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	<title>Santiago de Compostela Archivi - Spezia Mirror</title>
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	<title>Santiago de Compostela Archivi - Spezia Mirror</title>
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		<title>Lorenzo, il pellegrino arrivato alla Spezia: «Quello che ti serve, la strada te lo dà»</title>
		<link>https://speziamirror.it/lorenzo-pellegrino-la-spezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Rudisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 10:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Voci dal Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oltre sei anni Lorenzo attraversa l’Europa, soprattutto a piedi: 27 mila chilometri, 1.470 città e più di 4 mila chiese visitate. Lo abbiamo incontrato al Parco della Rimembranza, accanto al Santuario di Sant’Antonio di Gaggiola. Una vita fuori dagli schemi, tra fede, incontri e libertà.. Lo incontro al Parco della Rimembranza, a pochi passi [&#8230;]</p>
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<figure id="attachment_13205" aria-describedby="caption-attachment-13205" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-13205" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2761-5-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2761-5-300x169.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2761-5-1024x576.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2761-5-768x432.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2761-5-1536x864.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2761-5-1280x720.jpg 1280w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2761-5.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-13205" class="wp-caption-text">Lorenzo il pellegrino alla Spezia</figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 12pt;"><strong>Da oltre sei anni Lorenzo attraversa l’Europa, soprattutto a piedi: 27 mila chilometri, 1.470 città e più di 4 mila chiese visitate. Lo abbiamo incontrato al Parco della Rimembranza, accanto al Santuario di Sant’Antonio di Gaggiola. Una vita fuori dagli schemi, tra fede, incontri e libertà..</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Lo incontro al Parco della Rimembranza, a pochi passi dal Santuario di Sant’Antonio di Gaggiola. </span><span style="font-size: 12pt;">Lorenzo non passa inosservato. Barba e capelli lunghi, cappello, uno zaino che arriva a pesare una trentina di chili e addosso i segni di una vita trascorsa, ormai da anni, prevalentemente sulla strada.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">È nato nel 1969. Non ha una casa che lo aspetta alla sera, né una città nella quale debba necessariamente tornare. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«La mia base è il mio sacco a pelo».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Poi comincia a snocciolare qualche numero. È al settantacinquesimo mese di cammino: più di sei anni. Ha raggiunto 1.470 città, percorso circa 27 mila chilometri, dei quali 16 mila a piedi, dormito in 2.300 posti diversi e visitato oltre 4 mila chiese. Numeri che raccontano soltanto in parte la sua storia. Le tappe raggiunte dai suoi viaggi sono rigorosamente documentate. Ogni parrocchia raggiunta rilascia un timbro che viene impresso in uno speciale libro mastro che si porta dietro. Una sorta di passaporto pieno di visti.</span></p>
<h2><span style="font-size: 12pt;">Una promessa a San Giacomo e un viaggio senza una vera fine</span></h2>
<figure id="attachment_13208" aria-describedby="caption-attachment-13208" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-13208" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2767-8-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2767-8-300x225.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2767-8-1024x768.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2767-8-768x576.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2767-8-1536x1152.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2767-8.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-13208" class="wp-caption-text">Santuario di Gaggiola</figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 12pt;">Tutto nasce da una promessa.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Ho fatto una promessa a San Giacomo. Lui mi ha detto: andate a parlare di me fino alla fine della terra. E l’ho fatto».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Lorenzo era arrivato per la terza volta a Santiago de Compostela. Da lì ha cominciato un viaggio che lo ha portato attraverso l’Europa e che adesso dovrebbe ricondurlo, ancora una volta, proprio a Santiago. Ha attraversato le capitali europee, da Atene a Copenaghen, da Praga a Lisbona. Gli mancano ancora alcune mete, tra cui Andorra.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Cammina soprattutto a piedi, ma la sua non è una regola penitenziale. «Se mi posso permettere un treno, prendo un treno. Se non posso permettermi il treno provo un autobus. Se non ho neanche quegli spiccioli, allora vado a piedi. Ma vado sempre avanti».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Per dormire cerca soprattutto chiese e parrocchie. «Mi danno la disponibilità di un oratorio, un salone, un’aula da catechismo. A me basta un pavimento pulito e possibilmente un bagno. Per il resto sono autosufficiente».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Alla Spezia ha già trascorso alcuni giorni. Ha visitato diverse chiese, dalla Madonna della Salute alla Madonna della Neve, fino alla Cattedrale. Per tre giorni è stato ospitato a San Michele e adesso potrebbe trovare accoglienza al Santuario di Sant’Antonio.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Poi ripartirà. Non sa ancora con certezza per dove.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Potrebbe dirigersi verso Pontremoli e Parma – con una deviazione a Busseto per visitare la casa di Giuseppe Verdi – oppure imboccare la strada delle Cinque Terre, raggiungere Genova, Alessandria e quindi Biella. Da lì vorrebbe attraversare nuovamente le Alpi, raggiungere i Pirenei, scendere verso la Spagna e il Portogallo, arrivare a Fatima e infine tornare a Santiago. La strada, per Lorenzo, si decide anche camminando.</span></p>
<h2><span style="font-size: 12pt;">«Quello che ti serve, la strada te lo dà»</span></h2>
<figure id="attachment_13201" aria-describedby="caption-attachment-13201" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-13201" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2757-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2757-1-300x225.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2757-1-1024x768.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2757-1-768x576.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2757-1-1536x1152.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2757-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-13201" class="wp-caption-text">Lorenzo il pellegrino alla Spezia</figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 12pt;">Nello zaino porta vestiti, qualcosa da mangiare e tutto ciò che gli permette di essere autonomo. Ma la sua filosofia può essere riassunta in poche parole:</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Quello di cui hai bisogno la strada te lo dà. Se non arriva, vuol dire che non è necessario».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Non significa vivere completamente fuori dalla contemporaneità. Lorenzo ha un cellulare. Usa WhatsApp, controlla il meteo, consulta Google Map. Ed è anche un appassionato di enigmistica: nello zaino trova posto un giornale con i cruciverba, uno dei passatempi che lo accompagnano durante il viaggio. </span><span style="font-size: 12pt;">Ma ciò che colpisce è soprattutto la progressiva riduzione dei bisogni. Gli chiedo se non gli manchi una vita più comoda.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«No, perché la vita comoda ti lega a tantissime cose. Questa invece è una vita libera. Libera da ogni schema. A ogni incrocio può cambiare tutto».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">L’imprevisto non è qualcosa da evitare. È parte della giornata.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Non sapere che cosa accadrà e affrontarlo. Andare avanti tranquillo, sereno e in pace».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Poi rovescia uno dei meccanismi sui quali abbiamo costruito la nostra quotidianità:</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Perché dovrei andare a lavorare per comprarmi la macchina per andare al lavoro? Perché dovrei lavorare per trovare una casa e pagare le bollette? È tutto legittimo, tutto bene. Però, una volta ogni tanto, si può anche staccare e vivere con semplicità le piccole cose, i piccoli piaceri del giorno».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Quando qualcuno gli fa osservare che in questo modo non paga bollette o tasse, Lorenzo risponde ricordando anche l’altra faccia della medaglia.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Io non ho un interruttore da accendere quando fa buio. Non ho un bagno a disposizione quando ne ho bisogno, non ho il gas per cucinare. Non ho niente».</span></p>
<h2><span style="font-size: 12pt;">Prima della strada, i ristoranti e la fotografia</span></h2>
<figure id="attachment_13207" aria-describedby="caption-attachment-13207" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-13207" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2763-7-e1790591819167-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2763-7-e1790591819167-300x225.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2763-7-e1790591819167-1024x768.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2763-7-e1790591819167-768x576.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2763-7-e1790591819167-1536x1152.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2763-7-e1790591819167.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-13207" class="wp-caption-text">Lorenzo il pellegrino alla Spezia</figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 12pt;">Questa vita non è sempre stata la sua. Originario di Lecce, Lorenzo è emigrato da giovane. Ha vissuto e lavorato in Francia, Germania e Svizzera. È stato ristoratore e ha raggiunto la direzione di un ristorante a Grado. Ma è stato anche fotografo. Racconta di aver lavorato come reporter nell’ex Jugoslavia durante la guerra, nel 1994, e di essere stato successivamente in Kosovo nel 1998. Viaggiare, dunque, faceva già parte della sua vita. Poi qualcosa è cambiato.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Un giorno ho incontrato la fede che mi ha detto: molla tutto e seguimi».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Prima?</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Ero un ateo convinto, agnostico, areligioso».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Sulle ragioni profonde della conversione preferisce non soffermarsi troppo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«È una cosa un po’ lunga da spiegare, un po’ personale».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Oggi dice di affrontare la strada con «fede, forza e coraggio».</span></p>
<h2><span style="font-size: 12pt;">Il barbone e il pellegrino</span></h2>
<p><span style="font-size: 12pt;">Lorenzo tiene molto a una distinzione: quella tra il barbone e il pellegrino. È una distinzione sua, maturata in anni trascorsi sulla strada e negli incontri con persone che vivono ai margini. Il barbone, nella sua visione, tende a diventare stanziale e a costruirsi intorno una rete che gli consenta di sopravvivere. Il pellegrino invece deve continuamente ripartire. Ogni giorno cambia luogo e ogni giorno deve ricostruire da zero il rapporto con le persone che incontra. Lorenzo non nasconde, peraltro, la simpatia che spesso prova proprio verso chi vive ai margini.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Tante volte trovo più buoni magari i mendicanti o i clochard di tante altre persone, magari benestanti, che ho incontrato. C’è meno ipocrisia».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">La strada gli ha insegnato anche le lingue. Dice di essere riuscito a dialogare, nel corso degli anni, in una decina di lingue diverse.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«La strada è la migliore scuola. Insegna innanzitutto a dire grazie e a imparare come si chiamano l’acqua, il pane, tutto quello che serve».</span></p>
<h2 data-pm-slice="1 1 []"><span style="font-size: 12pt;">Quando la strada fa paura</span></h2>
<figure id="attachment_13206" aria-describedby="caption-attachment-13206" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-13206" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2762-6-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2762-6-300x225.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2762-6-1024x768.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2762-6-768x576.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2762-6-1536x1152.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2762-6.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-13206" class="wp-caption-text">Lorenzo il pellegrino alla Spezia</figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 12pt;">Sei anni sulla strada non significano soltanto incontri, accoglienza e porte che si aprono. Gli chiedo se gli sia mai capitato di avere paura.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Lorenzo ricorda soprattutto una notte in Portogallo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Mi hanno svegliato alle tre del mattino tre ragazzacci. Li ho sentiti parlare tra loro e dire: “Lo ammazziamo, lo ammazziamo”».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Non sa che cosa avessero realmente intenzione di fare. Non ci fu bisogno di scoprirlo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Hanno cambiato idea e sono spariti. Però mi sono detto: se tornano? Appena ho visto l’alba ho preso le mie cose e sono sparito anch’io».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Un episodio che avrebbe potuto lasciare il segno, ma che Lorenzo non utilizza per costruire un giudizio sugli altri.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Per il resto, sempre brava gente».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Anche con le forze dell’ordine, racconta, non ha mai avuto particolari problemi.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Sono a posto, sono incensurato, ho i documenti in regola. Mi vedono come pellegrino e mi rispettano. Ma mi rispettano un po’ tutti».</span></p>
<h2><span style="font-size: 12pt;">Le cattive notizie e le brave persone</span></h2>
<p><span style="font-size: 12pt;">C’è un altro aspetto curioso della sua vita. Lorenzo possiede uno smartphone, ma non vive immerso nel flusso continuo delle notizie. </span><span style="font-size: 12pt;">Mi racconta un episodio. Era la fine di ottobre e stava aspettando un parroco davanti a una chiesa quando alcuni ragazzi gli chiesero che cosa avrebbe fatto dopo essere tornato a Santiago. La sua idea era scendere verso il Marocco, attraversare il Nord Africa e arrivare fino a Gerusalemme. Uno dei ragazzi reagì duramente quando sentì nominare Israele.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Lorenzo, in quel momento, non capiva il perché. Viveva sulla strada e non era al corrente di quanto stava accadendo a Gaza. Lo avrebbe scoperto nei giorni successivi. Vivere sulla strada significa anche questo: essere dentro il mondo e, contemporaneamente, fuori da quella corrente permanente di informazioni nella quale siamo immersi. Ma Lorenzo non sostiene che il mondo vada ignorato. Semmai mette in discussione il modo nel quale viene raccontato.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Dicono che stiamo vivendo in un mondo molto brutto. Io non lo ignoro, perché le cose comunque vengo a saperle. Però ho una prerogativa: in ogni città dove arrivo non vado via se prima non incontro una brava persona».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Dopo 1.470 città, dice di esserci sempre riuscito.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Posso dire che nel mondo c’è ancora gente buona. Il mondo non è cattivo come lo dipingono. Siamo martellati dalle cattive notizie, ma non ci dicono quelle buone. E le buone sono ovunque, a ogni angolo».</span></p>
<h2><span style="font-size: 12pt;">I Balcani e quella critica a chi «mette ordine facendo disordine»</span></h2>
<p><span style="font-size: 12pt;">Eppure Lorenzo la parte più dura del mondo l’ha vista da vicino. Quando gli ricordo la sua esperienza da reporter nei Balcani, il tono cambia.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Non ho dei bei ricordi».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Richiama la Jugoslavia e il Kosovo e manifesta un giudizio fortemente critico sull’azione internazionale di quegli anni, compreso l’operato delle Nazioni Unite e di alcune delle potenze intervenute nel conflitto. È il suo giudizio, maturato anche sulla base di ciò che sostiene di aver visto direttamente.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Lo sintetizza con una frase:</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Non mi è piaciuto il comportamento di alcune potenze che hanno messo ordine facendo disordine».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Ma subito dopo aggiunge una cautela che vale forse più della critica stessa:</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«È difficile parlare di geopolitica. Bisognerebbe conoscere la storia e molti non la conoscono. Vengono confusi dalle notizie che gli vengono martellate. Analizzate la storia».</span></p>
<h2><span style="font-size: 12pt;">Il bicchiere d’acqua</span></h2>
<p><span style="font-size: 12pt;">Anche con la Chiesa Lorenzo mantiene un rapporto personale. In questi anni, racconta, ha incontrato più di 1.600 parroci. E non ne fa un ritratto idealizzato.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Ho incontrato degli emeriti individui e delle persone eccezionali. C’è questo e quello».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Poi racconta una storia. Una donna si presenta dal parroco e gli dice di voler lasciare la parrocchia. Non sopporta più quello che vede: persone vestite male, gente al cellulare, pettegolezzi. Il parroco non cerca di trattenerla. Le chiede soltanto di fare una cosa: riempire un bicchiere d’acqua fino all’orlo e compiere tre giri della chiesa senza versarne una goccia. </span><span style="font-size: 12pt;">La donna lo fa. Quando torna, il parroco le domanda se durante quei tre giri abbia notato qualcuno vestito male, qualcuno al cellulare o qualcuno che parlava degli altri.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">No, risponde lei. Stava pensando al bicchiere.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Ecco – racconta Lorenzo – quando vai in chiesa pensa al tuo bicchiere d’acqua. Entri per parlare con Dio, non per guardare quello che fanno gli altri».</span></p>
<h2><span style="font-size: 12pt;">Sant’Antonio e il pane</span></h2>
<figure id="attachment_13204" aria-describedby="caption-attachment-13204" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-13204" src="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2760-4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2760-4-300x225.jpg 300w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2760-4-1024x768.jpg 1024w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2760-4-768x576.jpg 768w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2760-4-1536x1152.jpg 1536w, https://speziamirror.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_2760-4.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-13204" class="wp-caption-text">Lorenzo il pellegrino alla Spezia</figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 12pt;">Siamo a pochi passi dal Santuario di Gaggiola e forse non è casuale che il discorso finisca proprio su Sant’Antonio. Tra i santi, Lorenzo gli riserva un rapporto particolare.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Ogni volta che incontro Sant’Antonio di Padova lo ringrazio per il pane che mi ha dato ieri».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Poi sorride e racconta il suo personale meccanismo. Entra in una chiesa, trova Sant’Antonio e lo ringrazia. Esce e, magari mezz’ora o due ore dopo, qualcuno gli offre qualcosa da mangiare. Allora entra in un’altra chiesa.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Trovo di nuovo Sant’Antonio e gli dico grazie. Esco e mi danno ancora del pane. Non mi manca il pane tutti i giorni e ogni giorno incontro Sant’Antonio».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">La definisce, scherzando, «la mia catena di Sant’Antonio».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Prima di salutarci gli chiedo che cosa vorrebbe dire agli spezzini. La risposta è perfettamente coerente con tutto quello che mi ha raccontato.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">«Non abbiate paura. Ogni tanto entrate in una chiesa e dite grazie. Non chiedete: Signore, ho bisogno di questo. Ringraziate. Voi non sapete perché, ma lui lo sa benissimo».</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt;">Poi Lorenzo riprende il suo zaino. </span><span style="font-size: 12pt;">Domani, probabilmente, riprenderà anche la strada. La direzione precisa si vedrà. In fondo, sapere esattamente dove andare non sembra essere la cosa più importante. </span></p>
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<p><span style="font-size: 12pt;">Mentre trascrivo le risposte alle mie domande, ripenso a quanto possa essere affascinante incontrare una persona così fuori dagli schemi. Lorenzo ha rotto con molte delle convenzioni sulle quali costruiamo le nostre vite e sembra aver trovato nella semplicità, nella strada e nella fede la propria dimensione. Gli ho posto molte domande. Eppure, dopo esserci salutati, rileggendo quello che mi ha raccontato, mi accorgo che avrei potuto fargliene molte di più. Prima di lasciarci m</span>i svela un ultimo suo segreto: tiene un diario dei suoi viaggi. E&#8217; giunto al 150° taccuino.</p>
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