<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>fede Archivi - Spezia Mirror</title>
	<atom:link href="https://speziamirror.it/tag/fede/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://speziamirror.it/tag/fede/</link>
	<description>by Giuseppe Rudisi</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 May 2025 11:06:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/05/cropped-cropped-logo_speziamirror_2-1-32x32.png</url>
	<title>fede Archivi - Spezia Mirror</title>
	<link>https://speziamirror.it/tag/fede/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La pace che manca, la voce che ascolta: un commento su Leone XIV</title>
		<link>https://speziamirror.it/la-pace-che-manca-la-voce-che-ascolta-un-commento-su-leone-xiv/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-pace-che-manca-la-voce-che-ascolta-un-commento-su-leone-xiv</link>
					<comments>https://speziamirror.it/la-pace-che-manca-la-voce-che-ascolta-un-commento-su-leone-xiv/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Pisacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 11:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[agostiniani]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[elezione papa]]></category>
		<category><![CDATA[Erika Pisacco]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[Leone XIII]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
		<category><![CDATA[teologia]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Vin Mariani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://speziamirror.it/?p=5401</guid>

					<description><![CDATA[<p>Leone XIV e la speranza di una pace  e un equilibrio possibile Sono stata piacevolmente colpita dalla commozione di Leone XIV. Il nome è un programma, come da consuetudine apostolica. Onestamente ha un compito mondiale arduo, sembra che ogni realtà politica e sociale viaggi verso una sicura deriva e gli occhi guardano al papa. Questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/la-pace-che-manca-la-voce-che-ascolta-un-commento-su-leone-xiv/">La pace che manca, la voce che ascolta: un commento su Leone XIV</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-5404 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/495576748_1243140563846151_6870693551704929847_n-240x300.jpg" alt="" width="265" height="331" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/495576748_1243140563846151_6870693551704929847_n-240x300.jpg 240w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/495576748_1243140563846151_6870693551704929847_n-819x1024.jpg 819w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/495576748_1243140563846151_6870693551704929847_n-768x960.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/495576748_1243140563846151_6870693551704929847_n-1024x1280.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/495576748_1243140563846151_6870693551704929847_n.jpg 1085w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></p>
<p><strong>Leone XIV e la speranza di una pace  e un equilibrio possibile</strong><br />
Sono stata piacevolmente colpita dalla commozione di Leone XIV. Il nome è un programma, come da consuetudine apostolica. Onestamente ha un compito mondiale arduo, sembra che ogni realtà politica e sociale viaggi verso una sicura deriva e gli occhi guardano al papa. Questo aspetto è curioso: si spera da questo Capo di Stato una salvezza ed un equilibrio che hanno del miracoloso e la sua bianca figura che saluta con un liturgico: &#8220;La pace sia con tutti Voi!&#8221; fa ben sperare anche se, in tutta onestà, non mi aspettavo nulla di diverso. Dicono sia un uomo che ascolta molto e questo è sicuramente un punto di forza in un mondo dove tutti giochiamo a chi urla più forte.</p>
<p><strong>Dal passato alle sfide del presente</strong><br />
Prendiamo il caso di Leone XIII, che da novantenne regnava eccome. Malgrado l’età, alla fine dell’800 era apparso in un breve filmato e aveva persino registrato la sua voce mentre salmodiava il <em>Pater noster</em>. Una voce gioviale, profonda: trovate tutto su Youtube. E beveva vino e coca: d’accordo, la cosa fa ridere ma alla fine dell’800 il Vin Mariani (cfr. nota sottostante) era un prodotto che faceva molto tendenza e rompeva assolutamente gli schemi moralisti dell’epoca. Si trattava di un vino additivato con la cocaina in piccole dosi, inventato nel 1863 da un imprenditore corso di nome Angelo Mariani, il quale aveva provato la polverina su di sé. Era rimasto estasiato: la coca “possiede la preziosissima qualità di eccitare il sistema nervoso e di farci godere, con la sua fantasmagoria, uno dei maggiori piaceri della vita”. Questo un simpatico aneddoto per raccontare che nel palazzo apostolico si conosce anche il lato più gioviale dell’umanità. Leone XIII ha rinnovato la laicità della Chiesa, questo sarebbe importante anche oggi.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-5277 alignright" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_3885-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_3885-300x169.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_3885-1024x576.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_3885-768x432.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_3885-1536x864.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_3885-1280x720.jpg 1280w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_3885.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>Una fede da riscrivere tra Agostino, Lutero e Gesù l’Ebreo</strong><br />
Ho fatto un sondaggio tra amici del mondo luterano e del mondo ebraico e le speranze sono condivise. Il legame con la figura di Lutero può essere scontato per un agostiniano e io spero lo sia, che lo Spirito profondo di Lutero riesca ad essere ascoltato finalmente riequilibrando quello di Sant’Agostino che ha avuto delle posizioni davvero poco felici e, a tutt’oggi, continua a fare testo nelle più rinomate scuole teologiche.<br />
Beh, sarebbe davvero interessante un papa che riuscisse a fare politica attraverso una più attenta teologia, a suo tempo i “Padri della Chiesa” furono in grado di fondare la potenza che ancora oggi invochiamo come mondiale, bellissimo compito per un Leone agostiniano che ha un mondo lacerato ed una fede che si basa ormai solo sul piccolo moralismo e le banali pratiche devozionali.<br />
Una personale richiesta per Leone XIV, che ricorda il biblico Leone di Giuda, si possa tornare a parlare dell’Ebreo Gesù nella più autentica teologia cattolica!</p>
<p><strong>By Erika Pisacco</strong></p>
<p><strong>NdR:<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong> <em>Quando Leone XIII brindava al Vin Mariani. Alla fine dell’Ottocento, Papa Leone XIII divenne uno dei più noti estimatori del Vin Mariani, un tonico a base di vino rosso e foglie di coca, allora molto in voga. Convinto delle sue virtù ricostituenti, il pontefice concesse una medaglia d’onore al suo inventore, Angelo Mariani, e apparve persino in una pubblicità, lodando il prodotto per la capacità di restituire energia e vigore. All’epoca la cocaina non era considerata pericolosa, e la figura del papa che ne faceva uso in forma tonica testimonia un rapporto più diretto e umano con il corpo e la modernità scientifica. La Coca Cola ai suoi esordi utilizzava tra gli ingredienti anche foglie di cocaina.</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: 12pt;"><strong>Erika Pisacco</strong>: Scrittrice, editor e grafica editoriale collabora con la Casa Editrice Il Filo di Arianna,  di cui è anche responsabile sez. fiere e autori. Fa parte del direttivo A.I.D.E.A., dove tiene corsi di scrittura creativa e public speaking. Socio fondatore e vc. presidente dell&#8217;associazione filodrammatica: Il Filo di Arianna &#8220;Comme çi comme ça&#8221;</span></em></p>
</blockquote>
<p>(riproduzione riservata)</p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/la-pace-che-manca-la-voce-che-ascolta-un-commento-su-leone-xiv/">La pace che manca, la voce che ascolta: un commento su Leone XIV</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://speziamirror.it/la-pace-che-manca-la-voce-che-ascolta-un-commento-su-leone-xiv/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Cattedrale compie 50 anni: tra celebrazioni solenni e un amore non del tutto sbocciato</title>
		<link>https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia</link>
					<comments>https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2025 16:38:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[architettura moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale Cristo Re]]></category>
		<category><![CDATA[Cristo Re]]></category>
		<category><![CDATA[critica estetica]]></category>
		<category><![CDATA[eventi religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione cattedrale Cristo Re]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Europa]]></category>
		<category><![CDATA[storia cittadina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://speziamirror.it/?p=5214</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Spezia celebra i 50 anni della Cattedrale di Cristo Re Sono trascorsi solo 50 anni, eppure il 3 maggio 2025 rappresenta un anniversario importantissimo per La Spezia: quello dell’inaugurazione della Cattedrale di Cristo Re, avvenuta nel 1975. La chiesa sorge in quella che era la zona del Montetto, la collinetta che separava il Levante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/">La Cattedrale compie 50 anni: tra celebrazioni solenni e un amore non del tutto sbocciato</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><img decoding="async" class=" wp-image-5217 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4609-225x300.jpeg" alt="" width="275" height="367" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4609-225x300.jpeg 225w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4609-768x1024.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4609-1152x1536.jpeg 1152w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4609-1024x1365.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4609.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /> La Spezia celebra i 50 anni della Cattedrale di Cristo Re</strong></h3>
<p>Sono trascorsi solo 50 anni, eppure il 3 maggio 2025 rappresenta un anniversario importantissimo per La Spezia: quello dell’inaugurazione della Cattedrale di Cristo Re, avvenuta nel 1975.</p>
<p>La chiesa sorge in quella che era la zona del Montetto, la collinetta che separava il Levante della città dal suo centro. La sua costruzione rappresentò, da un punto di vista architettonico, una scelta innovativa e anticipatrice dei tempi. Le foto dell’epoca mostrano una grande partecipazione popolare alla cerimonia inaugurale, alla presenza delle autorità civili e dei vertici del clero. Tuttavia, non tutta la città accolse con entusiasmo quell’evento: molti cittadini vedevano nell’opera uno spreco eccessivo in una fase storica in cui le condizioni economiche della popolazione, in particolare degli operai, erano difficili.</p>
<p>Eppure, la necessità di una cattedrale che riunisse l’intera comunità ecclesiale della diocesi era in agenda da decenni. Già negli anni Trenta, proprio nello stesso luogo, si stava progettando una chiesa dallo stile più tradizionale, conforme al gusto dell&#8217;epoca. Tuttavia, il sopraggiungere della Seconda Guerra Mondiale — devastante per la città e la sua popolazione — congelò il progetto. Per molto tempo, nonostante la chiesa di Santa Maria Assunta in piazza Beverini avesse subito pesanti danni a causa dei bombardamenti così come l&#8217;adiacente palazzo comunale, la costruzione della nuova Cattedrale rimase in sospeso.</p>

<a href='https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/img_4629/'><img decoding="async" width="225" height="300" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4629-225x300.jpeg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4629-225x300.jpeg 225w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4629-768x1024.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4629-1152x1536.jpeg 1152w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4629-1024x1365.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4629.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>
<a href='https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/img_4613/'><img decoding="async" width="225" height="300" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4613-225x300.jpeg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4613-225x300.jpeg 225w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4613-768x1024.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4613-1152x1536.jpeg 1152w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4613-1024x1365.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4613.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>
<a href='https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/img_4611/'><img decoding="async" width="225" height="300" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4611-225x300.jpeg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4611-225x300.jpeg 225w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4611-768x1024.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4611-1152x1536.jpeg 1152w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4611-1024x1365.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4611.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>

<p>Fu solo nel 1975, tra contestazioni e speranze, che La Spezia poté finalmente inaugurare la sua cattedrale. Da una parte c’era chi riteneva inutile un’opera così imponente, dall&#8217;altra una comunità di fedeli che finalmente trovava una sede adeguata per le necessità liturgiche diocesane nonostante la chiesa di Santa Maria Assunta, fino ad allora cattedrale della Diocesi, fosse stata declassata.</p>
<p>Per celebrare questo importante anniversario, sono stati organizzati numerosi eventi. Tra questi, la pubblicazione di un pregevole volume edito da Edizioni Giacché e curato da Alfredo Milazzo, che ripercorre la storia della genesi della cattedrale e descrive la situazione cittadina dell’epoca, corredato da molte fotografie d’epoca e recenti. Saranno inoltre inaugurate mostre e convegni, e si terrà una &#8220;Festa dei Giovani&#8221; con la partecipazione di Don Luigi Maria Epicopo un sacerdote-scrittore molto seguito sui social dal pubblico più giovane.</p>
<p>Dal punto di vista liturgico, il momento culminante sarà la Santa Messa solenne che si terrà il 3 maggio alle ore 10:30, presieduta da Monsignor Marco Tasca, arcivescovo e metropolita di Genova. Concelebreranno Monsignor Luigi Ernesto Palletti, vescovo diocesano, e vari vescovi liguri. È prevista anche la partecipazione di Sua Eminenza il Cardinale Angelo Acerbi, se gli impegni legati al Conclave lo permetteranno.</p>

<a href='https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/img_4630/'><img decoding="async" width="640" height="480" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4630-1024x768.jpeg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4630-1024x768.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4630-300x225.jpeg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4630-768x576.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4630-1536x1152.jpeg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4630.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a>
<a href='https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/img_4616/'><img decoding="async" width="640" height="480" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4616-1024x768.jpeg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4616-1024x768.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4616-300x225.jpeg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4616-768x576.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4616-1536x1152.jpeg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4616.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a>
<a href='https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/img_4610/'><img decoding="async" width="640" height="480" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4610-1024x768.jpeg" class="attachment-large size-large" alt="" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4610-1024x768.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4610-300x225.jpeg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4610-768x576.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4610-1536x1152.jpeg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4610.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a>

<p>Questa ricorrenza può rappresentare anche un’occasione per una sorta di riconciliazione tra la città e la sua Cattedrale. Bisogna riconoscerlo: l’edificio non è mai stato particolarmente amato dagli spezzini, almeno nei primi decenni. Le ragioni furono molteplici: non solo il costo eccessivo, la tempistica della costruzione, ma anche politici: clero e potere democristiano erano molto compenetrati, c&#8217;erano molte resistenze ad un progresso dei diritti civili (divorzio, aborto, lotte operaie e studentesche, emancipazione femminile), famoso all&#8217;epoca un meme antesignano ovvero un manifesto anonimo apparso sui muri della città con un testo telegrafico forse redatto da Gino Patroni o da Vaccarone recitava: &#8220;i<em>mpossibilitato partecipare inaugurazione cattedrale causa ustioni di 3° grado firmato &#8220;Giordano Bruno&#8221;.</em></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-5231 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4258-212x300.jpeg" alt="" width="240" height="340" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4258-212x300.jpeg 212w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4258-725x1024.jpeg 725w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4258-768x1085.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_4258.jpeg 906w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></p>
<p>Tuttavia, con il passare degli anni, il giudizio su Cristo Re è lentamente cambiato. Da un punto di vista architettonico, la cattedrale rappresenta un’opera innovativa e di grande valore. La sua collocazione urbanistica è significativa: sorge sul lato estremo di quel che resta del Montetto, al centro di piazza Europa, affiancata dai palazzi del Comune e della Provincia. Purtroppo, il contesto urbano è parzialmente compromesso dalla presenza di alcuni palazzi preesistenti nel lato di levante privi di pregio, ma l’insieme della piazza, con le sue nuove fontane e il pavimento recentemente restaurato, conserva un equilibrio estetico che regala uno spettacolo inaspettato di vivibilità e bellezza.</p>
<p>È sempre difficile abituare l’occhio a una nuova opera architettonica non convenzionale. Personalmente — scrive chi vi racconta queste impressioni — quando vidi per la prima volta piazza Verdi ristrutturata con gli archetti di Buren, la reazione fu di sgomento: sembrava una ferita nel tessuto cittadino. Oggi, dopo centinaia di passaggi, posso dire di trovarla bellissima e perfettamente integrata così come lo è la Cattedrale che domina Piazza Europa dandole uno slancio quasi mistico.</p>
<p>Certo, nell&#8217;interno della Cattedrale forse mancano ancora opere artistiche più consistenti (quelle che ci sono sono l’altare, il pulpito e altri elementi architettonici comunque pregevoli) e una presenza più qualificata di artisti locali che possano arricchirne l&#8217;interno.</p>
<p>È quindi giunto il momento che la Cattedrale di Cristo Re, superati i suoi primi cinquant’anni, viva una seconda giovinezza e venga riconosciuta non solo come sede liturgica, ma anche come emblema di una città che è diventata meta di milioni di turisti qualificandola a pieno titolo come un luogo simbolo della Spezia. Un monumento che, con le sue forme e la sua storia, racconta di una città che comunque ha saputo guardare avanti.</p>
<p>(riproduzione riservata)</p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/">La Cattedrale compie 50 anni: tra celebrazioni solenni e un amore non del tutto sbocciato</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://speziamirror.it/cattedrale-cristo-re-50-anni-la-spezia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un dialogo con Alfredo Bianchi Scalzi: memoria, Liguria e il senso della vita</title>
		<link>https://speziamirror.it/un-dialogo-con-alfredo-bianchi-scalzi-memoria-liguria-e-il-senso-della-vita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-dialogo-con-alfredo-bianchi-scalzi-memoria-liguria-e-il-senso-della-vita</link>
					<comments>https://speziamirror.it/un-dialogo-con-alfredo-bianchi-scalzi-memoria-liguria-e-il-senso-della-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marisa Vigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 10:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Bianchi Scalzi]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[dubbio]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[male]]></category>
		<category><![CDATA[Prof.ssa Marisa Vigo]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[teologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://speziamirror.it/?p=4445</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi la partecipata lettera di Alfredo Bianchi Scalzi sul tema del Male e dell&#8217;esistenza di Dio ha catalizzato l&#8217;attenzione di molti. I numerosi commenti FB hanno evidenziato varie interpretazioni anche contrapposte, frutto di pensiero libero e dialogo rispettoso. Abbiamo posto all&#8217;Autore alcune domande e le sue risposte fanno capire quanto il rapporto fra generazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/un-dialogo-con-alfredo-bianchi-scalzi-memoria-liguria-e-il-senso-della-vita/">Un dialogo con Alfredo Bianchi Scalzi: memoria, Liguria e il senso della vita</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" wp-image-4338 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/letteera-vigo-300x171.webp" alt="" width="260" height="148" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/letteera-vigo-300x171.webp 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/letteera-vigo-1024x585.webp 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/letteera-vigo-768x439.webp 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/letteera-vigo-1536x878.webp 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/letteera-vigo.webp 1792w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" />Nei giorni scorsi la partecipata <a href="https://speziamirror.it/lettera-aperta-bianchi-scalzi-dio-male/">lettera </a>di Alfredo Bianchi Scalzi sul tema del Male e dell&#8217;esistenza di Dio ha catalizzato l&#8217;attenzione di molti. I numerosi commenti FB hanno evidenziato varie interpretazioni anche contrapposte, frutto di pensiero libero e dialogo rispettoso. Abbiamo posto all&#8217;Autore alcune domande e le sue risposte fanno capire quanto il rapporto fra generazioni possa tradursi in fonte di conoscenza per i giovani e in antidoto contro la solitudine per gli anziani.</p>
<p><em>Quale effetto ha avuto su di Lei questa reazione così animata da parte dei lettori?</em></p>
<p>Gentile professoressa Vigo, desidero innanzi tutto ringraziare Lei per aver pubblicato sul magazine online <em>SpeziaMirror </em>le mie considerazioni su Dio e il problema del Male nel mondo. Confesso di essere stupito per l’inaspettato numero di lettori che hanno voluto contribuire con i loro commenti a una libera e civile discussione sui difficili temi da me proposti, indipendentemente dalla loro personale posizione di credenti religiosi o di atei. Ciò dimostra che la nostra società non è poi così arida e superficiale come spesso appare. Rinnovo di cuore il mio ringraziamento a Paola Commissati Bellotti, Ettore Fobo con il suo cenacolo poetico, Matteo Nerbi, Sergio Giovannetti, Manuela Seletti, Casa Editrice <em>Il filo di Arianna</em> di Erika Pisacco, Barbara Trivelli, Rosanna Carletti, Catia Cidale, Jenny Santagati, Claudio G. Pompei, Francesca Francinella, Serena Cortinovi con Flavio Sasso, Marta Riotti, Giovanni Ronzoni, Danilo Francescano, Roberto Caracci, Flavio Flavus Provini, Stefania Contardi, Sergio Benedetto Sabetta. Ringrazio naturalmente anche tutti i lettori che hanno espresso apprezzamento con un “mi piace”.</p>
<p><em>Perché in quasi tutte le Sue 11 opere, molte delle quali pubblicate dalla casa editrice Terre Sommerse di Roma, il legame con la Liguria, Dagli aridi scogli &#8211; titolo del Suo ultimo libro &#8211; è così esclusivo?</em></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-4468 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/m0272-2004-Camogli-barche-nel-porto-45X60-venduto-218x300.jpg" alt="" width="244" height="336" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/m0272-2004-Camogli-barche-nel-porto-45X60-venduto-218x300.jpg 218w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/m0272-2004-Camogli-barche-nel-porto-45X60-venduto-746x1024.jpg 746w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/m0272-2004-Camogli-barche-nel-porto-45X60-venduto-768x1055.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/03/m0272-2004-Camogli-barche-nel-porto-45X60-venduto.jpg 852w" sizes="(max-width: 244px) 100vw, 244px" /></p>
<p>Genova è la città in cui sono nato e che dovetti dolorosamente abbandonare all’età di 5 anni a causa della guerra. Il suo ricordo, e quello dell’intera Liguria dove, da ragazzo, trascorsi delle meravigliose estati camogliesi, è radicato nel mio cuore come dimostrano molti dei libri da me pubblicati. L’ultimo di essi, <em>Dagli aridi scogli</em> del 2022, ha ottenuto il patrocinio della Regione. In esso raccolgo una piccola rassegna di curiosità e dettagli storici regionali meno noti al grande pubblico. Ormai sono avanti negli anni e viaggio poco, ma in passato, ogni qualvolta potevo, tornavo a respirare una boccata d’aria nativa e, con grande commozione, ho potuto anche rivedere la prima casa della mia vita grazie all’ospitalità degli attuali abitanti. Si trova sulle alture della città, alle spalle del castello d’Albertis, e dalle finestre lo sguardo poteva spaziare su una digradante fuga di tetti d’ardesia, gronde, cimase, abbaini e logge, fino alla zona occidentale del porto e oltre la diga foranea, di là dalla quale mare e cielo si confondevano Lassù, in quell’età a cavallo tra la fine degli anni Trenta e i primi Quaranta, il traffico e i rumori erano quasi inesistenti. Ciò permetteva di riconoscere a distanza l’ansimare asmatico delle funicolari e la sirena delle navi in entrata o in uscita dallo scalo che aggiravano con larga manovra la diga foranea ed erano visibili a occhio nudo. Su quelle navi mio padre, capitano di Marina, partiva e ciò era molto triste. Ma su quelle stesse navi poi egli tornava, e ciò era fonte di gioia. Anche se allora ero piccolissimo, rammento come in fotografia quelle esperienze. Nel tempo Genova è diventata per me un luogo dell’anima, come scrive di lei il grande poeta Giorgio Caproni, livornese di nascita ma genovese nel cuore. Questo mio amore, tuttavia, non è “esclusivo”: vivo da oltre ottanta anni nella incomparabile Roma che ci accolse a braccia aperte quando vi sfollammo nell’estate del 1943, senza mai farci sentire forestieri. Qui sono diventato adulto, ho studiato, lavorato, messo su famiglia. La capitale d’Italia è ormai la mia seconda città del cuore e sono fiero di potermi considerare anche io un po’ romano.</p>
<p><em>Lei, baldo ottantaseienne, ancora vivace e dinamico, quale valore assegna alla forza della memoria?</em></p>
<p>Effettivamente non posso lamentarmi per le ancora buone condizioni fisiche e soprattutto per la non perduta freschezza mentale anche se, purtroppo, ogni tanto perdo dei colpi. Assegno un’importanza altissima alla memoria che mi consente di rivivere momenti anche lontanissimi  nel tempo.  Credo che la mia risposta alla domanda precedente lo dimostri. Forse è un dono naturale o forse dipende anche dalla sfiancante ginnastica mentale a cui venni sottoposto negli anni scolastici, come per tutti gli studenti di allora e come anche Lei, professoressa, ricorda certamente molto bene. Dovevamo imparare a memoria una massa incredibile di nozioni: decine di poesie, brani in prosa, date storiche, i nomi delle capitali mondiali e il numero dei loro abitanti, la sorgente e la lunghezza dei fiumi, l’altezza dei monti… Ricordo ancora perfino le favole di Fedro in latino e provo un intimo piacere nell’evocare con la mente passi dell’Iliade e dell’Odissea o i versi leopardiani e carducciani. Ringrazio quelle fatiche, spesso notturne, e non penso che siano stati sforzi inutili come invece sostengono coloro che criticano gli insegnamenti di allora definendoli sterile nozionismo.</p>
<p><em>Che cosa sente di esprimere, guardando i processi storici incontrati nei due secoli della Sua vita?</em></p>
<p>Come già detto, sono nato alla vigilia della 2° guerra mondiale e ho vissuto quegli anni fra le paure dei bombardamenti, che specialmente a Genova erano frequenti, le fughe nei ricoveri, il forzato abbandono della casa natale i lunghi angosciosi silenzi di mio padre combattente<br />
in Africa Orientale e poi prigioniero degli inglesi, il sospirato arrivo della pace e della ricostruzione postbellica. Ho goduto, come tutti gli italiani, di ottanta anni di democratica pace europea nell’ingenua illusione che certe passate brutture fossero state sepolte per sempre. Da qualche tempo, invece, le cose stanno cambiando e fosche nubi si addensano all’orizzonte. Non temo molto per me che ormai ho consumato quasi tutto il tempo assegnatomi dal destino o dalla divina Provvidenza, e non sono terrorizzato dall’idea della morte avendo assimilato il pensiero epicureo che è sciocco temerla perché di fatto noi non la incontreremo mai: finché ci siamo noi non c’è lei e quando c’è lei noi non ci siamo più. Temo però fortemente per i miei figli e nipoti che potrebbero trovarsi ad affrontare rischi terrificanti, assai peggiori di quelli del secolo scorso. Historia docet, dicevano i latini ma, all’atto pratico, tale insegnamento, da Caino in poi, viene ricorrentemente disatteso da una<br />
umanità incosciente e testarda che fabbrica con le sue stesse mani gran parte dei mali del mondo. E qui, La rimando alle riflessioni della mia lettera dalle quali siamo partiti.</p>
<p><em>Per formazione classica e per esperienza, può dare dei consigli ai giovani di oggi?</em></p>
<p>Dare consigli non è il mio mestiere anche perché essi, il più delle volte, restano inascoltati. L’ho sperimentato perfino con i miei figli che, in molte cose, hanno fatto di testa loro. Forse è giusto così, perché ognuno deve costruirsi la vita a modo suo, gioendo dei successi e imparando a proprie spese dalle sconfitte. Oltre tutto, nel dare consigli spesso non richiesti, si rischia di scivolare nella banalità, nella ovvietà, nel fastidioso trito e ritrito. Cosa rispondere dunque alla Sua domanda che richiama addirittura la mia formazione classica? Dico ai giovani,<br />
semplicemente, non scegliete negli studi la strada comoda perché sono le salite faticose a rinforzare i polpacci e a permettervi di raggiungere la meta.</p>
<p><em>Ironico e goliardico, tra gli esilaranti aforismi dei Càrmina Burína (non Burana!) Lei scrive di sé: </em><em>Del goethiano Werther i dolori / sono per me faccenda superata, / e tuttavia mi turba inalterata / la seduzione dei carnali amori. </em><em>Passando dall’occhio vispo e birichino all’essenza del sentimento, memore anche degli errori commessi, fornisce una ricetta per dare e ricevere amore?</em></p>
<p>Consigli… ricetta… Lei, cara professoressa, pretende troppo da me. I versi che cita risalgono al 2018 e nei <em>Càrmina Burína</em> stanno sotto il titolo <em>Ottuagenarie debolezze</em>. Da allora sono trascorsi 7 anni che, alla mia età, valgono il doppio. Quelle seduzioni sono ormai spente del tutto avendo io raggiunto, finalmente, la pace dei sensi. È pur vero che l’occhio vispo e birichino, di cui Lei mi fa spiritosamente omaggio, ha sempre sfarfallato fior da fiore durante la vita, sebbene io avessi una moglie stupenda che tutti mi invidiavano. Disse l’attore Gino Cervi che la più diffusa malattia degli occhi è l’amore a prima vista. Ognuno ha le sue debolezze e riconosco di avere in questo campo molte cose da farmi perdonare. Gli errori commessi stanno lì pietrificati e quasi tutti insanabili, con effetti negativi che permangono nel tempo. Concludo con un’altra citazione, questa volta dello scrittore Valerio Zecchini: Se hai un amore, lascialo libero. Forse uno dei segreti per non sciupare questo sentimento così delicato e così vulnerabile, sta anche nel non comprimere la libertà della persona amata sia essa un figlio o un compagno di vita. Dio stesso, che non aveva alcun bisogno di crearci e lo ha fatto solo per amore, ci lascia liberi di accettarlo o di rifiutarlo. Con questa affermazione apodittica che, in quanto tale, ha valore soltanto per chi crede all’esistenza di un Essere soprannaturale, desidero concludere riallacciandomi al contenuto della mia lettera pubblicata su <em>SpeziaMirror</em>. Rinnovo i ringraziamenti a Lei, gentile professoressa, a SpeziaMirror e a tutti coloro che avranno la voglia e la pazienza di leggere.</p>
<blockquote><p>Al simpatico Alfredo auguriamo di proseguire il fertile percorso letterario e ci uniamo al giudizio su di lui espresso da Giorgio Caproni in una lettera personale: &#8230;<em>aver avuto il piacere di leggere e rileggere più volte la Sua scrittura</em>. By Prof.ssa Marisa Vigo</p></blockquote>
<p>Il quadro della copertina e quello nell&#8217;articolo rappresentano il Porto di Camogli e sono opera della pittrice milanese  <a href="https://www.mitti.it/">Mitti Piantanida</a></p>
<p><a href="https://speziamirror.it/lettera-aperta-bianchi-scalzi-dio-male/">Leggi qui la lettera di Bianchi Scalzi che ha suscitato una così partecipata discussione.</a></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-2617" src="https://www.bellami.it/wp-content/uploads/2015/03/alfredo.jpg" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" srcset="https://www.bellami.it/wp-content/uploads/2015/03/alfredo.jpg 160w, https://www.bellami.it/wp-content/uploads/2015/03/alfredo-150x150.jpg 150w" alt="Alfredo Bianchi Scalzi" width="103" height="103" /></p>
<blockquote><p><span style="font-size: 8pt;"><strong>Alfredo Bianchi Scalzi</strong> è nato nel 1938 a Genova, città che dovette abbandonare ancor bambino a causa delle vicende belliche. Trasferitosi con la famiglia a Roma, vi ha compiuto gli studi classici e, in età adulta, il corso di Giurisprudenza presso l’Ateneo “La Sapienza” di Roma con tesi in diritto penale per poi intraprendere la carriera bancaria. Ha pubblicato le raccolte <em>Aghi di pino</em> (Villar Editore, Roma 1967),<em> Questa nostra creta antica </em>(Seledizioni, Bologna 1974), <em>Orme d’acqua</em> (Maremmi Editori, Firenze 2003); per la Terre Sommerse di Roma <em>In limine portus </em>( 2013), <em>Le ore dell’Acquasola </em>(2015), <em>La luce nera </em>(2016), <em>Càrmina burína e memorie di un succhiainchiostro </em>(2018, con lo pseudonimo di Cardellino Fischiabaz, anagramma integrale di Alfredo Bianchi Scalzi), <em>Estroversi </em>(2019), <em>Viva l’Aradio </em>(2021), <em>Dagli aridi scogli </em>(2022) con il patrocinio della Regione Liguria.  Ha collaborato per alcuni anni al periodico <em>Voce romana </em>diretto dal poeta e storiografo Giorgio Carpaneto e alle riviste <em>Spazio Oltre </em>ed  <em>È tempo di cultura.</em> Si sono occupati del suo percorso poetico fra gli altri: Carlo Martini, Giorgio Carpaneto e, in lettere personali, Giorgio Caproni e Vittorio G. Rossi.      È presente in varie antologie e nel <em>Dizionario dei poeti</em>, curato da Raimondo Venturiello e Annamaria Scavo (edito da “Pagine” di Roma nel 2006) e ha ottenuto riconoscimenti in vari concorsi nazionali e internazionali. Attualmente è in corso di stampa, presso l’editrice Terre Sommerse di Roma, il libro <em>Aforismi e pensieracci</em> ed è in via di completamento l’antologia <em>Stagioni </em>nella quale l’autore raccoglie una selezione delle sue opere sia di versi sia di prose.  Oltre all’attività letteraria,  Bianchi Scalzi si è dedicato, con impegno discontinuo e solo per diletto personale, al canto lirico, inizialmente con il maestro Piervenanzi e poi con i tenori siciliani Pietro Milana e Salvatore Puma. Per alcuni anni ha fatto parte della corale romana Sant’Achille diretta dal maestro Angelo Scettri, cantando in alcuni concerti anche da baritono solista.</span></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-1227 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-300x276.jpg" alt="" width="170" height="156" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-300x276.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-1024x943.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-768x708.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-1536x1415.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651.jpg 1920w" sizes="(max-width: 170px) 100vw, 170px" /></p>
<p><span style="font-size: 8pt;"><strong>Prof.ssa MARISA VIGO</strong> nasce e risiede alla Spezia, frequenta il Liceo classico Lorenzo Costa, si laurea nel 1971 in Lettere classiche all&#8217;Università di Pisa con una tesi in epigrafia greca, discussa con l&#8217;esimio prof. Giuseppe Nenci, ordinario di Storia greca e romana, poi titolare della cattedra di Storia greca alla Scuola Normale. Avvia la sua carriera di docente nelle scuole medie superiori, ricoprendo per anni la funzione di  vicepreside e poi di preside. Come docente sostiene e inaugura una progettualità che unisce conoscenze e competenze, mettendo in contatto gli studenti con le attività produttive del territorio e la sua storia. Prepara convegni e corsi di aggiornamento per docenti, programma l&#8217;alternanza scuola-lavoro, riceve l&#8217;approvazione della Regione Liguria al corso post-diploma che consente occupazione a un numero selezionato di giovani meritevoli. Consigliere Comunale nel 1993 nella lista civica Democrazia e Solidarietà del dott. Renzo Tonelli, fondatore del Centro Vita per la prevenzione e la cura dei tumori. Dal 2013 &#8211; 2024: per tre anni giurata e per nove presidente di giuria del Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana. Critica letteraria, redige prefazioni e recensioni a opere di poesia, narrativa e saggistica.</span></p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/un-dialogo-con-alfredo-bianchi-scalzi-memoria-liguria-e-il-senso-della-vita/">Un dialogo con Alfredo Bianchi Scalzi: memoria, Liguria e il senso della vita</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://speziamirror.it/un-dialogo-con-alfredo-bianchi-scalzi-memoria-liguria-e-il-senso-della-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Lettera aperta di Alfredo Bianchi Scalzi: Dio e il problema del male&#8221;</title>
		<link>https://speziamirror.it/lettera-aperta-bianchi-scalzi-dio-male/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lettera-aperta-bianchi-scalzi-dio-male</link>
					<comments>https://speziamirror.it/lettera-aperta-bianchi-scalzi-dio-male/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marisa Vigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 15:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Bianchi Scalzi]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[dubbio]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[male]]></category>
		<category><![CDATA[Prof.ssa Marisa Vigo]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[teologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://speziamirror.it/?p=4328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da Roma è pervenuta alla redazione la lettera aperta e introspettiva che segue del poeta e scrittore Alfredo Bianchi Scalzi, nativo di Genova, legatissimo alla nostra splendida Liguria. Chi lo desideri, può rispondere e manifestare liberamente il proprio pensiero su di un tema dibattuto da secoli e sempre attuale, sollecitato di continuo dalle realtà apprese, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/lettera-aperta-bianchi-scalzi-dio-male/">&#8220;Lettera aperta di Alfredo Bianchi Scalzi: Dio e il problema del male&#8221;</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;">Da Roma è pervenuta alla redazione la lettera aperta e introspettiva che segue del poeta e scrittore Alfredo Bianchi Scalzi, nativo di Genova, legatissimo alla nostra splendida Liguria. Chi lo desideri, può rispondere e manifestare liberamente il proprio pensiero su di un tema dibattuto da secoli e sempre attuale, sollecitato di continuo dalle realtà apprese, viste, vissute ogni giorno. </span><span style="font-size: 10pt;">L&#8217;autore, di fede cattolica e praticante, è consapevole dei limiti e delle fragilità umane, dei dubbi e interrogativi che assillano e disorientano. I lettori credenti, agnostici, laici, scettici, pessimisti o inclini alla speranza possono dar voce alla loro mente che ha il potere di far sentire vivi donne e uomini&#8230;</span></p>
<p>_______________________________________________________________________________________</p>
<blockquote><p><em><strong>&#8230;Dio e il problema del male</strong></em></p>
<p><em>Anni fa, una utente Facebook, mostrò la foto di un ragazzino quattordicenne massacrato dal patrigno per aver difeso da uno stupro la sorellina di sei anni. La foto era corredata dalla domanda “Dio dov’era?”. L’interrogativo del perché nel mondo vi siano dolore, violenza, ingiustizia, sostanzialmente il Male, inquieta da sempre l’animo umano e i tentativi di risposta sono purtroppo blandi e insoddisfacenti. Ci stanno provando da millenni, teologi, filosofi, scienziati, intellettuali credenti o atei, ognuno con le sue architetture mentali, supposizioni, suggestioni, speranze e scetticismi, ognuno con sue personali spiegazioni che in realtà non dimostrano nulla. Se, infatti, si fosse raggiunta una unanimità di pareri e di convinzioni, saremmo tutti appagati e forse di tali questioni metafisiche nessuno sentirebbe piú il bisogno di parlare. Invece siamo sempre qui a scervellarci in ipotetiche congetture. Forse noi stessi qualche volta, in momenti di sofferenza personale, abbiamo implorato “Signore, ci sei? Signore, ascolti la mia preghiera?”. E anche di fronte a drammi mondiali, sia quelli di origine naturale come terremoti, alluvioni, carestie, epidemie, sia quelli provocati da comportamenti umani come guerre, distruzioni, iniquità, prevaricazioni abbiamo domandato “Ma Dio dov’è? Perché permette tutto questo? Perché non  interviene a soccorrere e correggere questa nostra umanità stolta e sofferente come, stando alla Bibbia, fece  nel lontano passato per liberare dalla schiavitú il popolo d’Israele?”. Nell’affrontare questo arduo  problema, mi sembra doveroso separare i malanni derivanti da cause esterne da quelli che ci procuriamo da soli, sia individualmente sia come umanità nel suo complesso.</em></p>
<p><em><strong>Il ruolo di Dio di fronte alle catastrofi</strong></em></p>
<p><em>Riguardo ai primi, è logico interrogarsi se essi dipendano dalla cecità del caso, da una Natura “matrigna” o addirittura da un castigo divino come fu per la distruzione delle città di Sodoma e Gomorra narrata nell’Antico Testamento. Se siamo atei, non possiamo che accettare passivamente e senza inutili imprecazioni ciò che ci accade e che sfugge al nostro potere. Tutt’al piú possiamo tentare, ove possibile, di limitarne i danni. Da credenti, invece, siamo legittimati a chiedere il perché di quella che ci sembra una indifferenza o una punizione di Dio. Ma siamo proprio certi che quel Dio in cui affermiamo di credere sia un Essere remoto e insensibile ai nostri problemi? Non sarà forse che Egli, restando nell’ombra, ci ha invece risparmiato guai peggiori e inimmaginabili? Per quanto ne sappiamo, la nostra Terra (un bruscolo nell’immensità dell’universo) e l’intera umanità di cui siamo parte avrebbero potuto già da tempo essere riassorbite nel cosmo o disintegrate in una nebbia nucleare. E siamo altrettanto certi che Colui che ci ha creati e che chiamiamo “Padre” possa, in nome di un superiore spirito di giustizia, infliggerci punizioni terribili a causa dei nostri peccati? Con tutto il rispetto per il sopra citato episodio biblico, preferisco immaginarmi un Dio buono e premuroso, nella cui bilancia la misericordia pesi infinitamente piú di una qualunque sia pur meritata sanzione. Un Dio, insomma, con le braccia spalancate come quelle di suo Figlio in croce. E mi conforta il convincimento del teologo svizzero Hans Urs von Balthasar che l’inferno esiste ma è vuoto.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>Scienza, fede e il mistero dell’origine</strong></em></p>
<p><em> È però necessaria una ulteriore domanda che debbo porre onestamente a me stesso: sono proprio certo di essere un “credente” secondo la formula apostolica che recito a pappagallo in chiesa durante la messa? Credente in un Dio che esiste da sempre, che ha creato tutto ma che io non vedo e di cui ignoro sia il volto sia la voce? Facciamo un passo indietro.  Il problema dell’origine del mondo – disse nel Settecento il matematico francese Jules-Henri Poincaré &#8211; “ha in ogni tempo preoccupato tutti gli uomini che riflettono: è impossibile contemplare lo spettacolo del cielo stellato senza domandarsi come esso si sia formato”. Parole in cui riecheggia anche il concetto espresso dal grande filosofo tedesco Immanuel Kant “due cose mi colpiscono altamente, il cielo stellato fuori di me, la legge morale dentro di me”. Sulla stessa linea, il contemporaneo scienziato siciliano Antonino Zichichi ha affermato essere piú logico credere in Dio che nel nulla ed anche la fisica Fabiola Gianotti direttrice del Cern di Ginevra, ad una precisa domanda postole tempo fa dalla conduttrice di Otto e mezzo Lilli Gruber, ha risposto senza esitazione “Sì, io credo”. L’elenco delle posizioni analoghe è lunghissimo, dall’antichità fino ai nostri giorni, e un recente sondaggio fra gli scienziati italiani ha rivelato con sorpresa che circa il 60% di loro è credente, il 23% è agnostico, cioè neutrale fra l’una o l’altra posizione, e solo il 20% si è dichiarato apertamente ateo, cioè convinto della inesistenza di un Essere soprannaturale. Io nel mio piccolo, pur afflitto da persistenti dubbi e insidie razionalistiche, mi sforzo di essere credente perché il mio limitato cervello, che non è quello  né di un teologo né di uno scienziato, non arriva a concepire come il “tutto” possa esistere senza un inizio esterno allo spazio e al tempo, in modo indipendente dalle leggi che governano la nostra materia. Ogni scala necessita di un primo gradino, un punto di partenza, e questo punto per me non può che essere Dio. </em></p>
<p><em><strong>Libertà umana e responsabilità</strong></em></p>
<p><em>Meno complicato, si fa per dire, mi sembra l’approccio riguardante i  guasti del secondo tipo, quelli che sono il frutto di scelte comportamentali umane. Qui non vedo come poterci sottrarre alla nostra responsabilità per l’uso che facciamo della libertà, sia pur relativa, di cui siamo dotati, a prescindere dal fatto che essa provenga dalla natura o da un dono celeste. Quel Dio onnipotente, che nella mia balbettante Fede pongo all’origine del progetto creativo, avrebbe potuto benissimo lasciarci nel nulla di una eterna inesistenza, oppure plasmare dei robot, dei soldatini ammaestrati e inquadrati a suo piacimento. Invece Egli, mosso da un libero atto d’amore (come il dono del Figlio incarnato e il sacrificio della croce in perdono dei nostri peccati), ha scelto di circondarsi di esseri pensanti in grado di scegliere il bello o il brutto, il buono o il cattivo, il bene o il male. Liberi addirittura di accogliere Lui o di rifiutarlo. Anche questa, ovviamente, è una posizione dogmatico- religiosa che, in quanto apodittica, ognuno può condividere o no. Io stesso, nel formularla, tentenno e sono costretto a battagliare con la mia razionalità. Tuttavia, alla domanda se esista o meno un punto fermo e origine di tutto, sia esso chiamato Dio o Geova o Allah,  non mi pare saggio rispondere con una superficiale e sbrigativa scrollata di spalle come se tale problema fosse solo una inutile esercitazione accademica e non riguardasse invece le radici della nostra vita. Né mi pare ragionevole di fronte a disumane atrocità come, tra le piú recenti, quelle compiute dai nazisti nel secolo scorso, chiedere maliziosamente dove fosse Dio in quei momenti. Usciamo dall’ipocrisia: se non si crede alla sua esistenza, è contro logica e soltanto provocatorio imputargli la colpa dei nostri guai. Non si sfugge: siamo di nuovo alle prese con un problema di Fede, carisma che, almeno secondo la religione cristiana, è anch’esso un dono della provvidenza divina ma richiede un atteggiamento di apertura da parte nostra. Non a tutti è concessa una conversione istantanea come quella di Paolo di Tarso folgorato sulla via di Damasco.</em></p>
<p><em><strong>Alfredo Bianchi Scalzi</strong></em></p></blockquote>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-2617" src="https://www.bellami.it/wp-content/uploads/2015/03/alfredo.jpg" sizes="(max-width: 160px) 100vw, 160px" srcset="https://www.bellami.it/wp-content/uploads/2015/03/alfredo.jpg 160w, https://www.bellami.it/wp-content/uploads/2015/03/alfredo-150x150.jpg 150w" alt="Alfredo Bianchi Scalzi" width="103" height="103" /></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Alfredo Bianchi Scalzi</strong> è nato nel 1938 a Genova, città che dovette abbandonare ancor bambino a causa delle vicende belliche; in seguito la sua famiglia si trasferì a Roma, dove egli attualmente vive. In poesia ha pubblicato le raccolte Aghi di pino (Villar Editore, Roma 1967), Questa nostra creta antica (Seledizioni, Bologna 1974), Orme d’acqua (Maremmi Editori, Firenze 2003). Ha collaborato al periodico “Voce romana” diretto da Giorgio Carpaneto e alle riviste “E’ Tempo di Cultura” e “Spazio Oltre”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_1227" aria-describedby="caption-attachment-1227" style="width: 170px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class=" wp-image-1227" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-300x276.jpg" alt="" width="170" height="156" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-300x276.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-1024x943.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-768x708.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651-1536x1415.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_6651.jpg 1920w" sizes="(max-width: 170px) 100vw, 170px" /><figcaption id="caption-attachment-1227" class="wp-caption-text">Prof.ssa Marisa Vigo</figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Prof.ssa MARISA VIGO</strong> nasce e risiede alla Spezia, frequenta il Liceo classico Lorenzo Costa, si laurea nel 1971 in Lettere classiche all&#8217;Università di Pisa con una tesi in epigrafia greca, discussa con l&#8217;esimio prof. Giuseppe Nenci, ordinario di Storia greca e romana, poi titolare della cattedra di Storia greca alla Scuola Normale. Avvia la sua carriera di docente nelle scuole medie superiori, ricoprendo per anni la funzione di  vicepreside e poi di preside. Come docente sostiene e inaugura una progettualità che unisce conoscenze e competenze, mettendo in contatto gli studenti con le attività produttive del territorio e la sua storia. Prepara convegni e corsi di aggiornamento per docenti, programma l&#8217;alternanza scuola-lavoro, riceve l&#8217;approvazione della Regione Liguria al corso post-diploma che consente occupazione a un numero selezionato di giovani meritevoli. Consigliere Comunale nel 1993 nella lista civica Democrazia e Solidarietà del dott. Renzo Tonelli, fondatore del Centro Vita per la prevenzione e la cura dei tumori. Dal 2013 &#8211; 2024: per tre anni giurata e per nove presidente di giuria del Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana. Critica letteraria, redige prefazioni e recensioni a opere di poesia, narrativa e saggistica.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/lettera-aperta-bianchi-scalzi-dio-male/">&#8220;Lettera aperta di Alfredo Bianchi Scalzi: Dio e il problema del male&#8221;</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://speziamirror.it/lettera-aperta-bianchi-scalzi-dio-male/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
