
Un omaggio alla cattedrale e alla città devota al Preziosissimo Sangue: l’intervista al bancario e collezionista spezzino Antonio Guerrera che ha finanziato il recupero del capolavoro barocco.
È rimasto nell’ombra fino all’ultimo, svelando la propria identità solo insieme alla tela restaurata. Domenica scorsa, con l’esposizione al Museo Diocesano della “Gloria del Preziosissimo Sangue” di Domenico Fiasella, lo spezzino Antonio Guerrera si è presentato per la prima volta al pubblico come il promotore di questa meritevole iniziativa..
Il quadro di Domenico Fiasella (detto “il Sarzana”), uno dei maggiori esponenti della pittura ligure barocca, che era originariamente posizionato sopra l’altare del Santissimo Sacramento della cattedrale di Sarzana, è stato sottoposto a un attento restauro, ad opera di Francesca Gatti, che ha restituito al capolavoro del Fiasella i colori e la nitidezza logorati dai secoli. Un omaggio alla città di Sarzana che da sempre è devota al Preziosissimo Sangue e che conserva nella cattedrale una delle più antiche reliquie della cristianità.
Il dottor Antonio Guerrera, spezzino ma, come lui stesso si definisce, “sarzanese di elezione”, ha voluto, fino alla cerimonia ufficiale di esposizione del quadro alla cittadinanza, rimanere anonimo promotore e finanziatore di questo restauro. Persona schiva e riservata, Guerrera non parla volentieri di se stesso, eppure non è la prima volta che la sua generosità si è espressa in donazioni e contributi volti alla valorizzazione dell’arte: di recente ha prestato tre opere a stampa della sua collezione privata al Museo Lia, esposte nella mostra “La Madre e il Figlio”.
Gli chiediamo il perché di questa sua ritrosia a comparire, a esporsi.
In un mondo teso sempre più all’apparire, cosa ti ha spinto a rimanere in incognito come finanziatore di un restauro così importante come quello del quadro di Fiasella?
«Penso che il prestigio e la notorietà non debbano essere riservati a me: io sono solo un tramite per il compimento di un’opera che altri avrebbero potuto promuovere. I veri protagonisti, cui spetta il plauso, sono innanzitutto Domenico Fiasella, grande pittore sarzanese, e la restauratrice Francesca Gatti, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare in occasione della mostra “La Madre e il Figlio” al Museo Lia. Allora mi è venuta l’idea di commissionarle il restauro di un quadro di fondamentale importanza per la comunità sarzanese. In questi mesi io sono rimasto nell’ombra e mi è sembrato giusto così, anche se non è detto che la mia sia la strada da seguire: forse altri si sarebbero comportati diversamente».
Perché hai scelto proprio quest’opera, e perché in questo momento?

«Il quadro è profondamente radicato nella cultura sarzanese. Com’è noto, la città dedica ogni anno una processione in onore della reliquia del Preziosissimo Sangue: reliquia che è conservata nella cattedrale di Santa Maria Assunta ed è oggetto di profonda devozione da parte dei sarzanesi.
Io, pur essendo spezzino, sono molto legato a Sarzana, dove, fin da giovanissimo, mi recavo per frequentare l’ambiente degli antiquari, specie le librerie, che negli anni ‘80 erano numerose e fornitissime. Un’atmosfera che trovavo solo a Sarzana e che mi è rimasta nel cuore: oggi, purtroppo, è andata un po’ persa. Inoltre, nel momento in cui ho preso la decisione di promuovere il restauro del Fiasella, Sarzana era candidata a Capitale Italiana della Cultura: ho pensato che, sia in caso di vittoria, che di sconfitta (come purtroppo è accaduto), il restauro sarebbe stato comunque un assist per la città».
L’arte è da sempre la tua passione. Come e quando l’hai coltivata, pur dedicandoti agli impegni lavorativi e familiari? (Ricordiamo che Antonio Guerrera è laureato in Scienze Politiche e ha svolto la professione di bancario).
«Non sono l’unico che ha fatto di necessità virtù: lavorare in banca non era la mia massima aspirazione, ma mi consentiva di essere libero nei fine settimana, che dedicavo ai miei interessi culturali, spostandomi nelle città vicine della Toscana e dell’Emilia, partecipando ad aste e, pur non essendo né un artista né un critico d’arte, ho sviluppato una certa competenza in materia. Ciò mi ha consentito, nel corso degli anni, di crearmi delle piccole collezioni personali di stampe e libri antichi».

Ricordiamo che il dipinto restaurato rimarrà esposto al pubblico presso il Museo Diocesano di Sarzana fino al 28 giugno (venerdì, sabato e domenica dalle ore 16 alle 19:45). Dopo tale data, la tela verrà ricollocata nella sua sede originale, nella cattedrale di Santa Maria Assunta.
By Gabriella Mignani
Antonio Guerrera, spezzino, classe 1949, è laureato in Scienze Politiche all’Università di Pisa, dove ha svolto anche attività di ricercatore CNR presso l’Istituto di Studi storico-politici dello stesso ateneo. Successivamente, ha lavorato come funzionario della Cassa di Risparmio della Spezia. Da sempre è appassionato di arte e soprattutto di stampe antiche. Nel 2025 ha collaborato col Museo Lia per due mostre: “Naturale meraviglia” e “La Madre e il Figlio”. Ad aprile di quest’anno, ha pubblicato una raccolta di poesie “Scherzi in Versi” (Edizioni Il filo di Arianna, La Spezia).
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