Gio 14 Mag 2026
Mascotte Remù

Mist e il volto del Palio: Ginevra Bruno si racconta allo stand “Aspettando il Palio”

Tra gli appuntamenti più partecipati di Aspettando il Palio del Golfo, nel pomeriggio di venerdì scorso è andata in scena Ginevra Bruno, in arte Mist, giovanissima creatrice della mascotte ufficiale del 100° Palio: Remù.

A intervistarla, Paolo Cozzani, direttore artistico del riuscitissimo stand, che con la mostra permanente realizzata in collaborazione con MAuro Baraldi di The Spezziner ha dato spazio a tanti artisti locali e non, invitati a raccontare la propria esperienza e a creare opere dal vivo.
Accanto a lui, ad accogliere Mist, Daniela Riccaboni, presidente del Panathlon Club La Spezia, e Marcello Storti, coordinatore dell’Ufficio Educazione Fisica dell’AT La Spezia.

Ginevra Bruno

Un progetto nato dal territorio

Il progetto della mascotte è nato dalla sinergia tra il Panathlon Club, l’Ufficio Educazione Fisica e il Comitato delle Borgate, con il coinvolgimento di tutti gli istituti superiori del territorio. Ben cinquanta opere sono state presentate da studenti di ogni indirizzo scolastico, valutate da un’apposita commissione. A distinguersi, alla fine di un lungo confronto, è stata proprio Remù, l’idea di Ginevra. Marcello Storti ha ricordato con orgoglio le parole con cui ha sostenuto l’opera in commissione:

“Secondo me, bisogna analizzare più attentamente quell’opera!”

Dopo oltre due ore di dibattito, Remù è stata scelta, diventando la mascotte ufficiale del centenario del Palio del Golfo.

Una copertina e molto di più

Remù non è solo il volto simbolico del Palio 2025: è anche il protagonista di una delle ultime copertine di The Spezziner, la “rivista che non c’è” che racconta con ironia, stile e linguaggio grafico il fermento creativo del nostro territorio. Ma cosa significa davvero realizzare una mascotte?

Disegnare un personaggio con l’anima

Mist ha raccontato come la sua passione sia nata sui banchi di scuola, durante le lezioni, e come grazie alla lungimiranza dei docenti, in particolare la professoressa Lorusso, sia stata spinta a partecipare al concorso. Così è nato Remù: apparentemente semplice — un muscolo con un remo in mano, due simboli iconici del Golfo e del Palio — ma, in realtà, carico di significati.

Creare una mascotte, ha spiegato Ginevra, significa cercare le giuste proporzioni, scegliere un’espressione coerente e soprattutto lavorare sui colori, fondamentali per rappresentare tutte le borgate. Ha ripercorso il lungo percorso creativo: schizzo dopo schizzo, colore dopo colore, fino ad arrivare a un personaggio capace di essere al tempo stesso immediato, affascinante e condivisibile.
Dietro quell’apparente semplicità si cela un lavoro paziente e profondo, che nasce dall’ispirazione ma si affina con l’ascolto e la sensibilità.

Mist ha parlato di Remù come di un bambino che cresce:

 

“Dovevo capire come si poteva muovere, la conformazione delle sue ossa, anche se è un mollusco… ma i suoi arti dovevano potersi coordinare con coerenza.”

Un premio che guarda al futuro

Ginevra Bruno con Paolo Baraldi di The Spezziner

Con sorpresa e gratitudine, Ginevra ha ricevuto un premio in denaro di mille euro, che spera possa essere un primo passo per il suo percorso di studi alla NABA di Milano, dove frequenterà il corso di Cinema e Animazione.

L’artista e la firma

Fin dall’introduzione, Paolo Cozzani ha voluto inquadrare l’incontro in una prospettiva culturale precisa: l’artista è colui che percepisce un’armonia che va oltre la materia, ma è nel momento in cui firma la propria opera che avviene la sua evoluzione.

Mist oggi quella firma l’ha messa eccome, e con essa ha lanciato un messaggio ai giovani artisti: non lasciatevi scoraggiare, coltivate la vostra voce creativa e siate fieri della vostra impronta. Un richiamo anche alle grandi aziende:

“Non si può sostituire la mano dell’uomo con una app di intelligenza artificiale. Una macchina può forse firmare un’opera, ma non potrà mai metterci il cuore.”

Parole ribadite anche da Cozzani, che ha chiuso l’incontro ricordando che il valore autentico di un’opera sta proprio nel fatto che è immaginata, sognata, amata da chi l’ha creata.
Come Remù.
Come Ginevra.

By Erika Pisacco

Leggi l’intervista integrale di Ginevra Bruno pubblicata su SpeziaMirror

 

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