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	<title>LericiPea 2026 Archivi - Spezia Mirror</title>
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	<title>LericiPea 2026 Archivi - Spezia Mirror</title>
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		<title>Yang Lian, Premio LericiPea alla Carriera 2026: poesia, libertà ed esilio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Adriana Beverini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 14:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Poeti e Scrittori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il poeta cinese Yang Lian riceverà a Villa Marigola il Premio Internazionale LericiPea alla Carriera 2026. Una storia segnata dalla poesia, da Tienanmen e dall’esilio, fino ai versi di “1989”. Domenica 27 settembre alle ore 17.30, a Villa Marigola (San Terenzo di Lerici), si svolgerà la cerimonia di conferimento del Premio Internazionale LericiPea alla Carriera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-13064 alignleft" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/b6aa17dc-6b0b-46f2-aebf-826a14005dc5-240x300.jpg" alt="" width="297" height="371" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/b6aa17dc-6b0b-46f2-aebf-826a14005dc5-240x300.jpg 240w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/b6aa17dc-6b0b-46f2-aebf-826a14005dc5-819x1024.jpg 819w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/b6aa17dc-6b0b-46f2-aebf-826a14005dc5-768x960.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/b6aa17dc-6b0b-46f2-aebf-826a14005dc5-1024x1280.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/b6aa17dc-6b0b-46f2-aebf-826a14005dc5.jpg 1080w" sizes="(max-width: 297px) 100vw, 297px" />Il poeta cinese Yang Lian riceverà a Villa Marigola il Premio Internazionale LericiPea alla Carriera 2026. Una storia segnata dalla poesia, da Tienanmen e dall’esilio, fino ai versi di “1989”.</strong></p>
<p>Domenica 27 settembre alle ore 17.30, a Villa Marigola (San Terenzo di Lerici), si svolgerà la cerimonia di conferimento del <strong>Premio Internazionale LericiPea alla Carriera 2026</strong> a <strong>Yang Lian</strong>, una delle voci più autorevoli della poesia contemporanea internazionale.</p>
<p>L’incontro sarà introdotto dal poeta e scrittore <strong>Giuseppe Conte</strong>, presidente della Giuria del Premio. A dialogare con Yang Lian saranno <strong>Davide Rondoni e Irene Santori</strong>.</p>
<p>In apertura, dopo i saluti istituzionali di <strong>Marco Russo</strong>, sindaco di Lerici; <strong>Pierluigi Peracchini</strong>, sindaco della Spezia; <strong>Andrea Corradino</strong>, presidente di Fondazione Carispezia; <strong>Andrea Cantadori</strong>, prefetto della Spezia, Yang Lian leggerà un suo discorso e un componimento inedito scritto nel luglio 2026 e dedicato proprio a Lerici: <strong>“Guardandoli partire”</strong>. Interverrà inoltre l’artista <strong>Marco Nereo Rotelli</strong>. Conduce <strong>Lucilla Del Santo</strong>, project manager del Premio LericiPea.</p>
<p><strong>La Storia e chi riesce a sfuggire alla sua “rete a strascico”</strong></p>
<p>Scriveva Montale nella poesia “La Storia”:</p>
<p><em>La storia non è magistra</em><br />
<em>di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve</em><br />
<em>a farla più vera e più giusta.</em></p>
<p>………………………………………</p>
<p><em>La storia gratta il fondo</em><br />
<em>come una rete a strascico</em><br />
<em>con qualche strappo e più di un pesce sfugge.</em><br />
<em>Qualche volta s’incontra l’ectoplasma</em><br />
<em>d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.</em></p>
<p>Uno di questi <em>sfuggiti</em> (per sua fortuna) alla <em>rete a strascico</em> della storia che tutto trascina con sé è <strong>Yang Lian</strong>, uno dei più importanti e influenti poeti cinesi contemporanei viventi, noto per la sua forte personalità intellettuale e per la strenua difesa della libertà espressiva; una figura chiave della cosiddetta «poesia oscura» o «poesia brumosa» (<em>Menglong Shiren</em>), una corrente nata alla fine degli anni ’70 in reazione alle restrizioni culturali della Rivoluzione Culturale.</p>
<p>Il termine, ormai acquisito alla storia della poesia cinese, ebbe inizialmente un intento dispregiativo da parte dei funzionari governativi del regime comunista, che accusavano queste poesie di essere “nebulose”, “oscure” e incomprensibili, poiché rifiutavano il realismo socialista imposto dal Partito.</p>
<p>Per decenni, infatti, la letteratura cinese aveva dovuto celebrare esclusivamente la collettività, il Partito e la figura di Mao, mentre i poeti brumosi (tra cui Yang Lian, Bei Dao, Gu Cheng e Shu Ting) hanno reintrodotto per la prima volta l’io individuale, il dubbio, la sofferenza personale e l’uso di metafore complesse ispirate al modernismo occidentale.</p>
<figure id="attachment_13065" aria-describedby="caption-attachment-13065" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-13065" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.58.40-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.58.40-300x225.jpeg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.58.40-1024x768.jpeg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.58.40-768x576.jpeg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.58.40-1536x1152.jpeg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-22-at-14.58.40.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-13065" class="wp-caption-text">Yang Lian Lerici Pea</figcaption></figure>
<p><strong>Tienanmen e i poeti della protesta</strong></p>
<p>Quando, dopo un mese di proteste popolari, il 4 giugno del 1989 il governo di Deng Xiaoping inviò l’esercito e i carri armati per sgomberare con la forza piazza Tienanmen, occupata dal mese di maggio specialmente dai giovani universitari che chiedevano un cambio di regime e più democrazia, Yang Lian aveva trentaquattro anni (è nato nel 1955) e non si trovava a Pechino ma in Nuova Zelanda, dove era stato invitato a leggere le sue poesie.</p>
<p>Seguiva però attentamente e con preoccupazione, anche da lontano, ciò che stava accadendo nel suo Paese e, quando la leadership del Partito Comunista Cinese scelse la linea dura e l’esercito ricevette l’ordine di sgomberare la piazza con i carri armati, provocando la morte di centinaia (secondo alcune fonti migliaia) di civili disarmati, da subito ne condannò pubblicamente l’azione, venendo perciò dichiarato persona non grata e costretto all’esilio definitivo. Da allora vive e lavora in Occidente, principalmente tra Londra e Berlino.</p>
<p>Molto peggio che a lui (di cui tra poco riparleremo) andò a poeti come <strong>Yihe (骆一禾), Liao Yiwu e Liu Xiaobo (刘晓波).</strong></p>
<p>Il primo, <strong>Yihe (骆一禾)</strong>, poeta di spicco della sua generazione, partecipò attivamente alle manifestazioni a Pechino e sostenne con forza gli studenti impegnati nello sciopero della fame ma nel maggio, a causa dello stress estremo e delle privazioni, prima dell’arrivo dei carri armati subì un’emorragia cerebrale improvvisa, morendo in ospedale il 31 maggio, appena quattro giorni prima del massacro finale.</p>
<p><strong>Liao Yiwu (廖亦武)</strong> invece, pur non essendo stato ucciso, è diventato il simbolo della persecuzione dei poeti di Tienanmen perché all’indomani del massacro registrò una potentissima poesia-lamento intitolata <em>Massacre</em> (屠杀, Massacro), in cui definiva i leader cinesi “macellai”. Per questo componimento fu arrestato, torturato e condannato a 4 anni di carcere duro, prima di riuscire a fuggire in esilio in Germania. La poesia è considerata uno dei testi di protesta più potenti del ventesimo secolo cinese. Non potendo pubblicarla stampata a causa della censura, Liao Yiwu la registrò su un’audiocassetta, recitandola imitando i lamenti rituali cinesi per i defunti, urlando e invocando le anime delle vittime.</p>
<figure id="attachment_12264" aria-describedby="caption-attachment-12264" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-12264" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_1680-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_1680-300x225.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_1680-1024x768.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_1680-768x576.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_1680-1536x1152.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_1680.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-12264" class="wp-caption-text">Lerici Villa Marigola</figcaption></figure>
<p>La poesia si apre e si sviluppa con toni crudi e implacabili:</p>
<p><em>“Spara! Spara! Spara!</em><br />
<em>I macellai continuano a colpire, il potere trionferà per sempre&#8230;</em><br />
<em>Fucilate questi studenti, fucilate questi operai, fucilate questi bambini&#8230;”</em></p>
<p><strong>Liu Xiaobo (刘晓波)</strong>, intellettuale, critico letterario e poeta, uno dei leader storici della protesta in piazza, arrestato subito dopo il 1989, passò gran parte della vita dentro e fuori dalle prigioni cinesi. Nel 2010 gli fu assegnato il Premio Nobel per la Pace, ma il governo non gli permise di ritirarlo. È morto in detenzione nel 2017 a causa di un tumore non curato tempestivamente, diventando un altro “martire” indiretto di quel movimento.</p>
<p>La Storia però, anche se, come appunto scrive Montale, <em>“non è magistra di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve a farla più vera e più giusta”</em>, non dimentica. È questa la sua maledizione. O meglio la maledizione degli aguzzini che hanno commesso massacri e delitti.</p>
<p><strong>Yang Lian, dalla Cina all’esilio</strong></p>
<p>E infatti, grazie al Premio di Poesia LericiPea, avremo modo di conoscere il 27 settembre a Villa Marigola uno degli scampati al massacro di Piazza Tienanmen, il poeta <strong>Yang Lian</strong>.</p>
<p>Nato in Svizzera da genitori diplomatici, ma cresciuto a Pechino, per le sue idee durante la Rivoluzione Culturale venne inviato nelle campagne per la “rieducazione attraverso il lavoro”. E fu proprio in questo periodo che iniziò a scrivere versi che, considerati però troppo complessi e provocatori, attirarono presto le critiche del regime comunista. Era infatti proprio grazie a una poesia volutamente allusiva, che usava metafore invece di denunciare apertamente, che i poeti cinesi riuscivano a sfuggire alla censura del Governo.</p>
<p>Dopo che la notte di Tienanmen ha segnato la fine fisica del movimento dei Poeti Brumosi in patria, Yang Lian che – come abbiamo detto – al momento del massacro di Piazza Tienanmen, il 4 giugno 1989, si trovava fisicamente ad Auckland, in Nuova Zelanda, per una conferenza sulla poesia, impossibilitato ad agire a Pechino usò la scrittura come “il suo unico modo di aiutare” e protestare a distanza.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-13066 alignright" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/9788896590782_0_0_424_0_75-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/9788896590782_0_0_424_0_75-200x300.jpg 200w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/9788896590782_0_0_424_0_75.jpg 424w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>La sua risposta immediata fu, oltre ad organizzare cerimonie commemorative per le vittime, quella di organizzare e guidare accese proteste pubbliche ad Auckland insieme al collega Gu Cheng e alle rispettive famiglie. Durante queste manifestazioni essi esponevano cartelli e caratteri cinesi dal forte valore simbolico (come il carattere per <em>“offerta ai morti”</em>), denunciando apertamente le azioni del governo di Pechino davanti alla comunità internazionale.</p>
<p>Ma non solo: oltre ad organizzare manifestazioni politiche e festival artistici di commemorazione in Nuova Zelanda (come il festival <em>China: The Survivors</em>), per denunciare le violenze del Partito Comunista Cinese Yang Lian scrisse anche la celebre poesia intitolata proprio <strong>“1989”</strong>, considerata uno dei testi letterari più potenti scritti a caldo sul massacro. Da allora è rimasto in esilio in Occidente.</p>
<p>Nel testo di <em>1989</em>, Yang Lian scrive la durissima frase: <em>«Ancora una volta il macello, il sangue è ancora l’unico paesaggio famoso»</em>, denunciando come la storia cinese tenda ciclicamente a ripetersi attraverso la violenza di Stato.</p>
<p>La poesia si chiude dicendo: <em>«Questo è senza dubbio un anno perfettamente ordinario»</em>, un’ironia amara rivolta sia all’indifferenza del resto del mondo, sia ai tentativi immediati del governo cinese di censurare l’accaduto e far finta che a Pechino non fosse successo nulla. L’obiettivo di Yang Lian non era infatti fare semplice propaganda o cronaca giornalistica, ma quello di trasformare l’emozione politica collettiva e il dolore per i ragazzi uccisi nella forza universale della poesia.</p>
<p>A causa di questi scritti e delle proteste pubbliche da lui coordinate, le autorità cinesi decisero di non rinnovargli il passaporto, bandirono ufficialmente le sue opere in patria e lo costrinsero a diventare a tutti gli effetti un rifugiato politico in esilio definitivo.</p>
<p>Da allora vive e lavora in Occidente, principalmente tra Londra e Berlino.</p>
<p><strong>“1989”, la poesia dedicata alle vittime</strong></p>
<figure id="attachment_1176" aria-describedby="caption-attachment-1176" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-1176" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_8287-300x174.jpg" alt="" width="300" height="174" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_8287-300x174.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_8287-1024x595.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_8287-768x446.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_8287-1536x892.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_8287.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1176" class="wp-caption-text">Lerici Castello San Giorgio</figcaption></figure>
<p>La poesia di Yang Lian unisce la profondità della forma e della filosofia classica cinese con le tensioni formali e l’avanguardia della letteratura occidentale. La critica ne loda la densità metaforica e la capacità di trasformare la condizione personale di sradicamento e di esilio in una riflessione universale sulla solitudine e sulla coscienza dell’uomo moderno.</p>
<p>È storicamente molto legato ad altri artisti dissidenti cinesi, in particolare al celebre artista visivo <strong>Ai Weiwei</strong>. Tutta la sua intera produzione artistica successiva è rimasta profondamente influenzata dal trauma di Tienanmen, così come la celebre poesia intitolata proprio <em>“1989”</em>, che abbiamo già citato.</p>
<p>Inserita nel volume <em>Origine</em> a cura di Tomaso Kemeny (Cantos Editore), è dedicata alle vittime e alla condanna del massacro. La parola poetica di Yang Lian nasce in cinese ma poeta in un passaggio di ritmi e sonorità, lavora personalmente al testo insieme con la sua voce privilegiata, quella di Brian Holton che lo traduce in inglese fin dagli anni ’90. La traduzione in italiano della poesia <em>1989</em> è di Tomaso Kemeny, già premiato con il Premio LericiPea per la Carriera nel 2022.</p>
<p><strong>1989</strong></p>
<p>who says the dead can embrace? like fine horses manes silver grey<br />
standing outside the window in the freezing moonlight the dead are buried in the days of the past<br />
in days not long past madmen were tied onto beds rigid as iron nails<br />
pinning down the timbers of darkness<br />
the coffin lid each day closing over like this</p>
<p>who says the dead are dead and gone? the dead enclosed in the vagrancy of their final days<br />
are the masters of forever<br />
four faces of their own on four walls butchery yet again blood<br />
is still the only famous landscape<br />
slept into the tomb they were lucky but they wake again in a tomorrow the birds fear even more<br />
this is no doubt a perfectly ordinary year</p>
<p><strong>1989</strong></p>
<p><em>chi dice che i morti possono abbracciare?</em><br />
<em>come cavalli meravigliosi criniere grigio argento stando fuori dalla finestra nella gelida luce lunare</em><br />
<em>i morti vengono sepolti nei giorni del passato</em><br />
<em>in giorni passati da poco i pazzi furono legati ai letti rigidi come chiodi di ferro</em><br />
<em>a bloccare il legname dell’oscurità</em><br />
<em>il coperchio della bara ogni giorno serrando in questo modo</em></p>
<p><em>chi dice che i morti sono morti e andati? i morti avvolti nel vagabondaggio dei loro giorni estremi sono per sempre i padroni</em><br />
<em>quattro loro volti su quattro mura tuttavia ancora macelleria sangue è ancora l’unico paesaggio famoso</em><br />
<em>a dormire nella tomba furono fortunati ma si risvegliarono in un domani gli uccelli temono persino di più</em><br />
<em>questo senza dubbio è un anno perfettamente ordinario</em></p>
<p><em>(Traduzione di Tomaso Kemeny)</em></p>
<figure id="attachment_7499" aria-describedby="caption-attachment-7499" style="width: 225px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-7499" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_7081-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_7081-225x300.jpg 225w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_7081-768x1024.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_7081-1152x1536.jpg 1152w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_7081-1024x1365.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_7081.jpg 1440w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption id="caption-attachment-7499" class="wp-caption-text">Premio LericiPea Hugo Mujica 2025</figcaption></figure>
<p>L’incipit della poesia si apre con una domanda drammatica: chi dice che i morti possano abbracciare? L’immagine lirica successiva, e apparentemente dolce, dei cavalli (<em>“criniere grigio argento”</em>) viene però subito raggelata dal contesto: fermi sotto una “luna gelida”, cosicché essi vengono a rappresentare i fantasmi dei giovani uccisi che assediano la memoria del poeta.</p>
<p>Anche il riferimento ai <em>“pazzi legati ai letti”</em> richiama la brutale repressione psichiatrica e fisica del dissenso politico operata dal governo cinese, così come la rigidità dei letti e i chiodi che fissano “i legni dell’oscurità” evocano sia le bare delle vittime, sia una cappa opprimente che blocca il futuro del Paese nell’oscurità della censura.</p>
<p><strong>Le opere di Yang Lian</strong></p>
<p>Tra le sue pubblicazioni ricordiamo:</p>
<p><em>Dove si ferma il mare</em> (2004, ristampato nel 2016 da Damocle Edizioni)</p>
<p><em>Venice Elegy</em> (2019, Damocle Edizioni), un libro d’artista arricchito dalle immagini di Ai Weiwei</p>
<p><em>Origine</em> (2020, Jaca Book)</p>
<p><em>In simmetria con la morte</em> (2022, Aragno)</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://speziamirror.it/hugo-mujica-riceve-il-premio-lericipea-alla-carriera-2025-a-villa-marigola/">Hugo Mujica riceve il Premio LericiPea alla Carriera 2025 a Villa Marigola</a></p>
<p>By Adriana Beverini</p>
<p><strong>© Riproduzione riservata – SpeziaMirror</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://speziamirror.it/yang-lian-premio-lericipea-carriera-2026/">Yang Lian, Premio LericiPea alla Carriera 2026: poesia, libertà ed esilio</a> proviene da <a href="https://speziamirror.it">Spezia Mirror</a>.</p>
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