La prima edizione dello Show Cooking Aut Aut ha trasformato il ristorante Luna Blu in un laboratorio di talenti, convivialità e futuro, facendo il punto sulle attività della Fondazione Aut Aut e sul modello di inclusione che da anni cresce alla Spezia.
Per iniziare uno spritz blu servito in capienti flute fa subito centro, accende i sorrisi e scioglie l’atmosfera. Il ragazzo di Luna Blu che durante il lockdown lo ha inventato accompagna la bevanda con battute e riferimenti al fascino del Cuba Libre. Ma è solo l’inizio. Dal banco bar alla cucina, dai tavoli alla piastra accesa per le preparazioni a vista, al ristorante Luna Blu di via Fontevivo va in scena molto più di un pranzo: la prima edizione dello Show Cooking “Aut Aut” , dimostrazione concreta di come il lavoro possa diventare strumento di autonomia, dignità e futuro per giovani adulti con autismo.
I piatti scorrono uno dopo l’altro – acciughe “al tacco”, torte salate, verdure a chilometro zero, lasagne bianche con pasta fatta a mano, fino al tataki di tonno cucinato dal vivo e al dolce di mele. A rendere ancora più vivace il pranzo è stato anche un contest improvvisato, guidato con garbo e ironia da Maria Cristina Sabatini, impeccabile intrattenitrice: l’“applausometro” avrebbe dovuto decretare la portata migliore, ma l’intensità acustica non ha mai davvero oscillato, finendo per premiare tutti i piatti ex aequo. Con una piccola, maliziosa eccezione: al tavolo della stampa, la torta di verdure a chilometro zero è sembrata mettere tutti d’accordo come la più gustosa. Applausi per il servizio impeccabile e per gli chef, interamente composti dai ragazzi di Luna Blu e del Campus agrisociale Sant’Anna, uniti per l’occasione in un’unica squadra di lavoro .
La Fondazione Aut Aut: dal lavoro un modello di inclusione
La giornata è stata anche l’occasione per fare il punto sulle attività della Fondazione AUT AUT E.T.S., nata nel 2017 dalla collaborazione tra Fondazione Carispezia, A.G.A.P.O. Odv e Fondazione Il Domani dell’Autismo E.T.S., al termine di un percorso di ascolto e confronto avviato già nel 2013 con le associazioni di genitori.
Lo scopo statutario è chiaro: inserire nel mondo del lavoro giovani adulti con autismo e patologie correlate, puntando in particolare sul settore turistico-ricettivo e dei servizi, per costruire percorsi di autonomia reale, non assistenzialismo.
Questo obiettivo prende forma soprattutto attraverso due strutture realizzate alla Spezia con il contributo di Fondazione Carispezia e conferite in comodato d’uso alla Fondazione Aut Aut: Luna Blu e Sant’Anna Hostel. Le strutture sono gestite da enti strumentali costituiti da cooperative sociali – la Cooperativa I Ragazzi della Luna per Luna Blu e la Cooperativa Campus Agrisociale Sant’Anna per Sant’Anna – nelle quali lavorano ragazzi con autismo e altre disabilità, affiancati da operatori e volontari.
Sant’Anna e Luna Blu: accoglienza, lavoro, agricoltura sociale
Il Sant’Anna Hostel, sulle colline della Spezia, è un luogo immerso nel verde dove convivono ospitalità, agricoltura sociale, allevamenti e laboratori, secondo un modello che unisce accoglienza turistica e inclusione. Accoglie persone con autismo, le loro famiglie, ma anche viaggiatori e ospiti per lavoro, diventando spazio di incontro e non di separazione.
Luna Blu, nel cuore della città, è ristorante, bar, luogo di lavoro e di socialità. Qui si svolgono quotidianamente attività dedicate all’autonomia e all’inserimento socio-lavorativo, compreso il laboratorio di produzione della pasta, diventato negli anni una vera eccellenza, capace di arrivare fino alla grande distribuzione grazie alla collaborazione con Coop Liguria e di essere presentato persino all’ONU.
Oggi sono circa cento le persone coinvolte complessivamente nei progetti: tra Sant’Anna, le officine di ceramica Agapo, il Dialma Caffè, Luna Blu e le altre attività diffuse sul territorio.
Le parole: “La disabilità non è inabilità, ma adattabilità”

Durante il pranzo non sono mancati gli interventi istituzionali, che hanno sottolineato il valore profondo dell’esperienza. La vicepresidente della Fondazione Aut Aut, Diana Brusacà, ha richiamato il senso più autentico del lavoro svolto:
«Sant’Anna, il laboratorio di ceramica, sono luoghi dove nascono cose veramente belle. Qui i ragazzi hanno un’opportunità concreta: la disabilità non significa inabilità, ma adattabilità. In queste strutture possono mettere a frutto tutti i loro talenti, che sono tantissimi e che ogni giorno ci insegnano qualcosa di nuovo».
A ribadire il sostegno costante è stata la vicepresidente di Fondazione Carispezia, Linda Messini:
«Fondazione Carispezia ha sostenuto questo progetto sin dall’inizio e continuerà a farlo, perché ci crede profondamente. Qui si svolge un lavoro quotidiano serio, passo dopo passo, verso l’autonomia lavorativa. Avete trasformato locali anonimi in luoghi dove si lavora e si socializza: questo è già un grande risultato, ma non è l’unico».
Anche il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ha voluto essere presente:
«Ringrazio tutti i volontari cooperatori familiari perché ci hanno permesso ancora una volta di dimostrare che questa città ha un cuore enorme. L’energia positiva che si respira a Sant’Anna è unica e dà senso anche al nostro impegno istituzionale. I talenti vanno scoperti, cercati, sperimentati, e iniziative come questa ci aiutano a farlo. Saremo sempre al vostro fianco».
Nel corso degli interventi è stato rivolto un ringraziamento particolare a Roberto Barrichello, per il Campus agrisociale Sant’Anna, e ad Alberto Brunetti, per Luna Blu, definiti da più voci “visionari” per aver creduto e investito in un modello che oggi è diventato un riferimento anche fuori dal territorio spezzino.
Un evento, una comunità, una scelta quotidiana

Lo show cooking ha mostrato competenze professionali solide, ma ha lanciato anche un messaggio chiaro: l’inclusione non è un evento isolato, è una scelta quotidiana. Scegliere per noi spezzini e non solo di sedersi a quei tavoli, di soggiornare in quelle strutture, di acquistare quei prodotti significa sostenere un’idea di comunità che non lascia indietro nessuno. E c’è anche un dettaglio tutt’altro che secondario: a Luna Blu e a Sant’Anna si mangia bene, i locali sono moderni e accoglienti e con sempre più frequenza vengono scelti per cene conviviali o celebrative organizzate da privati, aziende, associazioni, gruppi sportivi.
Per saperne di più visita il sito Luna Blu
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Sant’Anna e Luna Blu: accoglienza, lavoro, agricoltura sociale