Dom 12 Lug 2026

I risultati del questionario nelle scuole superiori della Spezia rivelano zone d’ombra sul controllo digitale, il mito dell’autore “malato” e una forte richiesta di aiuto. In campo Consulta Femminile, Casa delle Donne, ASL 5 e Ufficio Scolastico. Tutti i dati in esclusiva su SpeziaMirror.

La violenza fisica si condanna senza se e senza ma, ma quando si passa alle dinamiche di controllo psicologico, digitale o relazionale, tra i giovani spezzini scattano pericolose zone d’ombra. È la fotografia, nitida e a tratti spiazzante, emersa dal questionario anonimo che ha dato il via a “Insieme contro la Violenza”, il progetto educativo che nell’anno scolastico 2025-2026 ha coinvolto oltre 120 studenti di nove classi quarte in sei istituti superiori della città (Einaudi-Chiodo, Mazzini, Cardarelli, Cappellini-Sauro, Pacinotti e Fossati-Da Passano).

I risultati, presentati nella Sala Multimediale della Provincia, sono il frutto di un’importante sinergia istituzionale che ha visto collaborare in prima linea la Consulta Provinciale Femminile della Spezia (guidata dalla presidente Roberta Pomo, dalla vice-presidente Elisabetta Barbana e dalla tesoriera Anna Rosa Caruso), l’associazione di promozione sociale “La Casa delle Donne APS” (rappresentata da Sara Parizzi), l’ASL 5 (con le dottoresse Roberta Baldi e Carla Tazzer) e l’Ufficio Scolastico Provinciale (con il coordinamento di Antonella Dezzani per l’Ambito Territoriale della Spezia).

I dati, che SpeziaMirror pubblica in esclusiva, elaborati dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASL 5, mostrano uno spaccato generazionale che scardina diversi luoghi comuni, ma lancia anche precisi campanelli d’allarme.

Cosa sanno i giovani: tra forme note e “fantasmi” digitali

Dalla mappatura delle preconoscenze emerge che la violenza sessuale è la più nota e ha ricevuto il maggior numero di definizioni esaustive, seguita da quella domestica, fisica e psicologica. Al contrario, concetti come il mobbing, la violenza assistita e la violenza economica rimangono nell’ombra, collezionando risposte parziali o errate.

Per il 55% degli studenti la violenza sessuale è in assoluto la forma peggiore, seguita da quella psicologica (24%) e da quella fisica (9%), principalmente perché genera insicurezza, paura e stati d’ansia. Tuttavia, quando si guarda alla quotidianità dei coetanei, i ragazzi non hanno dubbi: la violenza digitale è considerata la più diffusa tra i giovani (76,6%), seguita da quella psicologica (57,9%) e fisica (49,5%).

Eppure, qui si consuma un paradosso relazionale: l’atteggiamento che crea più disagio in assoluto è lo stalking (71%), ma il 50% degli studenti vive come un peso il controllo insistente o la richiesta delle credenziali dei social network da parte del partner. Significa che l’altra metà della platea tende a normalizzare lo spionaggio digitale nei rapporti di coppia.

L’identikit del maltrattante e il mito del “folle”

I giovani spezzini dimostrano una forte consapevolezza su chi sia l’autore delle violenze, identificandolo per lo più in figure vicine alla vittima: ex partner (76%) e partner conviventi (56%). Spicca però un 40% che indica anche gli “sconosciuti”, un dato verosimilmente legato proprio ai “leoni da tastiera” che popolano la dimensione digitale.

Sul fronte delle cause e dei fattori di rischio, invece, resistono pesanti stereotipi culturali. Per ragazzi e ragazze le principali spinte alla violenza sono l’uso di droghe o alcol (61%), l’aver subito abusi nell’infanzia (51%) e i problemi di salute mentale (50%). I dati scientifici di realtà dicono l’esatto contrario: chi esercita violenza non ha sistematicamente problemi mentali. Anzi, la letteratura dimostra che i disturbi psichici sono spesso la conseguenza delle violenze subite, e che le persone con fragilità mentale sono potenziali vittime, non carnefici.

Sradicare questo cliché è la vera sfida: ridurlo a un problema di salute mentale rischia di far sottovalutare il peso delle responsabilità. Infatti, solo poco più di un quarto dei ragazzi (25%) ritiene che non aver ricevuto un’adeguata educazione al rispetto sia un reale fattore di rischio. Una percezione distorta che si riflette nel giudizio morale: sebbene il 76% consideri la violenza “sempre inaccettabile”, c’è un 17% che la giudica “a volte necessaria”.

A chi chiedere aiuto? Il paradosso del silenzio e il vuoto sulla “Stanza Rosa”

Le reazioni cambiano notevolmente a seconda che la violenza sia assistita o subita in prima persona:

  • Se si assiste: Il 58% degli studenti si rivolgerebbe alle forze dell’ordine e il 55% ai genitori. Gli insegnanti restano un punto di riferimento per il 12%, mentre solo il 5% manterrebbe il segreto.

  • Se si subisce: Ci si rifugia nella famiglia (64%), ma crolla vistosamente la fiducia nelle istituzioni, con il ricorso alle forze dell’ordine che scende al 39%. Un dato positivo emerge comunque: in questo caso specifico, nessuno studente ha dichiarato che sceglierebbe il totale silenzio.

Il sondaggio svela infine un enorme bisogno di informazione istituzionale tra i corridoi scolastici: ben il 77% degli studenti desidera ricevere più indicazioni a scuola su chi possa dare aiuto concreto. Ad oggi, le strutture del territorio sono quasi sconosciute: il 49% dei ragazzi non sa assolutamente cosa sia la “Stanza Rosa” (il percorso di accoglienza protetto nei pronto soccorso per le vittime di violenza) e meno della metà (48%) sa di poter chiedere aiuto al proprio medico curante o pediatra. Se potessero scegliere a chi affidarsi, i giovani preferirebbero un centro antiviolenza (39%) o una linea telefonica dedicata (31%).

La rete del territorio e lo sguardo al futuro

Questo percorso non nasce dal nulla, ma risponde a un’esigenza concreta emersa già nel 2023 durante un convegno della Consulta Femminile, grazie alle relazioni della dottoressa Luigia Sirianni (Dirigente del Pronto Soccorso) e della Dirigente Scolastica dell’Istituto Cardarelli, Sara Cecchini, che notarono la diffusa inconsapevolezza dei ragazzi. Per rispondere a questa emergenza, la Casa delle Donne APS ha messo a disposizione le proprie psicologhe, legali e volontarie esperte del primo ascolto per guidare i cicli di incontri formativi nelle classi, muovendosi in linea con le Linee Guida per l’insegnamento dell’educazione civica.

Il progetto è già pronto a ripartire. Il servizio di Epidemiologia di ASL 5 ha raccolto i questionari di gradimento degli studenti a conclusione delle attività. I dati verranno elaborati durante i mesi estivi e saranno restituiti alle scuole all’inizio del prossimo anno scolastico: l’obiettivo condiviso da tutte le realtà coinvolte è utilizzare questa preziosa mappatura scientifica per rimodellare e potenziare l’intervento, già confermato, per l’anno scolastico 2026-2027.

Nota Metodologica. La rilevazione ha avuto una finalità puramente esplorativa (non è rappresentativo di tutta la popolazione studentesca locale) ed è servita ad orientare gli interventi e incontri in classe. Aspetti generali e partecipanti Il questionario è stato somministrato in 6 istituti secondari di II grado del territorio spezzino (su 9 presenti), coinvolgendo un totale di 124 alunni iscritti, di cui 107 lo hanno completato (tasso di rispondenza dell’86%). Il campione risulta composto per il 52% da maschi, per il 47% da femmine e per l’1% da persone che hanno preferito non rispondere. Il 72% ha meno di 18 anni. (Fonte Dipartimento di Prevenzione dell’ASL 5)

Leggi anche su Spezia Mirror: L’amore non è possesso: Cecilia Iannaco racconta la violenza invisibile nelle relazioni adolescenti

(Riproduzione riservata)

Panoramica privacy
Spezia Mirror

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie Policy

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito Web.