Gio 14 Mag 2026
Giuseppe-D’Urso

Giuseppe D’Urso, 35 anni di carriera nell’alta moda

Sempre più spesso scopriamo come il nostro territorio sia culla di grandi artisti. Tra questi, lo stilista Giuseppe D’Urso, che quest’anno celebra un traguardo importante: 35 anni di attività nell’alta moda. Un anniversario che porta con sé stile ed eleganza, riflettendo anche il valore della nostra terra spezzina, dove è cresciuto e si è affermato un talento capace di creare autentici spazi di bellezza che, come sosteneva Dostoevskij, possono salvare il mondo.

Per Spezia Mirror ci ha concesso un’intervista esclusiva: siamo andati a trovarlo nel suo atelier di Viale Italia 621 alla Spezia, per incontrarlo di persona.

Chi è davvero uno stilista oggi?

Chi vive di creatività. Io faccio il lavoro più difficile, anche se non sembra alle persone che assistono alle sfilate. Creare un abito è un’arte complessa: devi seguire ogni fase con grande attenzione e cura, tutto deve essere perfetto. Io vesto solo donne, sono uno stilista di donne, vestire uomini, per esempio, è ancora più complicato perché il corpo della donna gioca sempre sulle forme, mentre l’uomo ha una forma più specifica e, in qualche modo, uguale, questo implica molti piccoli tagli per giungere al modello finale.

Da quando nasce la vocazione di stilista?

Dopo il liceo artistico. Sono stato fortunato perché ho sempre amato disegnare e creare modelli mi è sempre venuto naturale. Sono stato anche molto fortunato perché mia madre ha sempre creduto in me, nelle mie potenzialità artistiche e mi ha sempre aiutato sia a livello morale che concreto. Devo moltissimo a mia madre. Sono uno stilista della vecchia scuola: i modelli li faccio ancora a mano e seguo le sarte, che lavorano per i miei modelli, passo dopo passo. Creo l’abito su misura da 35 anni. Vestire una donna è un’arte che investe molteplici potenzialità: devi conoscere la donna che vestirai, conoscerla non solo come forma fisica, come misure, ma anche come carattere, devi essere uno psicologo dell’anima della persona che vestirai.

Cos’è il colore per una donna e per lo stilista che la veste?

Beh, il colore nero è, senza dubbio, l’eleganza per eccellenza, anche se io preferisco molto di più un particolare tipo di blu che potrebbe sembrare nero, ma in realtà è blu scuro con delle sfumature molto particolari. Questa mia predilezione risente sicuramente del mare che ho nelle mie radici genovesi e, ancor di più, meridionali. Il colore, per una donna, è la cifra del suo sentirsi quando si alza, quando vuole raccontarsi ed esprimere il lato più profondo di sé stessa. Ogni donna ha un rapporto particolare con il colore e con la moda. Personalmente mi piacerebbe vedere ogni donna vestita elegante anche quando va a fare la spesa, ma mi rendo conto che l’ideale debba sacrificarsi alla realtà.

Qual è il suo stilista preferito?

Armani è sicuramente un maestro inarrivabile. Ricordo che, con la scuola, siamo stati invitati proprio ad una sua sfilata ed è stata un’esperienza bellissima che mi ha arricchito moltissimo a livello professionale. Detto questo il mio modello assoluto è Gianfranco Ferrè su cui feci anche la mia tesi. A me piacciono le linee strutturate ed eleganti, sobrie e definite. Io amo definirmi il Ferrè dei poveri

Che rapporto c’è tra lo stilista e l’abito che crea?

Ogni volta che crei, ciò che nasce è un figlio, un figlio che desideri sia perfetto in ogni minimo dettaglio, ma un figlio che devi anche lasciar andare consegnandolo alle mani della cliente e quando questa ti dice che si sente bene in quell’abito, che è perfetto per una determinata circostanza, allora lo stilista si rilassa. Io sono un perfezionista e sono sempre in ansia per le mie creazioni, ma quando le clienti ti danno feedback positivi, allora sai che tutti gli sforzi che hai fatto per quella creatura, sono stati abbondantemente ripagati. Sempre una grande emozione consegnare una creatura!

Cosa dice uno stilista del film Diamanti di Ferzan Özpetek?

Io mi sono riconosciuto moltissimo in quella vicenda: anche la mia mamma era una sarta e la moda più autentica nasce proprio in un contesto di vite reali che si intrecciano e si sostengono. La moda nasce dalla vita reale, dalle situazioni più complesse per poi presentare al mondo la meraviglia di una creazione.

Nell’anno in cui Giuseppe D’Urso festeggia i suoi 35 anni di attività come stilista, esce al cinema “Il diavolo veste Prada2.” Ci sono connessioni tra lo stilista D’Urso e il personaggio del film Miranda Priestly?

Assolutamente sì! Quando fai moda ai più alti livelli, la competizione è fortissima, spietata tra colleghi, situazioni molto bene evidenziate dal primo film. Nel sequel appena uscito nelle sale cinematografiche viene toccato un punto molto attuale nel mondo della moda: il digitale, la rivista di Miranda Priestly dovrà affrontare proprio questa trasformazione epocale per poter sopravvivere. Questo accade nella realtà dello stilista: i programmi per creare modelli stanno sostituendo i modelli fatti a mano, aspetto che potrebbe essere pericoloso per uno stilista, anche se più redditizio. Io sono ancora della vecchia scuola ed amo disegnare i miei modelli perché la matita è il primo momento nella creazione dell’abito. Essere stilisti significa creare ed io mai potrei smettere di farlo.

Nei bozzetti si notano altri particolari che caratterizzano D’Urso stilista: scarpe e gioielli…

Per quanto riguarda le scarpe, specie per gli abiti da sposa o per i modelli che la cliente vuole “completi”,  faccio preparare le scarpe con la stessa stoffa dell’abito. Questo è un particolare a cui tengo e che mi caratterizza molto. Se la cliente lo richiede, ho anche chi mi aiuta con i gioielli, ma una mia cifra particolare è quella di cucire, ad una ad una personalmente, tutte le paillettes sui modelli; mi rilassa moltissimo!

Guarda le creazioni più affascinanti di Giuseppe D’Urso nel video di Spezia Mirror (clicca qui).

Chi è Giuseppe D’Urso. Giovanissimo frequenta con passione il Liceo Artistico e la Scuola di Moda. Subito dopo gli studi collabora con alcune affermate sartorie e partecipa ad importanti sfilate romane dedicate agli stilisti emergenti, ottenendo subito premi e riconoscimenti per la purezza delle linee dei suoi abiti e per l’originalità dei suoi modelli. Esordisce da professionista indipendente il 3 luglio 1991 aprendo in Via San Lorenzo a Genova il suo primo Atelier, cooperando così con alcune tra le più importanti sartorie, come la Monteverdi, la Uglioni e la Donizzetti.

Seconda importante tappa professionale a Firenze, dove inaugura l’elegante Atelier di Vigna Nuova. A Firenze trova un ambiente estremamente stimolante e positivo che dà un ulteriore impulso alla sua inesauribile creatività, indirizzandola verso uno stile personale accattivante e seducente, molto apprezzato dagli esperti del settore e, soprattutto, dalle sue numerose clienti ed ammiratrici.

Uno stile nel quale l’eleganza è caratterizzata da un’intrigante femminilità che evidenzia la personalità di una donna elegante ma audace e sicura, che crede in se stessa e nelle sue potenzialità, uno stile femminile ricercato e raffinato nel quale si identificano facilmente le sue sempre più numerose clienti. Nasce così a Firenze un’importante collaborazione con il famoso stilista Roberto Cavalli che gli conferisce un’ulteriore maturità professionale lanciandolo verso mete ancora più ambiziose. È dal 1991, quindi, che le sue collezioni sfilano con crescente successo sulle passerelle italiane.

Sfogliamo a caso l’album delle sue sfilate:

per iniziare le nove partecipazioni tra il 1994 ed il 2006, in qualità di stilista emergente, all’evento “Alta Moda Roma”, al quale interverrà più volte in seguito come affermato ed ammirato stilista. Successivamente alcuni suoi modelli d’Alta moda compaiono nel catalogo di “Motexha 2009”, approdano alla fiera del “Made in Liguria” a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti. Partecipa ancora all’estero ad importanti appuntamenti come quello memorabile di Monaco di Baviera. Nell’ottobre 2010 ottiene, nel concorso indetto dalla casa di moda Andrea Odicini, la menzione speciale “per la qualità delle stoffe adoperate, per l’armonia dei colori, per l’accuratezza del taglio e per la sua singolare ed originale creatività”. Nel 2012 a Civitavecchia è ospite dello stilista Franco Ciambella per una delle sue tante collaborazioni di alto livello. Sempre nel 2012 è a Matera dove ottiene il premio della critica nel prestigioso concorso “Premio Moda Città dei Sassi”.

Nel 2013 ritorna a Matera e vince, conquistando inoltre anche il premio “Moda nel Cinema” dedicato ad Audrey Hepburn. Sfilerà ancora a Matera nel giugno 2014 in qualità di vincitore uscente. Sempre nel 2014 è il mondo del circo ad ispirare la collezione di Giuseppe D’Urso, collezione che presenta al Circolo Ufficiali della Marina Militare della Spezia. E’ poi a Genova a Palazzo della Borsa dove partecipa alla passerella collettiva “Haute Couture” organizzata da Confartigianato Liguria.

Nel 2015 presenta la sua nuova collezione al Circolo Ufficiali della Spezia, ed a Milano ha partecipa all’ “Expo 2015” quale rappresentante, presso il Padiglione Italia, dell’Alto Artigianato Ligure. Nel 2016 festeggia i 25 anni di carriera con una indimenticabile passerella “storica” presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare della Spezia, città dove, dal 2007, per scelte personali di vita, ha posto la sua base lavorativa e di vita, affascinato dallo stimolante contesto del Golfo dei Poeti, nel quale, con i suoi Atelier prima in Piazza Sant’Agostino ed ora in viale Italia 621, ha attratto e conquistato una numerosa schiera di ammiratrici, divenute presto sue affezionate clienti, per le quali crea abiti d’Alta moda personalizzati ed unici per le loro “grandi occasioni”.

Nel 2017 l’indimenticabile sfilata d’Alta Moda “Ricordando Dalida”, nella splendida cornice di “Villa La Contessa”, dove ha ricevuto il premio alla carriera dell’Associazione Federcasalinghe Obiettivo Famiglia. Nello stesso anno la giornalista Selen Ricco presenta il vincitore del Palio del Golfo indossando un suo splendido abito e, inoltre, sfila per beneficenza nella collettiva del Lyons Club della Spezia. Ancora nel 2017 “Vogue on Line” pubblica parte del suo shooting fotografico realizzato presso il Palazzo Ducale di Massa.

Nel 2018, ancora una volta presso il Castello di Lerici, si svolge la suggestiva passerella dal titolo “Le Dernier Noir”, con un’indimenticabile collezione dedicata alle sfumature del nero, nelle forme vaporose e scintillanti dei più pregiati tessuti. Si è trattato, fra l’altro, di uno dei tanti eventi di beneficenza proposti dallo stilista, per il quale il Comune della Spezia gli ha conferito un significativo attestato di benemerenza. Sempre nel 2018 a Genova la presentazione di una “capsule collection” all’interno della manifestazione delle C.N.A. di Genova e della Spezia. Nel 2019 nuovamente al Castello di Lerici con “Jeaux de couleurs” ed ancora al Castello di Lerici nel 2021 con “Ricordando gli anni ‘90”. Nel 2023 sfila nel palazzo comunale di Lerici con “Linea 32” per festeggiare i 32 anni di attività.

By Erika Pisacco

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