Mer 14 Ott 2026
Dal 22 ottobre prende il via «I Giovedì in Archivio», una rassegna culturale che proseguirà fino a maggio 2027. Il primo incontro sarà dedicato a Giosuè Carducci e Annie Vivanti. Intanto si è conclusa la mostra sui monumenti bronzei destinati alla fusione durante il fascismo.

L’Archivio di Stato della Spezia rafforza il proprio ruolo di centro culturale aperto alla cittadinanza. Dopo il trasferimento nella nuova sede di via Roma e l’organizzazione di diverse mostre documentarie, prende il via «I Giovedì in Archivio», un ciclo di otto appuntamenti dedicati alla letteratura, alla storia e alla valorizzazione del patrimonio documentario del territorio.

La rassegna, che si svolgerà con cadenza mensile fino a maggio 2027, propone conferenze, incontri e presentazioni di libri, con l’obiettivo di avvicinare un pubblico sempre più ampio alla conoscenza della storia locale e dei documenti conservati nell’istituto.

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 22 ottobre, alle ore 16.30, con un incontro dedicato a Giosuè Carducci e Annie Vivanti, a cura di Carlo Raggi, presidente della Società Dante Alighieri della Spezia.

Al centro dell’incontro il soggiorno spezzino del poeta e della giovane scrittrice nel 1890, durante il quale Carducci, futuro premio Nobel per la Letteratura nel 1906, compose la poesia Ad Annie, dedicata alla Vivanti.

Sede Archivio di Stato La Spezia

Da Carducci alla storia della Spezia: otto appuntamenti

Il programma attraversa epoche e argomenti differenti: dalla corte dei Medici alla storia delle Cinque Terre, dalla stampa periodica spezzina tra Ottocento e Novecento alla giustizia militare, fino all’impiego dei marmi locali nell’architettura barocca.

Questo il calendario completo degli incontri, tutti con inizio alle ore 16.30:

  • 22 ottobre 2026 – Giosuè Carducci e il soggiorno di Annie Vivanti alla Spezia, con Carlo Raggi.

  • 19 novembre 2026 – Presentazione del volume di Rachele Farina Simonetta. Una donna alla corte dei Medici (Edizioni Giacché, 2026), a cura di Nicoletta Gruppi.

  • 17 dicembre 2026 – Presentazione dei volumi Breve storia della Spezia e Breve storia delle Cinque Terre (Pacini Editore), a cura di Michele Finelli.

  • 21 gennaio 2027 – Presentazione di Ottant’anni di stampa periodica spezzina 1860-1944, a cura di Pier Giacomo Nigido.

  • 18 febbraio 2027 – Il caso Vizzardelli e Montepagani a Sarzana: un pluricomicida e un plurinnocente a processo un secolo fa, con Dino Del Giudice e Andrea Lazzoni.

  • 18 marzo 2027 – Gino Patroni. Un epigrammista alla Spezia, con Antonio Castronuovo e Monica Schettino.

  • 15 aprile 2027 – La giustizia militare in Italia tra tempo di pace e tempo di guerra, a cura di Idalgo Cantelli.

  • 6 maggio 2027 – Non solo Portoro: l’impiego nell’architettura sacra barocca dei marmi policromi dell’area spezzina, con Roberto Santamaria.

Gli incontri si terranno nella sede dell’Archivio di Stato, in via Roma 111 alla Spezia, con ingresso libero senza prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Statua Giuseppe Garibaldi

Dai libri ai monumenti: la mostra sui bronzi sacrificati alla guerra

La nuova iniziativa si inserisce in un percorso di apertura alla cittadinanza che l’Archivio di Stato spezzino, diretto da Francesca Nepori, ha già intrapreso attraverso le esposizioni documentarie.

Tra queste, la mostra appena conclusa Bronzi alla Patria. I monumenti ai caduti tra creazione, distruzione e tutela, una rara e dettagliata testimonianza di un fenomeno poco conosciuto al grande pubblico: la fusione dei monumenti in bronzo, disposta durante la Seconda guerra mondiale dal governo fascista per recuperare materiale destinato alla produzione di armamenti.

L’esposizione, patrocinata dal Ministero della Cultura e dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria, ha presentato documenti provenienti in gran parte dagli archivi della Prefettura e della Camera di Commercio.

Tra questi, le richieste inviate tra il 1940 e il 1943 ai sindaci della provincia per censire i monumenti da destinare alla fusione, ma anche progetti di nuove installazioni.

Secondo le direttive statali emanate tra il 1939 e il 1941, i monumenti bronzei avrebbero dovuto essere fusi e sostituiti da analoghe opere in marmo. Le richieste ufficiali di consegna del materiale alle fonderie furono inoltrate dall’Edirot, Ente nazionale distribuzione rottami.

Dott.ssa Francesca Nepori, Direttrice Archivio di Stato

La sostituzione, tuttavia, si rivelò particolarmente difficile quando le opere possedevano un significativo valore artistico.

Tra i documenti esposti spiccava la relazione firmata dal podestà di Brugnato, nella quale si sconsigliava la rimozione del monumento ai caduti della Grande Guerra, opera dello scultore Angiolo Del Santo, evidenziando l’impossibilità di realizzarne una sostituzione in marmo.

Anche alla Spezia il monumento a Giuseppe Garibaldi sfuggì alla rimozione, proprio per l’importanza dell’opera e la difficoltà di sostituirla.

Ma a ostacolare l’attuazione delle direttive fasciste contribuirono anche le proteste delle popolazioni locali, contrarie alla distruzione di monumenti che custodivano la memoria dei caduti di una guerra ancora viva nel ricordo dei superstiti.

Come ha spiegato la direttrice Francesca Nepori, la mostra ha rappresentato quasi un capovolgimento del tema della tutela del patrimonio culturale, mostrando come, in quel periodo storico, fosse lo stesso Stato a mettere a rischio la conservazione delle opere d’arte.

Un esempio del valore dei documenti conservati dall’Archivio di Stato e della loro capacità di raccontare vicende del territorio spesso dimenticate. Un patrimonio che, attraverso le mostre e ora con la nuova rassegna culturale, diventa accessibile non soltanto agli studiosi e ai ricercatori, ma a tutti i cittadini interessati alla storia della Spezia.

By Gabriella Mignani

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