Montale e l’Europa: al Parlamento Europeo l’omaggio della prof.ssa Beverini del Premio Montale Fuori di Casa ospitata dagli europarlamentari Brando Benifei e Marco Tarquinio.
Bruxelles, 15 maggio 2025 – Nella prestigiosa cornice dell’edificio Altiero Spinelli nella sede del Parlamento Europeo, si è svolto questa mattina il convegno dal titolo “I resoconti giornalistici di Montale sulla nascita dell’Europa Unita” in occasione del centenario di Ossi di Seppia e del cinquantesimo anniversario del Premio Nobel. L’evento ha visto la prof.ssa Adriana Beverini, scrittrice, saggista e presidente del Premio Montale Fuori di Casa, riscoprire e diffondere un aspetto meno noto del poeta, ovvero, il suo lavoro di giornalista e, nel caso specifico, di corrispondente per il Corriere della Sera a Strasburgo da dove raccontava e commentava ciò che accadeva nei primi anni 50 nelle prime sedute del Comitato Ministeriale del Consiglio d’Europa e nell’inaugurazione dell’Assemblea d’Europa quando nasceva quella che oggi è l’Unione Europea.
Nel suo intervento l’eurodeputato Brando Benifei ha rilevato quanto Eugenio Montale appaia oggi, non solo come il grande poeta del Novecento, ma anche come un intellettuale europeo consapevole, capace di leggere con lucidità le trasformazioni politiche del suo tempo. Nelle corrispondenze da Strasburgo egli parlava con orgoglio di un’Europa “distinta, separata, madre della civiltà, che doveva cercare una propria identità contesa allora tra i due mondi – Stati Uniti e URSS”. A distanza di oltre settant’anni, osserva Benifei, queste riflessioni suonano ancora attuali, anche adesso vi sono due potenze, Cina e USA, due modelli che si contrappongono, eppure, anche oggi all’Europa si rimprovera come allora scriveva Montale: “…di non tentare neppure di elaborare un suo mito, una sua idea di sé stessa che abbia ancora un valore universale.”
Montale denunciava anche il rischio di costruire una difesa europea, allora sollecitata da Churchill, senza una vera unione politica. Esprimeva dubbi e perplessità che troverebbero benissimo cittadinanza nel dibattito odierno.
Ha concluso Benifei: “…a parte l’eccezionale qualità della sua opera poetica, leggere le riflessioni di Montale in tema di Europa è assolutamente utile ed emozionante.”
Beverini ha poi ripercorso l’impegno parlamentare di Montale come senatore a vita, ricordando non solo i suoi interventi a favore della cultura e dell’ambiente, ma anche il contributo su temi civili e istituzionali:
“Montale non fu mai un poeta chiuso nella torre d’avorio della letteratura – ha affermato Beverini – ma un uomo capace di tradurre il pensiero in azione, la poesia in responsabilità pubblica. Il nostro compito oggi è di raccoglierne l’eredità, e continuare a costruire un’Europa che sappia pensarsi come progetto di civiltà.”
I lavori sono stati conclusi dall’eurodeputato Marco Tarquinio, già Direttore di Avvenire e premiato nel 2022 dal Premio Montale Fuori di Casa per la Sez. Giornalismo che si è rivelato ammirato per la risonanza civile e culturale del poeta e per l’attenzione manifestata nel cogliere quel sapore d’Europa che poi si è tradotta nell’attuale Unione Europea che oggi consente, proprio nell’edificio dedicato a uno dei padri del pensiero europeo, Altiero Spinelli, in contemporanea, un convegno che vuole contestare la forza e l’importanza del Manifesto di Ventotene.
Una pubblicazione per ricordare e riflettere
Gli atti ufficiali della conferenza odierna sono stati raccolti in un volume promosso dal Premio Montale Fuori di Casa dal titolo: L’Europa ritroverà se stessa e il senso della propria necessità? La pubblicazione arricchisce ulteriormente il patrimonio culturale legato alla figura del poeta ligure andando a scandagliare quei suoi scritti che trasmetteva diligentemente al Corriere della Sera come inviato a Strasburgo per testimoniare negli anni ‘50 quell’Europa che era ancora un sogno ma che si apprestava a divenire realtà.

Adriana Beverini, ideatrice del Premio, è una figura centrale nella valorizzazione dell’opera e del pensiero di Montale. Nata alla Spezia, attiva in ambito culturale da oltre trentacinque anni, è autrice di numerose pubblicazioni. Nel 1996, su richiesta di Stanislao Nievo, ha fondato e diretto per dieci anni il Parco Letterario Eugenio Montale di Monterosso. L’anno successivo ha dato vita al Premio Montale Fuori di Casa, intitolato come il celebre libro pubblicato dal poeta nel 1969, in cui raccolse i suoi reportage di viaggio per il Corriere della Sera. Studiosa attenta, ha dedicato a Montale diversi saggi, tra cui Verdi e Montale: musica e parole (2001), Montale Apuano (2018), Il lungo viaggio del Premio Montale Fuori di Casa: personaggi, città, luoghi e idee (2021) e, più recentemente, L’Oltre: Eugenio Montale tra Filosofia, Fisica e Religione (2025). Il suo nuovo saggio intitolato “L’Europa ritroverà se stessa e il senso della propria necessità?” , dà il titolo anche alla conferenza odierna.

