Gio 14 Mag 2026

“Perché l’amore basta all’amore?” – Stefano Sarti racconta la sua poesia.

Alla vigilia dell’incontro poetico al Centro Brin, Stefano Sarti parla con Paolo Luporini del senso dell’amore, del legame con la natura e del ricordo del padre pittore Luigi Sarti.

“PERCHÉ L’AMORE BASTA ALL’AMORE?”

La conversazione che segue con Stefano Sarti è propedeutica all’incontro che si terrà martedì 4 novembre 2025 alle ore 17:30 presso il Centro anziani di piazza Brin in via Filippo Corridoni 7 alla Spezia. Si tratta di domande preliminari per introdurre Sarti e pregustare le origini della sua poetica ascoltando le sue poesie più significative due delle quali le potrete leggere in questa intervista.

Stefano, da quando ti conosco, non sono poi così tanti anni, so che scrivi prevalentemente poesie d’amore. Perché questo genere? Componi di altro che non sia l’amore?

La mia passione nello scrivere poesie deriva soprattutto dalle vicissitudini che hanno coinvolto la mia vita, anche se, in passato, seppure sporadicamente, ho scritto delle poesie sempre su temi molto intimi. Quindi, di professione non sono “poeta”. Non ho ancora pubblicato un mio libro di poesie. Sono solo una persona che nella sua vita ha fatto l’operaio metalmeccanico in fabbrica. Oggi sono in pensione, ma sono sempre stato dedito ad attività politiche o di impegno sociale fin da quando avevo poco più di 14 anni. Attualmente sono vicepresidente Regionale di Legambiente Liguria e Presidente del circolo spezzino.

Il titolo dell’evento, “Perché l’amore basta all’amore”, è tratto liberamente da un pensiero di Hermann Hesse. Hesse, oltre ad essere il grande scrittore che era, che ci ha regalato dei romanzi meravigliosi, era anche una persona afflitta da grandi tormenti personali e sul futuro dell’umanità, tanto da aver avuto la necessità di sottoporsi alla terapia psicoanalitica di un certo Carl Gustav Jung. Letteralmente, diceva che il male nasce sempre dove l’amore non basta.

E il tema dell’amore è centrale nelle mie poesie. Spero che sia, ma questo non sta a me giudicarlo, un amore non banale, un amore non scontato, un amore non mieloso ma un amore contrastato, dibattuto, alla fine bastante.

“Perché l’amore basta all’amore” è un verso di una poesia di Kahlil Gibran del 1923, compresa nella raccolta “Sull’amore”. Esistono sincronicità e coincidenze significative nel pensiero di artisti contemporanei.

Significa che l’amore è un’entità autonoma, completa in se stessa, che non ha bisogno di possedere né di essere posseduta per esistere. La sua essenza risiede nel darsi e nell’esistere in modo indipendente, senza necessità di conferme esterne o di acquisizioni materiali, perché la sua piena manifestazione e soddisfazione sono in se stesso.

Come intendi impostare l’incontro di martedì prossimo?

Non ho ancora pensato alla sequenza con cui leggere le poesie. Molto probabilmente, come spesso faccio, andrò a caso, ad istinto, e deciderò all’ultimo momento cosa leggere per primo o per dopo.

La prima volta che organizzammo al Centro anziani un reading di tue poesie portasti alcuni bellissimi quadri dipinti da  tuo papà. Lo farai anche stavolta?

Spesso associo queste mie poesie con i quadri di mio padre, Luigi Sarti, pittore spezzino che ci ha lasciati nel 2011 e che, continuo sempre a ripeterlo, non è mai stato sufficientemente valorizzato. Mio padre esprimeva, con la sua arte, una propria visione sulla natura, molto rigorosa anche nel tracciarla con i colori, nella sua reale essenza. Eppure, negli ultimi anni della sua vita, ha cominciato a trattare colori molto più vivi, effervescenti, in apparenza non appartenenti al mondo che vediamo con i nostri occhi.

È stata un’evoluzione di totale amore e di profondo rispetto per tutto quello che ci circonda, tanto da abbellirlo ancora di più attraverso la sua interpretazione. Io e tanti altri miei amici con i quali cerchiamo di difendere la natura, l’ambiente e il territorio, non possiamo che ritrovarci anche con chi fa dell’arte un suo modello di impegno. Emblematico è il caso della difesa dell’Isola Palmaria da possibili speculazioni e da un suo snaturamento. Ecco, oggi Luigi Sarti dipingerebbe questo impegno! Anch’io ho scritto una poesia sulla Palmaria che reciterò martedì 4 novembre: è un impegno che continua.

IL VENTO CHE ACCAREZZA L’ISOLA

Capri, caproni e caprette

In ogni modo tutti devono nascondersi

Dietro le lastre di un marmo ormai sfarinato

Oh, lassù c’è una finestra

Ma chi l’ha fatta?

L’uomo, il vento o il tempo?

So solo che da lassù pondero l’imponderabile

scruto l’inscrutabile

vedo l’invisibile

Isola, la chiamate

Valore, la soppesate

E al tempo stesso la disprezzate

Perché non siete mai saliti sul suo albero più alto

E non avete meditato

Perché se no anche voi,

persone abbandonate,

corpi replicanti,

mine vaganti

vi sareste un poco acchetati.

Ascoltate (ascoltiamo)

chi discerne versi,

chi chiede danze,

chi invita ad unirsi.

Il vento che vi dà fastidio

a noi accarezza

Hai compiuto bellissimi viaggi all’estero anche in paesi lontani. Quanto conta, invece, l’amore per i nostri luoghi nel tuo sentire e nell’agire?

Posso risponderti con una poesia?

IL BALZO DELLA LUNA

È successa una cosa

cosa bellissima

che a questo punto mi preme dirti.

Ero sveglio, una notte di luna

e guardavo dal tuo terrazzo

quel mare-lago

che abbiamo la fortuna

di avere davanti.

Ed ecco, che improvviso e

inaspettato,

come salto di delfino,

è saltato fuori il mio amore

per te.

Ma la cosa più bella è che tu,

travestita da luna luminosa,

assecondavi questo movimento,

questo salto.

Era una luce-rimbalzo d’amore

anche la tua.

Anche le barche, le lampare,

i pescatori

si sono fermati:

non avevano mai visto

una cosa simile.

E ci si è messo anche il vento,

ad avvolgere e connettere

il tutto.

Sono rientrato in casa,

ho chiuso la porta

e di là c’eri tu.

Dormivi profondamente ma

sprigionavi luce.

Ti ringrazio di aver accettato di far seguire allo spazio di poesia a te riservato anche uno aperto dalle 18:30 ad altri poeti e poetesse che vogliano proporre i loro versi. Un’ultima domanda: chi è Stefano Sarti?

Sono nato il 20 agosto 1960 in una casa di Migliarina dove ancora oggi abita mia madre. Da adolescente ho cominciato ad ascoltare ed apprezzare la musica rock in tutte le sue forme. Amo anche il jazz e la classica, ma il rock…

Mi sono iscritto giovanissimo alla Federazione Giovanile Comunista Italiana, poi nel 1983 ho fondato con altri il circolo Legambiente La Spezia. Dal 1998 al 2011 sono stato presidente regionale di Legambiente. Attualmente sono vicepresidente Legambiente Liguria.

(Riproduzione riservata)

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