
Una mascotte per i cento anni del Palio: la firma è di una giovane artista spezzina
A racchiudere il volto sorridente della mascotte del centenario del Palio del Golfo è proprio lui: un muscolo, icona inconfondibile della tradizione gastronomica e marinara spezzina. Il mollusco diventa guscio e copricapo, quasi a voler proteggere e al tempo stesso esprimere lo spirito del territorio. Il personaggio si presenta con una fisionomia simpatica e rassicurante: occhi grandi, sorriso aperto, braccia forti e toniche, a rappresentare la forza dei vogatori e l’energia della comunità. Indossa pantaloncini a righe verticali multicolori, richiamo immediato alle “divise” delle borgate marinare che si sfideranno a breve nelle acque del Golfo.

Nella mano destra brandisce un inequivocabile remo, segno distintivo del Palio, con il numero 100 ben visibile sulla pala. A ideare e disegnare il personaggio simbolo del 2025 è stata la studentessa Ginevra Bruno fresca di maturità, selezionata tra i partecipanti di un concorso aperto alle scuole della provincia. L’abbiamo intervistata per conoscerla e farle raccontare come è nata questa Mascotte che poi è appena diventata anche una piacevole copertina The Spezziner sua firma.
Prima di tutto, mi piacerebbe raccontare dell’artista Ginevra: quanti anni hai, cosa studi, dove e perché hai intrapreso questi studi? Quali sono le tue passioni e come vivi il mare?
Ho 19 anni e sto per iniziare la triennale in cinema e animazione alla NABA di Milano; ho frequentato il liceo classico Costa.
Nonostante gli studi classici ho sempre coltivato il mio amore per il disegno e l’arte in tutte le sue forme, ho fatto teatro, ho una band in cui canto e in particolare sono appassionata di cartoni animati, di cui spero di fare una professione.
Il mio rapporto con l’arte è sempre stato molto stretto, mia mamma è un’artista e spesso quanto ero piccola dipingeva in casa, e magari io disegnavo accanto a lei.
Anche il mare mi ha sempre accompagnato durante l’infanzia, mi sono trasferita in tante città diverse d’Italia ma non sono mai stata senza il mare, che non sempre ho amato, a dire la verità, ma adesso porto nel cuore come un pezzo importante di me.

Cosa rappresenta l’arte per te?
Per me l’arte è, più che un modo di esprimermi, una cosa che trovo assolutamente vitale.
Non riesco ad immaginare la mia vita senza arte, che sia disegnare, performare o semplicemente visitare un museo l’arte c’è sempre stata per me e sento di non poter vivere senza. In qualche modo la respiro.
Come ti hanno scelta per realizzare questo progetto?
Il progetto del disegno della mascotte era rivolto a tutte le scuole della provincia e mi è stato presentato dalla professoressa Lorusso, mia prof. di ginnastica, che sapendo della mia passione mi ha spinta a candidarmi. Le sono molto grata per questa opportunità, senza di lei probabilmente adesso non sarei qui.
Come nasce questa mascotte?
La mascotte nasce in realtà in modo molto intuitivo. Ero a scuola e stavo cercando di iniziare a buttare giù qualcosa al cambio dell’ora; pensavo cosa mi ricordasse di più Spezia e il nostro Golfo. L’immagine del muscolo mi è saltata subito in mente perché è molto evocativa e ho iniziato a fare una bozza. Ho realizzato varie prove per capire le proporzioni degli arti e la faccia del personaggio e poi eccolo! Da lì una volta presentato ho dovuto fare parecchie revisioni, mi venivano richiesti piccoli cambiamenti (si parlava di cambi di colore/disposizione di piccoli dettagli) ma in maniera tempestiva e sono stata un sacco a disegnare per almeno due settimane prima di arrivare al prodotto finito che hanno visto tutti e che mi rende molto fiera. L’ambito del design del personaggio è uno di quelli che più mi interessano e sono molto felice di essermi potuta esercitare con questo progetto.
Che ne pensi delle polemiche sul nuovo gonfalone del Palio femminile, la figura sembra somigliante alla tua mascotte?
A dire il vero non ne sapevo nulla, sono appena andata a controllare. Sinceramente non vedo così tanto la somiglianza e non ho problemi a riguardo, ho visto che c’è stato scalpore, ma non trovo che ci sia nulla di sbagliato nel disegno, che tra l’altro è stato commissionato da un’associazione per i diritti femminili.
In copertina Ginevra Bruno mentre viene svelata pubblicamente la mascotte.
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