Dopo anni di certosina compilazione il “Dizionario Bio-Bibliografico degli scrittori spezzini, dalle origini ai giorni nostri” è finalmente realtà. È stato presentato ieri nella prestigiosa sede dell’Accademia Capellini in una sala gremita non solo dagli autori menzionati, ciascuno con biografia, opere pubblicate, eventuali premi e analisi storico-critiche. Il libro nasce dall’intuizione di Giovanni Bilotti, poeta e narratore spezzino che da decenni, sentendone la mancanza, ha coltivato il sogno di creare un’opera che accendesse una luce su autori locali scomparsi, viventi, affermati ed esordienti, per metterli in condizione di essere conosciuti, o riconosciuti se dimenticati, e di potersi confrontare tra loro, uscendo dalla solitudine che spesso contraddistingue chi scrive. Il progetto, quasi ciclopico, si è realizzato grazie all’adesione e collaborazione dei coautori Egidio Banti e Alberto Zattera. Per Bilotti c’è soddisfazione per aver concluso l’opera, ma persiste il rammarico che non ci sia nulla di simile nel mondo dell’arte, in particolare nella pittura.
Il volume, con il logo dell’Accademia Capellini, è composto da 277 schede per 642 pagine e ricomprende gli autori nati dal 1200 a oggi, rigorosamente nello spezzino, che abbiano pubblicato almeno un libro. Ad aprire la presentazione sono stati il Presidente dell’Accademia, Prof. Giovanni Benelli, i Sindaci della Spezia Pierluigi Peracchini e di Riccò del Golfo Loris Figoli, nonché il coordinatore del corpo accademico Franco Bonatti. Il volume è dedicato al Prof. Francesco d’Episcopo, che ha insegnato per anni presso l’Università di Napoli e ha dedicato alla letteratura ligure saggi fondamentali. L’accademico partenopeo, intervenuto alla cerimonia, nel suo discorso non ha mancato di sottolineare i legami e le assonanze che uniscono la sua Costiera Amalfitana con la Riviera Ligure, in particolare quella di Levante.
Dunque, un Dizionario in ordine alfabetico che si apre con Aldobrando da Corvara, nato nel XIV secolo, e si conclude con il Prof. Antonio Zollino, docente universitario alla Cattolica di Milano, la cui scheda, solo nei testi editi, riporta un numero impressionante di pubblicazioni e non a caso, nel 2010, ha conseguito il Premio Montale Fuori di Casa per la sezione critica letteraria. Scorrendo le schede, risulta sorprendente la varietà, complessità e rilevanza dei letterati spezzini che popolano il Dizionario, sia contemporanei sia scomparsi nei secoli. Non potevano ovviamente mancare nomi eminenti come Giovanni Giudici, il padrone di casa Giovanni Capellini, a cui sono giustamente dedicate oltre 10 pagine, Paolo Bertolani, Arrigo Petacco, Gino Patroni, Giancarlo Marmori, il cui valore è stato celebrato in un convegno nella mattinata, e persino un Papa, ovvero Tommaso Parentuccelli (Papa Niccolò V), le cui spoglie giacciono nei sotterranei di San Pietro.
Tra i contemporanei viene dato spazio al grande scrittore di bestseller Marco Buticchi, al noto critico d’arte Valerio Cremolini, all’Avvocato Piergino Scardigli, Roberto Centi, Beppe Mecconi, Maurizio Maggiani, Giorgio Pagano e anche al vincitore del Premio Campiello 2022, il giovanissimo Bernardo Zannoni.
E le donne scrittrici? Nelle parole del coautore Egidio Banti c’è la risposta: “Dalla seconda metà del Novecento in avanti non dico che siano prevalenti le donne fra le autrici di poesie, di saggi e di quant’altro, ma se la battono alla pari, perlomeno con i maschietti, diciamo così, e ancora naturalmente nei primi decenni del nuovo secolo. Questo è un particolare interessante di come nella Spezia contemporanea, intesa per contemporanea nel secondo dopoguerra, ripeto, qualche donna sia presente anche prima, ma dalla seconda guerra in avanti il numero cresce in maniera veramente incredibile e significativa.” E infatti ne troviamo molte, agguerrite e prolifiche, come Giovanna Riu, Rina Gambini, Francesca Del Santo, Pia Spagiari Benifei, Silvia Arfaioli e molte altre, tra cui la Prof.ssa Adriana Beverini, la cui scheda suggella tutto il suo lavoro di giornalista e saggista, con particolare attenzione alla Contessa di Castiglione, ma soprattutto per il suo infaticabile contributo nel Premio Lerici Pea e nel Premio Montale Fuori di Casa.
Il Dizionario è arricchito da significative e imperdibili prefazioni dei tre autori e del Prof. Francesco D’Episcopo, nonché da una postfazione di Giuseppe Benelli intitolata “Figure e simboli dell’identità spezzina”. Quel che emerge nelle loro riflessioni è come questo prezioso dizionario sia il frutto dell’utopia di Giovanni Bilotti, che da sempre ha coltivato quest’opera, considerata il completamento della sua magistrale “Storia della Letteratura spezzina e lunigianese”, pubblicata in 2 volumi nel 2022 e nel 2007 per le edizioni 5 Terre. Nel leggere la sua scheda contenuta nel Dizionario emerge non solo la prolificità letteraria, ma anche la modestia e il riserbo che gli hanno evitato qualsiasi vetrina: non a caso, più volte proposto per essere premiato dal Montale Fuori di Casa, non ha mai voluto cingersi di tale riconoscimento e di molti altri.


