
Sei giorni di visioni, spettacoli e I.A. al Sunspace per ridisegnare la città del 2050. Dal libro del 2023 di Milo Campagni nasce un festival-laboratorio scanzonato e provocatorio per superare il mugugno, vivere il presente e immaginare il futuro del nostro territorio.
In principio fu il Verbo, o meglio, un libricino. Un agile divertissement di appena quaranta pagine (a esagerare!) che nel 2023, proprio tra le mura del Sunspace, fece sobbalzare i cuori di chi c’era. Io c’ero. E ricordo ancora lo stupore nel vedere quel fulmine a ciel sereno intitolato “Tabula rasa – Lettera dal futuro”, vergato dalla penna visionaria di Milo Campagni e impreziosito dal ricavato devoluto in beneficenza al Luna Blu. Un successo clamoroso, trainato dalla corrosiva ed endemica specialità locale: il mugugno spezzino.

Ma andiamo con ordine, perché tre anni dopo quella scintilla letteraria, la provocazione si fa carne, musica e visione. Da venerdì prossimo, per due weekend consecutivi (19-21 e 26-28 giugno 2026), quel “foglio bianco” teorico si trasforma in Tabula Rasa – Laboratorio di Futuro. Sei giorni di idee, spettacoli e contaminazioni per azzerare la rassegnazione e immaginare la Spezia di domani. Questo festival è al suo debutto assoluto, ma l’ambizione dichiarata dagli organizzatori è chiara: farne un appuntamento fisso, una rete aperta che torni a scuotere la città nei prossimi anni.
Tra distopia letteraria e la realtà del 2027: il Felettino e l’Enel
Per capire cosa ci attende al Sunspace di Via Sapri, bisogna riavvolgere il nastro alla prefazione che Renzo Raffaelli scrisse per quel libro magistralmente illustrato da Nicola Perrucca. L’autore Milo Campagni ci proiettava nel 2050, dipingendo gli anni ’30 e ’40 con spregiudicate pennellate distopiche. La cosa straordinaria è come quella satira del 2023 morda ancora l’attualità politica di oggi. Con le elezioni comunali del 2027 ormai alle porte, i temi sollevati da Campagni saranno incredibilmente al centro del dibattito elettorale già iniziato.
Prendiamo l’ospedale del Felettino: nel libro veniva ironicamente inaugurato nel 2046 e subito “bypassato” dai viaggi sanitari su Marte del figlio di Elon Musk. Nella realtà odierna, fortunatamente, il cantiere è finalmente partito e la consegna è prevista per il 2028. Ma la profezia letteraria resta un monito di quanto la sanità sia un nervo scoperto per gli spezzini. E che dire degli altri due nodi? La decadenza dell’Arsenale e il destino dell’ex Centrale Enel – che nel libro appariva sepolta da un mare di rovi con la sola ciminiera superstite – rimangono ferite aperte e temi caldissimi della campagna elettorale che ci attende. Il festival, quindi, casca a fagiolo per smontare le retoriche e proporre idee fresche.

Nel libro, dopo la distopia, arrivava l’utopia: gli Stati Generali sotto una grande struttura trasparente sormontata dalla scritta fosforescente Tabula rasa. Sette giorni per ridisegnare la città senza più confini militari o aree demaniali, dove tutto è di tutti e si vive nel sogno di Lucio Dalla: “sarà per sempre Natale e festa tutto l’anno”. Le aree dell’Arsenale venivano finalmente restituite all’economia e alla felicità della città.
Dal libro al palcoscenico: l’I.A. e la fiaba gotica
Oggi, quel sogno esce dalle pagine e diventa una kermesse multitask, scanzonata e un po’ provocatoria. La direzione artistica è affidata all’eccellenza spezzina, l’attore e regista Roberto Alinghieri che, insieme al Tabula Rasa Ensemble (Michele Codeglia alla voce, Davide L’Abbate alla chitarra e agli arrangiamenti, Andrea Cozzani al basso e Riccardo Codeglia alla batteria), porterà in scena lo spettacolo “Tabula Rasa – Una storia a lieto fine”.
Dalle indiscrezioni della conferenza stampa, l’inizio sarà spiazzante: un’atmosfera da fiaba gotica, quasi inquietante, degna dei Fratelli Grimm, che per i primi cinque minuti vi farà saltare sulla sedia. Ma niente paura, il registro cambierà subito in una narrazione attiva, leggera e travolgente. Il tutto sarà immerso nelle creazioni visive generative di Gaia De Paoli, eccellenza spezzina di ritorno da Parigi, che utilizzerà l’Intelligenza Artificiale non come freddo esercizio tecnologico, ma come vibrante strumento poetico al servizio dell’arte. E tra le sorprese musicali, si sussurra già di una strepitosa versione jazz di “O bella Spezia” (che pare il Sindaco Peracchini abbia persino canticchiato in conferenza, pur pregando di mantenere il segreto!).

Spezzini di ritorno e talk tutt’altro che accademici
Il festival, organizzato dall’associazione Si Viaggiare E.T.S., non sarà un polveroso circolo di conferenze accademiche. Milo Campagni lo ha assicurato: i confronti saranno giocosi, divertenti e interattivi.
Il momento clou sarà sabato 20 giugno con l’incontro dedicato agli “spezzini di ritorno”: un dialogo a cuore aperto condotto dalla giornalista Chiara Piotto con professionisti nati sulle sponde dello Sprugola che hanno trovato il successo nel mondo, come Franco Costa proprietaio di Costa Group, Barbara Ricci AD di SportWide Group e Danilo Vivarelli Ceo di Technesy Holding. Si parlerà ovviamente di mare come risorsa, di territorio e di identità indissolubile, guardando al futuro con l’ottimismo della volontà, ci si abbufferà di farinata e muscoli. Ad arricchire le giornate, ci sarà anche un imperdibile mostra fotografica quotidiana di Roberto Besana, dal titolo evocativo “Appunti visivi a spasso con il cane e lo smartphone.”
Info, Sponsor e Biglietti (Finché ce n’è!)

L’iniziativa, che gode del contributo e patrocinio del Comune della Spezia, è sostenuta da una fitta rete di partner e sponsor: Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, Spezia & Carrara Cruise Terminal, Mitilicoltori Spezzini, Buranco, La Pia Centenaria, Alinò – La sosta dei golosi, Amelie, Costa Group, oltre alla collaborazione di Città della Spezia, Digiside Comunicazione, Gruppo Fotografico Obiettivo Spezia e OFLOG.
Tutti gli eventi, i dibattiti e la mostra sono rigorosamente a ingresso gratuito, ad eccezione delle serate di spettacolo del 19 e 28 giugno (biglietti a posto unico a 13 euro su Vivaticket). Un consiglio: le prenotazioni si stanno già scaldando, non aspettate la sera stessa per cercare il biglietto alla porta.
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