Polverara, il paese dove i bambini giocano ancora in strada
Poco distante dalla nostra città, nel comune di Riccò del Golfo, c’è una piccola frazione chiamata Polverara.
Fino all’anno scorso, percorrendo le sue strade era facile imbattersi in cartelli scritti a mano con un monito rivolto agli automobilisti: «Guidate piano, qui i bambini giocano ancora in strada».
Una frase semplice, quasi d’altri tempi, capace però di raccontare molto di un piccolo paese dove ci si conosce e dove vedere dei bambini giocare per strada non rappresentava ancora qualcosa di insolito.
Oggi un episodio ben diverso sta facendo discutere alcuni abitanti della frazione.
Due immagini sacre distrutte nell’arco di poche settimane
In via Valle si trova un’edicola votiva che per molti anni ha ospitato un’immagine della Madonna.
Nelle scorse settimane quella Madonnina è stata trovata in pezzi. Al suo posto è stata successivamente collocata un’altra immagine sacra, raffigurante il Sacro Cuore di Gesù.
Pochi giorni dopo, anche questa ha subito la stessa sorte.
Due episodi ravvicinati che hanno inevitabilmente suscitato interrogativi tra gli abitanti. Il loro ripetersi fa pensare a un gesto volontario, ma al momento non risultano elementi che permettano di stabilire con certezza chi sia stato né quale possa essere stata la motivazione.
Polverara si interroga
Chi ha colpito le due immagini? Qualcuno di passaggio? Una persona del paese? Una bravata? Un gesto deliberatamente indirizzato contro un simbolo religioso?
Sono domande alle quali, per ora, non è possibile dare una risposta. Ed è importante fermarsi ai fatti: due immagini sacre, collocate nello stesso luogo a breve distanza di tempo l’una dall’altra, sono state trovate in pezzi.
Altri simboli religiosi presi di mira
L’interrogativo nasce anche in un momento in cui la cronaca ha registrato altri episodi che hanno coinvolto simboli e luoghi religiosi in diverse parti d’Italia. Tra i casi riportati recentemente figurano quelli di Lugo e Brentonico e quello della Madonnina della Pelara, a Panza, nel comune di Forio d’Ischia, già presa di mira in passato e nuovamente colpita.
Si tratta di episodi avvenuti in luoghi e circostanze differenti e non ci sono elementi per stabilire alcun collegamento con quanto accaduto a Polverara. Il loro ripetersi, tuttavia, riporta l’attenzione sul rispetto dei simboli religiosi e dei piccoli luoghi di devozione che spesso appartengono non soltanto alla fede, ma anche alla storia e all’identità dei territori.

Proprio l’assenza di una spiegazione rende comprensibile lo sconcerto di chi vive nella frazione e considera quell’edicola parte di un paesaggio familiare, presente da molti anni lungo via Valle.
Raccontare quanto è accaduto può servire anche a richiamare l’attenzione su un piccolo episodio che, pur non avendo avuto finora eco nella cronaca, ha colpito una comunità.
Ricostruire l’edicola come simbolo di comunità e rispetto
Ci auguriamo che l’edicola di via Valle a Polverara possa tornare ad essere un punto di riferimento come lo è stata per tanti anni, specie perché collocata in una delle tante curve cieche che si trovano lungo quel percorso.
Ripristinarla sarebbe, ora, doppiamente importante: travalicherebbe il “semplice” simbolo cattolico per diventare un monito al rispetto tra esseri umani che condividono una terra in cui vivere non solo in comunità, ma anche in comunione.
Per cambiare il mondo si può cominciare anche da un lembo del nostro territorio.
By Erika Pisacco
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