Mer 14 Ott 2026

“Sebben che siamo donne”: al Dialma della Spezia lo spettacolo sulle Madri Costituenti

Il 9 ottobre al Dialma Ruggiero lo spettacolo dedicato alle donne dell’Assemblea Costituente. Tra le figure rappresentate anche Angela Gotelli. Daniela Bertini racconta la nascita e lo spirito del progetto teatrale.

Venerdì 9 ottobre 2026, presso l’Auditorium del Dialma Ruggiero di via Monteverdi 117 della Spezia, alle ore 17:30, andrà in scena, in occasione della ricorrenza degli 80 anni dal voto alle donne, lo spettacolo teatrale “SEBBEN CHE SIAMO DONNE”, a cura dell’Anpi La Spezia e del Coordinamento Femminile Anpi La Spezia. Il titolo è ripreso dall’omonima canzone di lavoro e protesta delle mondine delle risaie della Valle Padana. L’ingresso è libero su prenotazione ai numeri 3475372977 / 3397533094.

Lo spettacolo, giunto alla sua decima replica in pochi mesi tra Toscana e Calabria, porta in scena le storie, ordinarie e straordinarie al tempo stesso, di alcune delle ventuno Madri Costituenti della Repubblica Italiana. Donne diversissime tra loro che, elette il 2 giugno 1946, parteciparono alla costruzione della nuova Carta costituzionale e contribuirono a dare voce e volto alle donne nella politica italiana.

L’ideazione è di Daniela Bertini, direttrice artistica dell’Associazione “Il Gabbiano”, mentre la ricerca storica e la costruzione dello spettacolo sono il risultato di un lavoro collettivo che ha coinvolto donne e uomini dell’Associazione “Il Gabbiano” di San Giuliano Terme e dell’associazione “AtTieSse” di Vecchiano, con i contributi fondamentali di Mike Ricci e Massimo Canneti, autori di quasi tutti i testi messi in scena.

Angela Gotelli

Tra le figure rappresentate nella tappa spezzina ci sarà anche Angela Gotelli, deputata legata alla Spezia e nata ad Albareto (Parma), protagonista di una significativa attività durante la Resistenza. Pur non appartenendo formalmente alle formazioni partigiane combattenti, prestò assistenza come infermiera della Croce Rossa a feriti, sfollati, perseguitati e partigiani. Trattò inoltre con il comando tedesco per lo scambio di prigionieri e ostaggi civili, contribuendo a evitare rappresaglie nei paesi dell’Appennino. La sua casa di famiglia ad Albareto offrì rifugio agli sbandati e divenne anche sede del comando della IV Zona partigiana.

Ma proprio perché Sebben che siamo donne nasce dall’incontro tra ricerca storica, teatro e storie personali, il modo migliore per comprenderne lo spirito è quello di intervistare Daniela Bertini:

Come è nata l’associazione, da chi è composta e in quale modo fate teatro?

L’Associazione Culturale Il Gabbiano nasce nel 1987 come gruppo teatrale in ambito parrocchiale nel nostro paese, Arena Metato, in provincia di Pisa, per la comune passione di un gruppo di giovani che desideravano vivacizzare la comunità paesana con spettacoli di teatro con fini di raccolta fondi di beneficenza. Eh, sì, nel 2027 festeggeremo i nostri primi 40 anni, e alcuni dei giovani di allora sono ancora qui, a ritrovarsi dopo il lavoro per divertirsi e al tempo stesso costruire spettacoli che possano raccontare storie ed emozionare, spesso storie vere, spesso legate al territorio e alla Memoria, ma anche spettacoli più leggeri e per famiglie con bimbi piccoli.

La compagnia riunisce persone di età, professioni e provenienze diverse. Chi sono gli attori e le attrici che condividono  questa esperienza teatrale?

attrici e narratore alla Domus Mazziniana

Siamo attori e attrici amatoriali, anzi, come amo sottolineare, “orgogliosamente amatoriali”. Tra noi ci sono insegnanti, farmacisti, guide turistiche, impiegati, artigiani, pensionati… tutti uniti dalla comune passione per il teatro. C’è chi ha seguito dei corsi e chi invece si è avvicinato per curiosità ed è rimasto affascinato da questo nostro modo di fare teatro. Tutte persone che, dopo una giornata di lavoro, si spogliano dell’abito di “lavoratore” ed entrano con abiti nuovi in quello di mille personaggi e vivono mille vite. Ci unisce una grande passione, che va oltre le differenze di età: il più piccolo ha 10 anni (Damiano, co-protagonista con me nello spettacolo dedicato alla ciclista Alfonsina Strada), e i più “grandi” arrivano quasi a 80… ma lo stare insieme ci fa sentire tutti giovani! La maggior parte di noi vive nella nostra zona, nel comune di San Giuliano Terme, ma ci sono attori e attrici che vengono da Pisa, Lucca, Prato, Pistoia, Viareggio, Pontedera… Inoltre collaboriamo con altre compagnie (Le Beffe Teatro, AtTieSse in primis), per cui c’è un vivace viavai che arricchisce il gruppo.

Come si svolge lo spettacolo che porterete in scena alla Spezia venerdì 9 ottobre?

Lo spettacolo, ancora in evoluzione, è nato in modo collettivo. Mi spiego: di solito si parte con un testo, si convoca chi pensiamo sia adatto a ricoprire i vari ruoli, si fa una lettura e poi si inizia a provare. Oppure si lavora con l’improvvisazione e poi si passa alla lettura del testo. Per questo spettacolo, invece, ho invitato in sede per un paio di domeniche nello scorso febbraio chi, nel gruppo, avesse voglia e curiosità di lavorare insieme alla costruzione dello spettacolo. Abbiamo passato due domeniche insieme, mangiato, letto, cantato e suonato le canzoni dell’epoca, ciascuno ha scelto una biografia tra quelle delle Madri Costituenti da leggere, approfondire e raccontare agli altri. Poi abbiamo iniziato a metter giù i testi, che nella versione definitiva sono di Mike Ricci e Massimo Canneti, due membri dell’Associazione esperti di scrittura drammaturgica: insomma, un lavoro collettivo che a poco a poco da semplice reading è diventato uno spettacolo. La versione che vedrete è un “work in progress” tra la prima e la futura veste, diversa da tutte le repliche (tante!) fatte finora. Un lavoro dove ciascuno ha contribuito, e questo mi sembra che ben si sposi con il contenuto dello spettacolo.

Tra le Madri Costituenti che porterete in scena alla Spezia ci sarà anche Angela Gotelli, figura particolarmente legata al  territorio spezzino. Perché avete scelto di raccontare proprio la sua storia?

Certo, non poteva mancare! Ci ha colpito molto la sua storia: una donna forte che ci ha affascinato per le sue scelte. Abbiamo, per motivi di lunghezza dello spettacolo, dovuto fare delle scelte, ma di volta in volta presentiamo le diverse storie, dando spazio anche alle Madri Costituenti meno conosciute e, a seconda del luogo dello spettacolo, inseriamo in scaletta la storia di chi è legato a quel luogo. Questo permette anche a noi di conoscerle meglio tutte e di apprezzare ancora di più le loro scelte di vita e il loro lascito.

Che genere di spettacoli avete in repertorio? Puoi dirci qualche titolo o l’argomento?

attrici e narratore alla Domus Mazziniana

Abbiamo sia commedie (“Assassinate la zitella”, una esilarante commedia di G. Pardini) che monologhi e diversi spettacoli collettivi di teatro civile: “Cum Panis. Vite Resistenti” di Antonella Iaschi, “Divisa” di Piero Ianniello, “Le valigie della memoria” (per le scuole), legate alla tematica della guerra, della Resistenza e della Memoria, “Ci vediamo stasera” di Mike Ricci e Massimo Canneti, uno spettacolo intenso dedicato alle morti sul lavoro, che abbiamo portato anche recentemente in Calabria, “Questo non è amore”, uno spettacolo itinerante sulla tematica della violenza psicologica e fisica sulle donne, “Italia Donati. Alla ricerca della quiete”, una triste storia di una maestra vissuta nel 1860 in Toscana. Sperimentiamo anche spettacoli site-specific e itineranti, come “Dove va a finire tutto questo amore?” sulla fine delle storie d’amore.

Poi ci sono diversi monologhi dedicati alle figure di donne importanti per le loro scelte: “Artemisia Gentileschi”, “Alfonsina. La donna che arrivava sempre ultima” di Stefano Benedetti, dedicata alla storia della ciclista Alfonsina Strada, uno spettacolo a cui tengo particolarmente e che sta ancora “pedalando” per l’Italia intera, passando da Trieste e da Roccella Ionica.

Come consideri la tua esperienza di coordinatrice di tanti progetti che si sommano alle tue mansioni come lavoratrice, donna, figlia o madre? Puoi dirti grata a quelle ventuno donne e al lavoro che svolsero nell’Assemblea Costituente?

Parto dall’ultima domanda: sì, sono grata a queste donne che hanno saputo fare la differenza, che, immerse nel loro tempo, hanno saputo guardare oltre, consapevoli che ogni loro scelta avrebbe potuto cambiare il futuro di chi sarebbe venuto dopo di loro. Da insegnante sento la responsabilità di poter contribuire in modo determinante nelle vite dei bambini che saranno uomini e donne un domani. Che mondo lasciamo loro? Come potranno cambiarlo? Mi sento piccola a confronto delle Madri Costituenti, nel mio tentativo di agire con un piccolissimo segno nel mio tempo per mezzo della mia professione e anche per questa fantastica avventura che è il teatro. Certo, non è facile gestire famiglia, lavoro, tempo libero (poco), ma, si sa, noi donne siamo delle acrobate sul filo del tempo e dello spazio! Una nota curiosa: Nadia Gallico, nata in Africa (Tunisi), amante dei bambini e delle letture, autrice di un libro di fiabe, per il suo compleanno fu eletta a far parte dell’Assemblea Costituente… Ecco, mi sento legata a lei: per i miei 18 anni ho fondato il gruppo teatrale Il Gabbiano, che poi è divenuto nel 1995 Associazione Culturale; amo lavorare con i bambini, leggere storie ad alta voce, ho pubblicato un libro di fiabe: “La bici delle storie”, Pacini editore, grazie a tanti bei racconti di amici e amiche, i cui proventi contribuiscono al Progetto “Il sorriso di Marianeve” per la costruzione di scuole in Etiopia. Beh, voglio vederci un filo rosso!

By Paolo Luporini

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