
Il disegno di legge presentato al Senato propone un riconoscimento nazionale per gli animali impiegati nelle attività di soccorso, sicurezza e interesse pubblico. Con la senatrice spezzina parliamo anche di ciò che accade quando termina il loro servizio.
Teo ha contribuito a ritrovare in vita una ragazza dispersa dopo una caduta in Valle d’Aosta. Lamù, pastore australiano dei Vigili del Fuoco, ha partecipato a oltre cento interventi, dalle operazioni tra le macerie del Ponte Morandi ai soccorsi dopo il terremoto in Turchia.
Sono soltanto due dei tanti animali che operano al fianco di Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine, Protezione civile e soccorritori, mettendo le proprie capacità al servizio della collettività. Un lavoro spesso decisivo nella ricerca di persone disperse, nelle emergenze e nelle attività di sicurezza.
A questi animali potrebbe essere destinata in futuro una Medaglia nazionale al valore e al servizio.
È quanto prevede il disegno di legge S.1965, presentato al Senato il 1° luglio 2026 dalla senatrice spezzina Stefania Pucciarelli, insieme ai colleghi Manfredi Potenti e Giorgio Maria Bergesio. La proposta punta a istituire un riconoscimento onorifico per gli animali che, nell’ambito di attività di interesse pubblico, si siano distinti per atti di particolare valore o per il servizio prestato alla collettività.
Ne abbiamo parlato con la senatrice Stefania Pucciarelli.
Senatrice Pucciarelli, che cosa prevede il disegno di legge?
«E’ un provvedimento volto a istituire la Medaglia nazionale al valore e al servizio, quale riconoscimento onorifico della Repubblica destinato agli animali che, nell’ambito di attività di interesse pubblico, si siano distinti per atti di eccezionale valore, straordinaria devozione al dovere o eminente utilità per la collettività.
La proposta si colloca nel quadro dei princìpi di cui all’articolo 9 della Costituzione, che affida alla legge dello Stato la disciplina dei modi e delle forme di tutela degli animali, e intende valorizzare, in termini onorifici e istituzionali, il contributo reso dagli animali impiegati in attività di interesse pubblico».
Che cosa vi ha portato a presentare questa proposta?
«Gli animali impiegati dalle Forze armate, dalle Forze di polizia, dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, dal sistema nazionale della Protezione civile, dalle polizie locali e da soggetti o da altre autorità pubbliche svolgono, in numerosi contesti, un ruolo di significativo rilievo operativo.
Si pensi, in particolare, alle attività di ricerca di persone scomparse, di soccorso pubblico, di protezione civile, di prevenzione e contrasto della criminalità, di individuazione di sostanze stupefacenti o esplosive, nonché alle attività di tutela della sicurezza pubblica e della legalità.
Mentre l’ordinamento vigente contempla diverse forme di ricompensa al valore e al merito, riferite a persone fisiche, amministrazioni, Corpi o reparti, non prevede però un riconoscimento nazionale specificamente destinato agli animali che abbiano prestato servizio nell’interesse pubblico».
La Medaglia e il Registro nazionale
È dunque questo il vuoto che il disegno di legge intende colmare?
«Sì, la proposta intende colmare tale lacuna, introducendo una medaglia avente natura esclusivamente onorifica, simbolica e commemorativa, senza attribuzione di soggettività giuridica all’animale e senza effetti patrimoniali o economici.
Il conferimento verrà previsto con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e acquisito il parere di una Commissione nazionale istituita presso la Presidenza del Consiglio.
Il nostro disegno di legge si occupa di disciplinare l’ambito soggettivo di applicazione, i soggetti legittimati alla proposta, la documentazione necessaria, le modalità di consegna e custodia della Medaglia, nonché l’istituzione di un Registro nazionale degli animali insigniti».
Quali animali potranno ricevere la Medaglia?
«Gli animali impiegati o già impiegati dalle Forze armate; dalle Forze di polizia, compresa la Guardia di finanza; dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco; dal Corpo di polizia penitenziaria; dal sistema nazionale della Protezione civile; dalle polizie locali; da enti pubblici, amministrazioni pubbliche, organizzazioni di volontariato, associazioni o altri soggetti pubblici o privati, purché convenzionati, accreditati o formalmente attivati da un’autorità pubblica per lo svolgimento di attività di soccorso, protezione civile, sicurezza, tutela della pubblica incolumità o altra attività di interesse pubblico».

La Medaglia potrà essere conferita anche alla memoria?
«Sì, e per questo è fondamentale che l’animale sia identificabile mediante microchip, matricola di servizio, numero di iscrizione in registri pubblici o altro identificativo ufficiale equivalente».
E dopo il servizio? Il tema dell’assistenza agli animali in pensione
Senatrice, il disegno di legge attribuisce alla Medaglia un valore simbolico e onorifico. Ma che cosa accade agli animali quando termina il loro servizio? Avete valutato la possibilità di affiancare al riconoscimento anche forme di tutela che garantiscano loro assistenza e una vecchiaia serena dopo gli anni trascorsi al servizio della collettività?
«Da quel che mi risulta, i cani non più idonei al servizio vengono assegnati in modo permanente al proprio conduttore. Sulla possibilità di tutelare gli animali in pensione, dotandoli di un’adeguata copertura per l’assistenza veterinaria, mi riservo di fare un approfondimento su ciò che già esiste e, nel caso vi fossero lacune, mi attiverò per sollecitare iniziative che vadano a colmarle».
Foto di copertina: Un cane da ricerca e soccorso impegnato tra le macerie del terremoto in Nepal. Credito: Foto Jessica Lea / DFID – Wikimedia Commons, Creative Commons Attribution.
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