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	<title>ANPI La Spezia Archivi - Spezia Mirror</title>
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	<title>ANPI La Spezia Archivi - Spezia Mirror</title>
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		<title>&#8220;Sebben che siamo donne&#8221;: al Dialma della Spezia lo spettacolo sulle Madri Costituenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Luporini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 18:48:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Gotelli]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI La Spezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 9 ottobre al Dialma Ruggiero lo spettacolo dedicato alle donne dell’Assemblea Costituente. Tra le figure rappresentate anche Angela Gotelli. Daniela Bertini racconta la nascita e lo spirito del progetto teatrale. Venerdì 9 ottobre 2026, presso l’Auditorium del Dialma Ruggiero di via Monteverdi 117 della Spezia, alle ore 17:30, andrà in scena, in occasione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-13273 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/sebben-la-spezia-212x300.jpg" alt="" width="296" height="419" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/sebben-la-spezia-212x300.jpg 212w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/sebben-la-spezia-724x1024.jpg 724w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/sebben-la-spezia-768x1086.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/sebben-la-spezia-1086x1536.jpg 1086w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/sebben-la-spezia-1024x1448.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/sebben-la-spezia.jpg 1240w" sizes="(max-width: 296px) 100vw, 296px" />Il 9 ottobre al Dialma Ruggiero lo spettacolo dedicato alle donne dell’Assemblea Costituente. Tra le figure rappresentate anche Angela Gotelli. Daniela Bertini racconta la nascita e lo spirito del progetto teatrale.</strong></p>
<div>
<p><strong>Venerdì 9 ottobre 2026</strong>, presso l’Auditorium del Dialma Ruggiero di via Monteverdi 117 della Spezia, alle ore 17:30, andrà in scena, in occasione della ricorrenza degli 80 anni dal voto alle donne, lo spettacolo teatrale <strong>“SEBBEN CHE SIAMO DONNE”</strong>, a cura dell’Anpi La Spezia e del Coordinamento Femminile Anpi La Spezia. Il titolo è ripreso dall’omonima canzone di lavoro e protesta delle mondine delle risaie della Valle Padana. <span style="color: #008000;"><strong>L’ingresso è libero su prenotazione ai numeri 3475372977 / 3397533094.</strong></span></p>
<p>Lo spettacolo, giunto alla sua decima replica in pochi mesi tra Toscana e Calabria, porta in scena le storie, ordinarie e straordinarie al tempo stesso, di alcune delle ventuno <strong>Madri Costituenti</strong> della Repubblica Italiana. Donne diversissime tra loro che, elette il 2 giugno 1946, parteciparono alla costruzione della nuova Carta costituzionale e contribuirono a dare voce e volto alle donne nella politica italiana.</p>
<p>L’ideazione è di <strong>Daniela Bertini</strong>, direttrice artistica dell’Associazione “<strong>Il Gabbiano</strong>”, mentre la ricerca storica e la costruzione dello spettacolo sono il risultato di un lavoro collettivo che ha coinvolto donne e uomini dell’Associazione “Il Gabbiano” di San Giuliano Terme e dell’associazione “AtTieSse” di Vecchiano, con i contributi fondamentali di Mike Ricci e Massimo Canneti, autori di quasi tutti i testi messi in scena.</p>
<figure id="attachment_13269" aria-describedby="caption-attachment-13269" style="width: 251px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class=" wp-image-13269" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/1000348727-196x300.jpg" alt="" width="251" height="384" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/1000348727-196x300.jpg 196w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/1000348727-668x1024.jpg 668w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/1000348727-768x1177.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/1000348727-1002x1536.jpg 1002w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/1000348727-1024x1570.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/1000348727.jpg 1135w" sizes="(max-width: 251px) 100vw, 251px" /><figcaption id="caption-attachment-13269" class="wp-caption-text">Angela Gotelli</figcaption></figure>
<p data-pm-slice="1 1 []">Tra le figure rappresentate nella tappa spezzina ci sarà anche <strong>Angela Gotelli</strong>, deputata legata alla Spezia e nata ad Albareto (Parma), protagonista di una significativa attività durante la Resistenza. Pur non appartenendo formalmente alle formazioni partigiane combattenti, prestò assistenza come infermiera della Croce Rossa a feriti, sfollati, perseguitati e partigiani. Trattò inoltre con il comando tedesco per lo scambio di prigionieri e ostaggi civili, contribuendo a evitare rappresaglie nei paesi dell’Appennino. La sua casa di famiglia ad Albareto offrì rifugio agli sbandati e divenne anche sede del comando della IV Zona partigiana.</p>
<p>Ma proprio perché <em>Sebben che siamo donne</em> nasce dall’incontro tra ricerca storica, teatro e storie personali, il modo migliore per comprenderne lo spirito è quello di <strong>intervistare Daniela Bertini:</strong></p>
<p><strong>Come è nata l&#8217;associazione, da chi è composta e in quale modo fate teatro?</strong></p>
<p><em>L’Associazione Culturale Il Gabbiano nasce nel 1987 come gruppo teatrale in ambito parrocchiale nel nostro paese, Arena Metato, in provincia di Pisa, per la comune passione di un gruppo di giovani che desideravano vivacizzare la comunità paesana con spettacoli di teatro con fini di raccolta fondi di beneficenza. Eh, sì, nel 2027 festeggeremo i nostri primi 40 anni, e alcuni dei giovani di allora sono ancora qui, a ritrovarsi dopo il lavoro per divertirsi e al tempo stesso costruire spettacoli che possano raccontare storie ed emozionare, spesso storie vere, spesso legate al territorio e alla Memoria, ma anche spettacoli più leggeri e per famiglie con bimbi piccoli.</em></p>
<p><strong>La compagnia riunisce persone di età, professioni e provenienze diverse. Chi sono gli attori e le attrici che condividono  questa esperienza teatrale?</strong></p>
<figure id="attachment_13272" aria-describedby="caption-attachment-13272" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-13272" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/attrici-e-narratore-alla-Domus-Mazziniana-300x275.jpeg" alt="" width="300" height="275" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/attrici-e-narratore-alla-Domus-Mazziniana-300x275.jpeg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/attrici-e-narratore-alla-Domus-Mazziniana.jpeg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-13272" class="wp-caption-text">attrici e narratore alla Domus Mazziniana</figcaption></figure>
<p><em>Siamo attori e attrici amatoriali, anzi, come amo sottolineare, “orgogliosamente amatoriali”. Tra noi ci sono insegnanti, farmacisti, guide turistiche, impiegati, artigiani, pensionati… tutti uniti dalla comune passione per il teatro. C’è chi ha seguito dei corsi e chi invece si è avvicinato per curiosità ed è rimasto affascinato da questo nostro modo di fare teatro. Tutte persone che, dopo una giornata di lavoro, si spogliano dell’abito di “lavoratore” ed entrano con abiti nuovi in quello di mille personaggi e vivono mille vite. Ci unisce una grande passione, che va oltre le differenze di età: il più piccolo ha 10 anni (Damiano, co-protagonista con me nello spettacolo dedicato alla ciclista Alfonsina Strada), e i più “grandi” arrivano quasi a 80… ma lo stare insieme ci fa sentire tutti giovani! La maggior parte di noi vive nella nostra zona, nel comune di San Giuliano Terme, ma ci sono attori e attrici che vengono da Pisa, Lucca, Prato, Pistoia, Viareggio, Pontedera… Inoltre collaboriamo con altre compagnie (Le Beffe Teatro, AtTieSse in primis), per cui c’è un vivace viavai che arricchisce il gruppo.</em></p>
<p><strong>Come si svolge lo spettacolo che porterete in scena alla Spezia venerdì 9 ottobre?</strong></p>
<p><em>Lo spettacolo, ancora in evoluzione, è nato in modo collettivo. Mi spiego: di solito si parte con un testo, si convoca chi pensiamo sia adatto a ricoprire i vari ruoli, si fa una lettura e poi si inizia a provare. Oppure si lavora con l’improvvisazione e poi si passa alla lettura del testo. Per questo spettacolo, invece, ho invitato in sede per un paio di domeniche nello scorso febbraio chi, nel gruppo, avesse voglia e curiosità di lavorare insieme alla costruzione dello spettacolo. Abbiamo passato due domeniche insieme, mangiato, letto, cantato e suonato le canzoni dell’epoca, ciascuno ha scelto una biografia tra quelle delle Madri Costituenti da leggere, approfondire e raccontare agli altri. Poi abbiamo iniziato a metter giù i testi, che nella versione definitiva sono di Mike Ricci e Massimo Canneti, due membri dell’Associazione esperti di scrittura drammaturgica: insomma, un lavoro collettivo che a poco a poco da semplice reading è diventato uno spettacolo. La versione che vedrete è un “work in progress” tra la prima e la futura veste, diversa da tutte le repliche (tante!) fatte finora. Un lavoro dove ciascuno ha contribuito, e questo mi sembra che ben si sposi con il contenuto dello spettacolo.</em></p>
<p data-pm-slice="1 1 []"><strong>Tra le Madri Costituenti che porterete in scena alla Spezia ci sarà anche Angela Gotelli, figura particolarmente legata al  territorio spezzino. Perché avete scelto di raccontare proprio la sua storia?</strong></p>
<p><em>Certo, non poteva mancare! Ci ha colpito molto la sua storia: una donna forte che ci ha affascinato per le sue scelte. Abbiamo, per motivi di lunghezza dello spettacolo, dovuto fare delle scelte, ma di volta in volta presentiamo le diverse storie, dando spazio anche alle Madri Costituenti meno conosciute e, a seconda del luogo dello spettacolo, inseriamo in scaletta la storia di chi è legato a quel luogo. Questo permette anche a noi di conoscerle meglio tutte e di apprezzare ancora di più le loro scelte di vita e il loro lascito.</em></p>
<p><strong>Che genere di spettacoli avete in repertorio? Puoi dirci qualche titolo o l’argomento?</strong></p>
<figure id="attachment_13270" aria-describedby="caption-attachment-13270" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-13270 size-medium" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/il-gruppo-delle-attrici-alla-replica-della-Domsu-Mazziniana-di-Pisa-300x215.jpeg" alt="" width="300" height="215" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/il-gruppo-delle-attrici-alla-replica-della-Domsu-Mazziniana-di-Pisa-300x215.jpeg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/il-gruppo-delle-attrici-alla-replica-della-Domsu-Mazziniana-di-Pisa-1024x732.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/il-gruppo-delle-attrici-alla-replica-della-Domsu-Mazziniana-di-Pisa-768x549.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/il-gruppo-delle-attrici-alla-replica-della-Domsu-Mazziniana-di-Pisa-1536x1098.jpeg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/10/il-gruppo-delle-attrici-alla-replica-della-Domsu-Mazziniana-di-Pisa.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-13270" class="wp-caption-text">attrici e narratore alla Domus Mazziniana</figcaption></figure>
<p><em>Abbiamo sia commedie (“Assassinate la zitella”, una esilarante commedia di G. Pardini) che monologhi e diversi spettacoli collettivi di teatro civile: “Cum Panis. Vite Resistenti” di Antonella Iaschi, “Divisa” di Piero Ianniello, “Le valigie della memoria” (per le scuole), legate alla tematica della guerra, della Resistenza e della Memoria, “Ci vediamo stasera” di Mike Ricci e Massimo Canneti, uno spettacolo intenso dedicato alle morti sul lavoro, che abbiamo portato anche recentemente in Calabria, “Questo non è amore”, uno spettacolo itinerante sulla tematica della violenza psicologica e fisica sulle donne, “Italia Donati. Alla ricerca della quiete”, una triste storia di una maestra vissuta nel 1860 in Toscana. Sperimentiamo anche spettacoli site-specific e itineranti, come “Dove va a finire tutto questo amore?” sulla fine delle storie d’amore.</em></p>
<p><em>Poi ci sono diversi monologhi dedicati alle figure di donne importanti per le loro scelte: “Artemisia Gentileschi”, “Alfonsina. La donna che arrivava sempre ultima” di Stefano Benedetti, dedicata alla storia della ciclista Alfonsina Strada, uno spettacolo a cui tengo particolarmente e che sta ancora “pedalando” per l’Italia intera, passando da Trieste e da Roccella Ionica.</em></p>
<p><strong>Come consideri la tua esperienza di coordinatrice di tanti progetti che si sommano alle tue mansioni come lavoratrice, donna, figlia o madre? Puoi dirti grata a quelle ventuno donne e al lavoro che svolsero nell’Assemblea Costituente?</strong></p>
<p><em>Parto dall’ultima domanda: sì, sono grata a queste donne che hanno saputo fare la differenza, che, immerse nel loro tempo, hanno saputo guardare oltre, consapevoli che ogni loro scelta avrebbe potuto cambiare il futuro di chi sarebbe venuto dopo di loro. Da insegnante sento la responsabilità di poter contribuire in modo determinante nelle vite dei bambini che saranno uomini e donne un domani. Che mondo lasciamo loro? Come potranno cambiarlo? Mi sento piccola a confronto delle Madri Costituenti, nel mio tentativo di agire con un piccolissimo segno nel mio tempo per mezzo della mia professione e anche per questa fantastica avventura che è il teatro. Certo, non è facile gestire famiglia, lavoro, tempo libero (poco), ma, si sa, noi donne siamo delle acrobate sul filo del tempo e dello spazio! Una nota curiosa: Nadia Gallico, nata in Africa (Tunisi), amante dei bambini e delle letture, autrice di un libro di fiabe, per il suo compleanno fu eletta a far parte dell’Assemblea Costituente… Ecco, mi sento legata a lei: per i miei 18 anni ho fondato il gruppo teatrale Il Gabbiano, che poi è divenuto nel 1995 Associazione Culturale; amo lavorare con i bambini, leggere storie ad alta voce, ho pubblicato un libro di fiabe: “La bici delle storie”, Pacini editore, grazie a tanti bei racconti di amici e amiche, i cui proventi contribuiscono al Progetto “Il sorriso di Marianeve” per la costruzione di scuole in Etiopia. Beh, voglio vederci un filo rosso!</em></p>
<p><strong>By Paolo Luporini</strong></p>
<p>Leggi anche “<a href="https://speziamirror.it/ce-ancora-domani-di-paola-cortellesi-e-limportanza-del-voto-dell8-e-9-giugno/"><em>C’è ancora domani” di Paola Cortellesi e l’Importanza del Voto dell’8 e 9 giugno</em></a></p>
<p>© SpeziaMirror – Riproduzione riservata</p>
</div>
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		<title>“Maestà in tempo di guerra”: intervista allo storico dell&#8217;arte spezzino Piero Donati</title>
		<link>https://speziamirror.it/intervista-piero-donati-maesta-in-tempo-di-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Luporini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 08:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voci dal Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio nella storia delle “maestà” tra arte, devozione e identità lunigianese: Piero Donati racconta origini, rinascite e protagonisti di un patrimonio unico, in vista della conferenza ANPI del 18 novembre alla Spezia nel Salone del Centro anziani di piazza Brin della Spezia, in via Filippo Corridoni 7, alle 17. La Sezione  ANPI Centro La Spezia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/intervista-piero-donati-maesta-in-tempo-di-guerra/">“Maestà in tempo di guerra”: intervista allo storico dell&#8217;arte spezzino Piero Donati</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000080;"><strong><img decoding="async" class=" wp-image-8268 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/locandian-maesta-214x300.jpg" alt="" width="319" height="447" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/locandian-maesta-214x300.jpg 214w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/locandian-maesta.jpg 720w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" />Un viaggio nella storia delle “maestà” tra arte, devozione e identità lunigianese: Piero Donati racconta origini, rinascite e protagonisti di un patrimonio unico, in vista della conferenza ANPI del 18 novembre alla Spezia nel Salone del Centro anziani di piazza Brin della Spezia, in via Filippo Corridoni 7, alle 17.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>La Sezione  ANPI </strong></span><strong style="color: #000080;">Centro </strong><strong style="color: #000080;">La Spezia e il Centro anziani di piazza Brin organizzano la tua conferenza con la collaborazione di Roberto Casotti e Giorgio Pagano, quest’ultimo in qualità di storico e co-presidente del Comitato Provinciale Unitario della Resistenza. Il  titolo è composto dalla parola “Maestà” e dalla collocazione temporale “in tempo di guerra”. Puoi spiegarcelo?</strong></p>
<figure id="attachment_8258" aria-describedby="caption-attachment-8258" style="width: 301px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-8258 " src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/1-180x300.jpg" alt="" width="301" height="501" /><figcaption id="caption-attachment-8258" class="wp-caption-text">Foto 1</figcaption></figure>
<p><em>A partire dalla fine del secolo XVI, in sintonia con la graduale diffusione dei precetti del Concilio di Trento e con la definitiva affermazione del mito del  marmo bianco, le botteghe dei lapicidi di Carrara iniziano a produrre immagini devozionali a rilievo le quali, a dorso di mulo, raggiungono capillarmente tutte le zone che gravitano attorno alla vallata del Magra e le zone dell&#8217;Emilia, della Toscana connesse alla cosiddetta Lunigiana storica, coincidente allora, in larga misura, col territorio dell&#8217;antica diocesi lunense. Alcune lastre, via mare, arrivano a Lerici, nel Golfo della Spezia e nella Corsica settentrionale. Queste immagini erano chiamate maestà – vocabolo che ha una lunga storia e che sul versante toscano è sostituito da marginette – ed erano incaricate di attestare l&#8217;adesione del committente all&#8217;ortodossia cattolica e, nello stesso tempo, erano chiamate a testimoniare il raggiungimento di uno status sociale degno di riguardo. Chi erano questi committenti? Erano gli artigiani, i mercanti, i piccoli proprietari terrieri, gli esponenti del basso clero: ognuno di essi agiva per conto proprio, e non come rappresentante di una corporazione o, nel caso dei sacerdoti, di una parrocchia: l&#8217;acronimo <strong>PSD</strong> (Per Sua Devozione) accompagna ossessivamente le iscrizioni che sono parte integrante delle maestà.</em></p>
<figure id="attachment_8266" aria-describedby="caption-attachment-8266" style="width: 299px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-8266 " src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/2-263x300.jpg" alt="" width="299" height="341" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/2-263x300.jpg 263w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/2-897x1024.jpg 897w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/2-768x877.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/2-1345x1536.jpg 1345w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/2-1024x1170.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/2.jpg 1681w" sizes="(max-width: 299px) 100vw, 299px" /><figcaption id="caption-attachment-8266" class="wp-caption-text">Foto 2</figcaption></figure>
<p><em>Questi manufatti appartengono di diritto alla storia della scultura e, attraverso l&#8217;analisi stilistica, un buon numero di essi può essere attribuito a maestri riconoscibili, che abbiamo chiamato con nomi provvisori (Maestro del 1659, Maestro del ramo di giglio etc.). All&#8217;anonimato per ora sono stati sottratti soltanto due maestri: il carrarese Giovanni Carusi e il versiliese Anastasio Iacomini, intrigante figura di pastore analfabeta che si emancipa e comincia a scolpire marginette. Il fenomeno, che ha avuto la sua golden age nei secoli XVI e XVII, all&#8217;inizio del secolo scorso è in via di esaurimento. Infatti, la tragedia della Prima Guerra Mondiale, nonostante la strage di tante giovani vite lunigianesi, ha scarsi riflessi nell&#8217;ambito delle maestà; al contrario, gli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale, il crollo del regime fascista, l&#8217;occupazione tedesca, provocano, negli anni 1943-1946, un improvviso e potente revival del fenomeno. La qualità artistica di queste lastre è trascurabile ma la testimonianza che esse forniscono è preziosa e degna di approfondimento.</em></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong> “I MAESTRI DELLE MAESTÀ”, il libro del 2021 che mi hai cortesemente consentito di consultare, apre con il saluto del Presidente del Club Alpino Italiano, sezione di Sarzana Michele Sarcinelli. Dice anche che l’idea del loro progetto di un censimento delle Maestà è nato da un loro socio, Luciano Callegari, e che molto presto hanno sentito l’esigenza dell’aiuto di un consulente artistico esperto. Si sono rivolti a te, che avevi già scritto “<em>Sulle maestà di Castelnuovo Magra</em>”, Castelnuovo Magra 2020. Ci puoi parlare del ruolo dei soci del C.A.I. e del tuo?</strong></span></p>
<figure id="attachment_8263" aria-describedby="caption-attachment-8263" style="width: 313px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-8263 " src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/3-208x300.jpg" alt="" width="313" height="452" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/3-208x300.jpg 208w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/3-709x1024.jpg 709w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/3-768x1110.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/3-1063x1536.jpg 1063w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/3-1024x1479.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/3.jpg 1329w" sizes="(max-width: 313px) 100vw, 313px" /><figcaption id="caption-attachment-8263" class="wp-caption-text">Foto 3</figcaption></figure>
<p><em>Fra il 2018 e il 2019 nasce, all&#8217;interno della sezione sarzanese del Club Alpino Italiano (la seconda in Liguria per numero di soci), il primo nucleo del futuro Gruppo di Ricerca sulle maestà; nel 2019 vengo cooptato come consulente in virtù del fatto che avevo cominciato ad occuparmi fattivamente della tutela di questi manufatti fin dall&#8217;inizio della mia attività come funzionario della Soprintendenza di Pisa, incaricato della cura del patrimonio storico-artistico della provincia di Massa-Carrara. Nel 1981, infatti, avevo affidato alla pontremolese Caterina Rapetti la schedatura delle maestà dei territori di Filattiera, Mulazzo e Zeri e, nello stesso anno, avevo pubblicato sul numero 4/5 dei Quaderni del Centro Studi Lunensi un pionieristico contributo sull&#8217;argomento al quale faranno seguito altri contributi fino a quello che tu hai ricordato sulle maestà di Castelnuovo Magra (2020) e quello apparso nel Bollettino del C.A.I. nazionale (2022).</em></p>
<p><em>Ai tre soci del nucleo iniziale (Callegari, Corsi, Lombardi) si sono poi aggiunti altri componenti, che spesso si avvalgono delle preziose segnalazioni di persone che percorrono i sentieri o di residenti che, superata l&#8217;iniziale e comprensibile diffidenza, comprendono l&#8217;importanza del nostro lavoro. Nel 2021 il C.A.I. sarzanese ha supportato la pubblicazione del libro al quale alludi (I maestri delle maestà. Protagonisti e comprimari), il quale, senza falsa modestia, costituisce il punto di partenza per ogni nuova ricerca sull&#8217;argomento. Sono peraltro maturi i tempi per una nuova edizione di questo libro, nella quale avrà il debito spazio l&#8217;argomento dell&#8217;incontro del 18 novembre.</em></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Giorgio Pagano è uno storico molto conosciuto nella nostra provincia, chi è per te Roberto Casotti?</strong></span></p>
<figure id="attachment_8267" aria-describedby="caption-attachment-8267" style="width: 299px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-8267 " src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/4-204x300.jpg" alt="" width="299" height="440" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/4-204x300.jpg 204w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/4.jpg 562w" sizes="(max-width: 299px) 100vw, 299px" /><figcaption id="caption-attachment-8267" class="wp-caption-text">Foto 4</figcaption></figure>
<p><em>Nel 1984, allorché ero ancora presso la Soprintendenza di Pisa, lessi sul giornale di una mostra fotografica sulle maestà del territorio di Casola Lunigiana organizzata da un giovane studioso del luogo, di nome Roberto Casotti. Ci fu un incontro nel mio ufficio da cui scaturì l&#8217;incarico al giovanotto per la redazione delle schede ministeriali – le cosiddette schede OA – dei manufatti e, dato che ho sempre considerato la conoscenza diretta delle opere la premessa indispensabile per la loro tutela, organizzai un sopralluogo con Casotti per esaminare le maestà di quella zona. Quel giorno però pioveva forte e m’inzuppai fino al midollo. Per fortuna la mamma di Casotti, oltre ad invitarmi a pranzo, aveva acceso un bel fuoco nel camino e quindi potei spogliarmi e asciugarmi. Il calore di quel fuoco – che ricordo come fosse ieri – suggellò il nostro cordiale rapporto, che poi divenne vera e propria amicizia, ulteriormente corroborata dalla partecipazione di Roberto alla mostra che organizzai nel 1986 a Castelnuovo Magra nell&#8217;antico Palazzo Cornelio Ingolotti, da poco acquisito dal Comune. Fu Roberto a segnalarmi la presenza, a Luscignano di Casola, di una maestà recante la data 23 aprile 1945, realizzata nell&#8217;immediato dopoguerra per ricordare la liberazione del borgo; venni così stimolato ad occuparmi non superficialmente delle maestà “del tempo di guerra”.</em></p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Puoi dirci qualcosa di te, ora?</span></strong></p>
<figure id="attachment_8264" aria-describedby="caption-attachment-8264" style="width: 273px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-8264 " src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/Luscignano-30-agosto-25-203x300.jpg" alt="" width="273" height="403" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/Luscignano-30-agosto-25-203x300.jpg 203w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/Luscignano-30-agosto-25-768x1137.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/Luscignano-30-agosto-25.jpg 790w" sizes="(max-width: 273px) 100vw, 273px" /><figcaption id="caption-attachment-8264" class="wp-caption-text">Piero Donati</figcaption></figure>
<p><em>Sono nato nel 1948 in una delle “case operaie” della zona di Piazza Brin quando la città era ancora tutta sottosopra per le conseguenze dell&#8217;attentato a Togliatti. Mio padre era stato costretto ad interrompere gli studi a sedici anni a causa della morte di mio nonno; aveva frequentato la Scuola Allievi Operai dell&#8217;Arsenale e nel 1941 era stato arruolato; nel 1942, durante una licenza, aveva conosciuto mia madre, che dall&#8217;età di 14 anni lavorava presso le Fornaci Filippi di Castelnuovo Magra. L&#8217;8 settembre del 1943 lo sorprese a Fiume, in Istria, e assieme ad altri commilitoni si mise in mare su una scialuppa che, esaurito il carburante, fu trascinata dalle correnti sulla costa marchigiana; mio padre si nascose a Montegranaro, da dove in seguito riuscì a raggiungere La Spezia, dove fu assunto allo spolettificio di Valdilocchi, evitando così l&#8217;arruolamento forzato nelle milizie della RSI.</em></p>
<p><em>Sono dunque cresciuto in un ambiente modesto, ho conosciuto la coabitazione (non conflittuale, per fortuna), ho sempre visto mio padre praticare un secondo lavoro per mantenere i tre figli, sono stato il primo, in tutto il mio parentado, ad andare al liceo. Il primo impatto col Costa fu disastroso ma riuscii a risollevarmi con le mie sole forze e fui promosso a giugno. Cominciai a crearmi una piccola biblioteca e investivo buona parte della mia paghetta settimanale nell&#8217;acquisto in edicola dei fascicoli dei Maestri del Colore dei Fratelli Fabbri. Non sarei mai diventato uno storico dell&#8217;arte senza questo training decisivo nell&#8217;universo pittorico e non avrei mai osato andare all&#8217;università a Milano se non avessi conquistato, raggiungendo la media del sette alla maturità, il diritto all&#8217;assegno di studio, più noto come presalario. Con l&#8217;assegno di studio – che da 350.000 lire era passato, per i non residenti, a 500.000 – riuscivo a pagare la retta del collegio della Cattolica per il periodo dell&#8217;anno accademico e, facendo vari lavoretti (ho anche spalato la neve di domenica), riuscivo a mettere insieme i soldi necessari ai viaggi estivi. Non gravavo sul bilancio familiare e ne ero orgoglioso. Nel 1971 mi sono laureato con una tesi su Domenico Fiasella e nel 1973 mi sono perfezionato in storia dell&#8217;arte con una tesi sul pittore Orazio De Ferrari, sul quale ho pubblicato una monografia nel 1997. </em><em>Dopo alcuni anni d&#8217;insegnamento, che mi hanno portato, fra l&#8217;altro, ad insegnare agli adulti di Sesto S. Giovanni (un&#8217;esperienza formidabile in ‘anni formidabili’), sono entrato come vincitore di concorso nella Soprintendenza di Pisa, dalla quale sono passato nel 1985 a quella di Genova. I miei interessi di studioso si sono allargati dalla pittura alla scultura, litica e lignea, e ho curato, assieme ad un collega, la mostra La Sacra Selva (Genova, 2004/2005), che si apriva col Volto Santo di Bocca di Magra, al quale ho dedicato un ampio contributo nel 2019. Ho pubblicato saggi sulle riviste specializzate (Prospettiva, Arte Lombarda, Arte Sacra) e ho curato per dieci anni la rubrica Materia Facoltativa nel sito Città della Spezia, presentando materiali inediti presenti nella Lunigiana storica.</em></p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #003366; font-size: 10pt;">Foto di copertina: Vallecchia di Castelnuovo Magra, maestà del 1944 posta da Fedele Ambrosini fu Michele, Pietà &#8220;Invocando la Pace&#8221;.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;">Foto 1: Altorilievo posto da Andrea Raggi a Nazzano (Carrara) nel 1598. È il più antico esemplare di una serie fino alla metà del sec.XVII. </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;">Foto 2 L&#8217;annuncio  maternità a Maria è l&#8217;episodio evangelico più rappresentato nelle maestà.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;">Foto 3 Lastra del 1662 attualmente conservata nel territorio di Levanto, attribuibile a Giovanni Carusi.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;">Foto 4 Lastra conservata a Calice al Cornoviglio, attribuibile al Maestro del 1659.</span></strong></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img decoding="async" class=" wp-image-8262 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/FB_IMG_17622877461051-195x300.jpg" alt="" width="109" height="168" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/FB_IMG_17622877461051-195x300.jpg 195w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/FB_IMG_17622877461051-665x1024.jpg 665w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/FB_IMG_17622877461051-768x1182.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/11/FB_IMG_17622877461051.jpg 873w" sizes="(max-width: 109px) 100vw, 109px" />By Paolo Luporini</strong></p>
<p><span style="font-size: 10pt; color: #003366;"><strong>Paolo Luporini</strong> (1955) scrive dal 1992. Ha pubblicato circa 90 opere, in vendita su Amazon. Alcune finanziano associazioni benefiche. A gennaio 2020 presenta per la prima volta i suoi libri; durante il lockdown crea il gruppo Facebook IL DONO SOSPESO, avvia 4 blog, di cui uno, &#8216;cuoriinfiamme&#8217;, sugli anni 70 alla Spezia e inizia nel 2021 la composizione dei &#8216;pensierini&#8217; e la produzione di video per YouTube. Ora dona ogni suo scritto. Organizza eventi letterari, teatrali, musicali, insieme ad altri artisti riuniti intorno alla Biblioteca Umana a Spezia. Collabora con SpeziaMirror.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/intervista-piero-donati-maesta-in-tempo-di-guerra/">“Maestà in tempo di guerra”: intervista allo storico dell&#8217;arte spezzino Piero Donati</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
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