d’individui che non sa o non vuole dare. Riconosco ad Andrea di aver colto questi muti gridi delle sue figure e di darne quotidianamente testimonianza con la sua grande generosità. ”
A una prossima mostra!
By Paolo Luporini
Paolo Luporini (1955) scrive dal 1992. Ha pubblicato circa 90 opere, in vendita su Amazon. Alcune finanziano associazioni benefiche. A gennaio 2020 presenta per la prima volta i suoi libri; durante il lockdown crea il gruppo Facebook IL DONO SOSPESO, avvia 4 blog, di cui uno, ‘cuoriinfiamme’, sugli anni 70 alla Spezia e inizia nel 2021 la composizione dei ‘pensierini’ e la produzione di video per YouTube. Ora dona ogni suo scritto. Organizza eventi letterari, teatrali, musicali, insieme ad altri artisti riuniti intorno alla Biblioteca Umana a Spezia. Collabora con SpeziaMirror.
Riproduzione Riservata




