Oltre trenta opere raccontano gli anni della formazione dell’artista, tra il 1975 e il 1980. L’esposizione inaugura il progetto “Oltreconfine”, mentre Comune e Fondazione Carispezia rinnovano fino al 2029 la collaborazione per il museo.
Il CAMeC della Spezia dedica la sua nuova mostra temporanea a Francesco Clemente, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea internazionale e tra i principali esponenti della Transavanguardia italiana.
Francesco Clemente. Opere 1975–1980. Il primato del disegno, inaugurata sabato 10 ottobre in occasione della XXII Giornata del Contemporaneo, rimarrà aperta fino al 29 marzo 2027.
L’esposizione, curata da Francesco Guzzetti, presenta oltre trenta opere tra disegni, fotografie e dipinti, provenienti da collezioni private e istituzionali, alcune delle quali non più esposte dagli anni della loro realizzazione. È la prima mostra italiana interamente dedicata a questa fase della produzione dell’artista.
Si tratta della quarta esposizione temporanea organizzata nell’ambito del nuovo corso del CAMeC, avviato nell’ottobre 2024 grazie alla collaborazione tra il Comune della Spezia e Fondazione Carispezia.

Francesco Clemente, da Napoli all’India e a New York
Nato a Napoli nel 1952, Francesco Clemente ha sviluppato un percorso artistico caratterizzato da continui spostamenti geografici e culturali.
Dopo gli anni trascorsi a Roma, all’inizio degli anni Ottanta si trasferisce a New York, mantenendo un rapporto costante con l’India, dove aveva iniziato a soggiornare già nel 1973. La cultura e la spiritualità orientali diventano elementi ricorrenti della sua produzione, insieme ai riferimenti alla tradizione artistica occidentale.
Clemente è considerato uno dei protagonisti della Transavanguardia, il movimento artistico affermatosi tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta che, dopo una stagione dominata dall’arte concettuale e dalle sperimentazioni dell’Arte Povera, riportò al centro dell’attenzione la pittura, la figurazione e la soggettività dell’artista.
La mostra spezzina si concentra proprio sugli anni nei quali Clemente elabora il linguaggio che caratterizzerà la sua successiva produzione.
Il percorso espositivo ricostruisce il passaggio dalla fotografia, inizialmente molto presente nel lavoro dell’artista, al disegno, che diventa progressivamente il suo principale mezzo espressivo.

Le prime opere documentano le sperimentazioni fotografiche degli anni 1975 e 1976, nelle quali immagini quotidiane e oggetti vengono accostati secondo associazioni personali, spesso influenzate dalla filosofia orientale.
Seguono i lavori realizzati tra il 1977 e il 1978, quando Clemente torna a utilizzare con maggiore continuità matite, pastelli, acquerelli, tempere e inchiostri. Il disegno gli consente di rappresentare figure umane, simboli, riferimenti autobiografici e immagini legate alla memoria e all’immaginazione.
Particolare attenzione è riservata agli autoritratti monumentali del 1979, nei quali il corpo umano viene rappresentato attraverso deformazioni e trasformazioni, e ai primi dipinti a olio del 1980.
Tra le opere esposte figurano anche lavori provenienti dalla Collezione Maramotti di Reggio Emilia e dalla Collezione Luigi e Peppino Agrati – Intesa Sanpaolo.
Una selezione di fotografie documenta inoltre la vita e l’attività di Clemente, dai ritratti degli anni Settanta alle immagini che lo mostrano al lavoro in India e nel suo studio newyorkese.
La mostra non si limita quindi a presentare singole opere, ma intende ricostruire l’evoluzione di un linguaggio artistico attraverso un periodo relativamente breve e decisivo della carriera di Clemente.
Con Clemente prende il via il progetto “Oltreconfine”

L’esposizione inaugura “Oltreconfine. Arte italiana 1968–1989”, un progetto ideato dal direttore artistico del CAMeC, Arturo Galansino, e articolato in tre mostre curate da Francesco Guzzetti.
Dopo Clemente, il programma proseguirà con esposizioni dedicate ad Alighiero Boetti e Salvo, due artisti che, attraverso percorsi differenti, hanno contribuito al rinnovamento dell’arte italiana nella seconda metà del Novecento.
L’obiettivo dichiarato è approfondire aspetti meno conosciuti della produzione di questi autori, presentando anche opere raramente esposte e proponendo nuove occasioni di studio e interpretazione.
Il progetto si inserisce nel percorso di ricerca che il CAMeC intende sviluppare anche attraverso il contributo del nuovo Comitato Scientifico.
Da Morandi e Fontana a Francesco Clemente: quattro mostre per il nuovo CAMeC
Con Francesco Clemente salgono a quattro le esposizioni temporanee presentate dopo la riapertura del CAMeC, avvenuta il 4 ottobre 2024 con il riallestimento della collezione permanente curato da Gerhard Wolf, che comprende oltre duecento opere.
La prima mostra, “Morandi e Fontana. Invisibile e Infinito”, inaugurata nell’aprile 2025, ha messo a confronto due figure fondamentali dell’arte italiana del Novecento, registrando oltre diecimila visitatori.
È seguita “Fotosintesi. La visione fotografica di Carla Sozzani”, dedicata alla raccolta fotografica della nota collezionista, con opere di autori italiani e internazionali.
La terza esposizione, “Ripensando il Romanticismo”, ha proposto una rilettura contemporanea dei temi e delle suggestioni del Romanticismo attraverso opere di diversi artisti.
Quattro progetti molto differenti tra loro, che testimoniano la varietà degli indirizzi espositivi seguiti dal museo nel corso di questi due anni.
Una varietà che non sempre si traduce in un’immediata capacità di coinvolgere il visitatore. Dopo il felice esordio con Morandi e Fontana, le proposte successive hanno privilegiato linguaggi e percorsi interpretativi più complessi, non sempre di facile lettura per un pubblico non specialistico. La mostra di Clemente come prima impressione sembra proseguire in questa direzione.
Comune e Fondazione Carispezia: rinnovato fino al 2029 il partenariato per il CAMeC
Proprio in occasione della presentazione della nuova mostra è stato annunciato il rinnovo fino al 2029 del partenariato tra Comune della Spezia e Fondazione Carispezia, sulla base di un protocollo d’intesa approvato dalla Giunta comunale per il triennio 2027–2029.
L’accordo originario, sottoscritto nel novembre 2023, aveva dato avvio al progetto di rinnovamento del museo, riguardante gli spazi espositivi, la collezione permanente, la programmazione culturale e le attività di promozione.
Secondo i dati diffusi dall’amministrazione comunale, nei primi due anni del nuovo corso il CAMeC ha registrato oltre 33 mila visitatori, circa 120 eventi e 1.500 bambini e ragazzi coinvolti nelle attività didattiche.
Il sindaco Pierluigi Peracchini ha indicato nel rinnovo dell’accordo la possibilità di dare continuità al lavoro svolto, mentre il presidente di Fondazione Carispezia, Andrea Corradino, ha sottolineato l’importanza di rafforzare il rapporto tra il museo, il territorio e le istituzioni culturali nazionali e internazionali.
Il nuovo protocollo accompagnerà dunque anche la programmazione delle prossime esposizioni, a cominciare dal ciclo dedicato all’arte italiana tra il 1968 e il 1989.
Come visitare la mostra
Francesco Clemente. Opere 1975–1980. Il primato del disegno
Sede: CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea, Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia.
Periodo: dal 10 ottobre 2026 al 29 marzo 2027.
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19. Il primo venerdì del mese apertura prolungata fino alle 22. Chiuso il lunedì e il 25 dicembre.
Biglietti per collezione permanente e mostra temporanea:
- Intero: 15 euro. Ridotto under 26 e over 65: 8 euro. Residenti nella provincia della Spezia: 5 euro.Ingresso gratuito per i minori di 18 anni, le scolaresche con docenti accompagnatori, le persone con disabilità e gli eventuali accompagnatori, i giornalisti con tessera dell’Ordine e le altre categorie previste dal regolamento del museo. La prima domenica del mese ingresso a 2 euro, ferme restando le gratuità previste.
Informazioni: www.camec.sp.it
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Come visitare la mostra