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	<title>Elisa Corsini Archivi - Spezia Mirror</title>
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		<title>Fulvio Wetzl torna alla Spezia con horror tour again e si racconta.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Rudisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 08:47:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sguardo di Fulvio Wetzl: Spezia, i ricordi e il futuro del cinema Con la terza proiezione in programma al cinema Odeon martedì 22 aprile, la rassegna Horror Tour Again curata dal regista di origini spezzine Fulvio Wetzl  taglia il traguardo di metà percorso confermandosi una delle rassegne più originali e seguite del panorama spezzino. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2846" aria-describedby="caption-attachment-2846" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2846" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/12/fulvio-weltz-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/12/fulvio-weltz-300x200.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/12/fulvio-weltz-1024x683.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/12/fulvio-weltz-768x512.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/12/fulvio-weltz-1536x1024.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/12/fulvio-weltz.jpg 1728w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2846" class="wp-caption-text">fulvio weltz</figcaption></figure>
<p><strong>Lo sguardo di Fulvio Wetzl: Spezia, i ricordi e il futuro del cinema</strong></p>
<p>Con la terza proiezione in programma al cinema Odeon <strong>martedì 22 aprile</strong>, la rassegna <em>Horror Tour Again</em> curata dal regista di origini spezzine <strong>Fulvio Wetzl </strong> taglia il traguardo di metà percorso confermandosi una delle rassegne più originali e seguite del panorama spezzino. Un viaggio nel lato oscuro del cinema, tra visioni disturbanti, gemme dimenticate e incontri con autori (quasi tutti spezzini) che hanno saputo piegare il linguaggio dell’horror verso il personale, l’intimo, il poetico.</p>
<p>Dopo la proiezione sold out di Cose Nere di Francesco Tassara e di <em>Rorret</em> – thriller psicologico che sovverte la regola dello specchio e si tinge di noir onirico – e del corto <em>Guardarsi nello specchio degli altri</em>, abbiamo incontrato <strong>Fulvio Wetzl</strong>, regista, autore, docente, protagonista di una carriera sorprendente che attraversa generi, linguaggi e territori.</p>
<p><strong>Fulvio, durante il suo intervento alla rassegna <em>Horror Tour Again</em> hai parlato della tua formazione e delle influenze che hanno segnato il tuo percorso. Partiamo da lì: cosa ti ha portato al cinema?</strong><br />
In realtà non ci pensavo neppure. Ero appassionato di cinema, certo, ma non pensavo che potesse diventare la mia strada. Ho cominciato come proiezionista e programmatore di cineclub a Roma. Poi ho fatto i miei primi cortometraggi in super8. Finalmente ho scritto la sceneggiatura di <em>Rorret</em> che abbiamo proiettato ieri sera all&#8217;Odeon nell&#8217;ambito della rassegna, l’ho proposta a Carlo Fuscagni direttore di RAI Cinema e dopo averlo assediato con continue telefonate sono riuscito a convincerlo. Ho fatto la mia prima regia con quel film. Poi ho continuato con <em>Quattro Figli Unici</em>, presentato a Venezia nel 1992; <em>Prima la Musica, poi le Parole</em> in concorso al Festival di Giffoni nel 1998, premiato con il Grifone di bronzo. E poi <em>Non Voltarmi le Spalle</em>, <em>Mineurs &#8211; minatori e minori</em>, acquistato dalla RAI, e trasmesso su Rai Uno per anni l&#8217;8 agosto, il giorno della tragedia di Marcinelle.</p>
<p><strong>Ha lavorato con molti attori noti, italiani e internazionali. Com’è stato dirigere interpreti così diversi tra loro?</strong></p>
<p>Nei miei film ho avuto il privilegio di lavorare con attori straordinari: Anna Galiena, Roberto Citran, Mariella Valentini, Franco Nero, Gigio Alberti, Cosimo Fusco, Antonino Iuorio. Recentemente con Anna Bonaiuto. Anche attori stranieri come Jacques Perrin, Lou Castel. Amo lavorare con interpreti che abbiano un’origine doppia, come è la mia che sono di origine austroungarica.</p>
<p><strong><img decoding="async" class=" wp-image-5044 alignright" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-4-210x300.jpeg" alt="" width="257" height="367" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-4-210x300.jpeg 210w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-4-716x1024.jpeg 716w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-4-768x1098.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-4-1074x1536.jpeg 1074w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-4-1024x1464.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-4.jpeg 1119w" sizes="(max-width: 257px) 100vw, 257px" /></strong></p>
<p><b> </b></p>
<p><strong>Ha citato anche bambini e ragazzi nei tuoi film: un tratto non comune nel cinema d’autore.</strong><br />
Sì, prediligo lavorare con bambini e ho scelto per alcuni miei film bambini davvero speciali. In <em>Quattro Figli Unici</em> c’era Valentina Holtkamp, figlia di un berlinese; in <em>Prima la musica, poi le parole</em> c’era Andrei Chalimon, un ragazzino russo che aveva già recitato in <em>Kolya</em>, film vincitore dell’Oscar nel 1997. I bambini hanno quella spontaneità che il cinema deve saper valorizzare.</p>
<p><strong>Ha anche lavorato in televisione, dirigendo per quattro anni la soap <em>Un posto al sole</em>. Che ricordo hai di quell’esperienza?</strong><br />
Dal 2003 al 2007 ho fatto la regia della serie. È una palestra fantastica per un regista, perché il ritmo è serrato, bisogna imparare a raccontare molto in poco tempo. Sono passati tanti attori importanti, come Catherine Spaak, Serena Rossi è lì che ha esordito proprio con me. Molti registi italiani sono passati di lì, anche se poi fanno finta di dimenticarsene come Gabriele Muccino. Ma non c’è nulla da vergognarsi: la serialità è un linguaggio nobile, se usato con intelligenza.</p>
<p><strong>Nel 2015 è tornato a vivere alla Spezia. Che rapporto ha con questa città?</strong></p>
<p>È la città dei miei nonni. Da bambino ho vissuto qui, andavo a scuola vicino a Piazza Verdi e frequentavo l&#8217;oratorio di Mazzetta. Era il tempo in cui morivano Marilyn Monroe e Kennedy… ricordi indelebili. Poi sono tornato da adulto, con l’idea di valorizzare il territorio. Mi ha colpito ad esempio quanto fosse poco conosciuta la straordinaria architettura liberty della città: 120 palazzi, uno più bello dell’altro.</p>
<p><strong>Ha girato dei documentari su questo patrimonio?</strong><br />
Sì, ho collaborato con il CAMeC per realizzare documentari su artisti locali: Francesco Vaccarone, Elisa Corsini, e un film ancora inedito sul pittore Federico Anselmi, intitolato <em>Puro colore</em>. Ho anche insegnato al Conservatorio Puccini e da lì sono nati due film in collaborazione con il museo: <em>Prima il segno, poi il suono</em> e <em>Small Size</em>, legato ai piccoli formati esposti al CAMeC messi in relazione con piccoli brani degli allievi di composizione del Maestro Andrea Nicoli.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-5046 alignleft" style="font-weight: bold;" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-2-300x205.jpeg" alt="" width="300" height="205" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-2-300x205.jpeg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/Weltzl-2.jpeg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><b> </b></p>
<p><strong>Il suo documentario <em>Rubando bellezza</em> ha ottenuto un buon riscontro. Ce ne parli?</strong><br />
È uno dei miei lavori più apprezzati: un ritratto di Attilio Bertolucci, uno dei più grandi poeti del &#8216;900 e di quanto la sua poetica ha influenzato quella dei figli, i grandi registi Bernardo e Giuseppe. Ha vinto la Menzione Speciale ai Nastri d’Argento 2017. E sempre sul filo della memoria ho realizzato <em>In viaggio con Montale</em>, un film di oltre due ore sul Premio Montale Fuori di Casa e sui suoi 128 autori premiati. È stato girato durante il periodo del Covid, quando le piazze erano vuote e le cerimonie di premiazione si svolgevano online. Anche quella solitudine meritava di essere raccontata.</p>
<p><strong>Ha sostenuto diversi giovani registi spezzini. Chi ti ha colpito di più?</strong></p>
<p>Michelangelo Bertocchi, ad esempio, ha girato il suo primo lungometraggio a 17 anni, <em>Il testamento di Jeff</em>, diventando il più giovane regista di sempre. Martedì 22 aprile in mediateca presenterà il suo quarto film, <em>Atanomia di un massacro</em>. Poi c’è Francesco Tassara, autore di numerosi documentari e dei film <em>Il cielo è sporco</em> e <em>Cose nere</em>, proiettati con grande successo anche qui alla Spezia. Proprio in questi giorni sto girando con lui un episodio del suo nuovo film <em>0187 UFO</em>, in cui recito insieme a Jole Rosa, un’attrice che vive alla Spezia e che ha recitato con tanti autori, sia di cinema che di teatro.</p>
<figure id="attachment_4754" aria-describedby="caption-attachment-4754" style="width: 505px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-4754" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/guardarsi-nello-specchio-Weltz-300x94.jpeg" alt="" width="505" height="158" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/guardarsi-nello-specchio-Weltz-300x94.jpeg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/guardarsi-nello-specchio-Weltz-1024x321.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/guardarsi-nello-specchio-Weltz-768x241.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/04/guardarsi-nello-specchio-Weltz.jpeg 1531w" sizes="(max-width: 505px) 100vw, 505px" /><figcaption id="caption-attachment-4754" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 8pt;">Locandina GUARDARSI NELLO SPECCHIO DEGLI ALTRI (1978) di Fulvio Wetzl</span></figcaption></figure>
<p><strong>Come vede oggi il cinema italiano?</strong><br />
Dopo il trauma del lockdown, che ha chiuso molte sale, c’è stato un risveglio. Il successo di <em>C’è ancora domani</em> di Paola Cortellesi – oltre 36 milioni di euro – ha dimostrato che c’è ancora fame di storie. Film di qualità, anche popolari, stanno tornando al centro dell’attenzione. Penso ad Antonio Albanese, Paolo Genovese, Ferzan Ozpetek, Riccardo Milani, e ai lavori intensi di registi come Sorrentino, Salvatores, Silvio Soldini o Marco Bellocchio, che a oltre ottant’anni continua a sfornare capolavori. C’è una nuova primavera anche per gli autori della mia generazione.</p>
<p><strong>E per quanto riguarda i progetti futuri?</strong></p>
<p>Sto lavorando a un film ambizioso: <em>Certamen</em>, ambientato nell’antica Roma, con dialoghi in latino, greco e lingue antiche. Racconta l’incontro tra un bambino poeta di 11 anni e l’imperatore Domiziano, appassionato d’arte ma disastroso come stratega. La sceneggiatura è pronta, ora cerchiamo il protagonista e i finanziamenti. Spero di girarlo entro l’anno prossimo.</p>

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<p><em><span style="font-size: 10pt;"><strong>Una Biofilmografia di Fulvio Wetzl che passa anche dalla Spezia</strong></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Regista, sceneggiatore, produttore e autore poliedrico, <strong>Fulvio Wetzl</strong> è una figura rara nel panorama del cinema italiano: un cineasta intimo e civile, capace di attraversare la fiction e il documentario, l’impegno e la poesia. Nato a Padova nel 1953 e cresciuto artisticamente tra Milano e Roma, dove ha studiato Architettura, direzione della fotografia e recitazione, Wetzl ha vissuto dentro il cinema tra molte delle sue ramificazioni: animatore di cineclub, autore RAI con Un posto al Sole, regista d’opera prima pluripremiato con Rorret, e pioniere di un cinema indipendente sempre attento alla realtà.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">A partire dal 2015, <strong>La Spezia</strong> ha rappresentato per alcuni anni un importante crocevia nel suo percorso artistico. Proprio nella nostra città  Wetzl ha intrecciato alcune collaborazioni feconde, in particolare con il <strong>Conservatorio “Giacomo Puccini”</strong> e con il <strong>CAMeC &#8211; Centro d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea</strong>. È qui che il regista ha approfondito la sua ricerca tra suono, immagine e arte contemporanea, in progetti innovativi che hanno segnato una fase matura e sperimentale del suo cinema.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Nel documentario <strong>&#8220;Prima il segno, poi il suono&#8221;</strong> (2016), sette giovani compositori del Conservatorio spezzino si confrontano con le opere di artisti contemporanei come Nigro, Opalka, LeWitt e Denes, esposte al CAMeC: un esempio limpido del cinema di Wetzl, dove la cultura è viva, dialogica, aperta. Questo progetto ha dato il via a un fertile sodalizio tra le due istituzioni spezzine, proseguito anche con <strong>“Small Size – Piccoli formati”</strong>, un altro connubio fra musica e arti visive.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Sempre a La Spezia ha realizzato <strong>&#8220;Per Elisa Corsini scultrice&#8221;</strong> (2020), ritratto dell’artista spezzina recentemente scomparsa, e ha seguito da vicino il mondo della poesia con <strong>&#8220;In viaggio con Montale – 25 anni di Premio Montale Fuori di Casa&#8221;</strong> (2023), nel 2020 era stato insignito del <strong>Premio Montale Fuori di Casa per la Regia</strong>. Nel corso del suo soggiorno spezzino ha anche insegnato al Conservatorio “Puccini”, con un corso teorico-pratico sulla musica nel cinema. Dopo un periodo a <strong>Roma</strong>, dove oggi risiede, <strong>Wetzl è tornato in questi giorni alla Spezia</strong> in occasione della rassegna Horror Tour Again, che celebra proprio il suo cinema d’esordio e ripropone al pubblico film come Rorret e corti visionari come Guardarsi nello specchio degli altri. Dal suo primo super8 L&#8217;amore è un salto di qualità fino ai successi come Quattro figli unici, Rubando bellezza e le inchieste civili come Libera nos a malo, il suo sguardo ha sempre cercato di farsi racconto e coscienza.</span></em></p>
<p>(Riproduzione riservata)</p>
<p>Per saperne di più sul programma di Horror Tour Again e gli autori leggi:</p>
<p><a href="https://speziamirror.it/horror-tour-again-la-spezia-cinema-odeon/">Horror Tour Again arriva al Cinema Odeon a cura di Fulvio Wetzl</a></p>
<p><a href="https://speziamirror.it/talento-spezzino-horror-tour-again/">Il talento cinematografico spezzino protagonista a Roma con i registi: Tassara, Bertocchi, Wetzl,</a></p>
<p><strong><span style="font-size: 12pt;">In copertina Fulvio Wetzl, Ugo Lo Pinto, Matteo Cocco, Tiziano Murano, Deborah Ricigliano nelle riprese di Mineurs- Minatori &amp; Minori ad ASCH in Belgio (2006)</span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/fulvio-wetzl-spezia-cinema-memoria/">Fulvio Wetzl torna alla Spezia con horror tour again e si racconta.</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
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