
Il Comune della Spezia ha deliberato di presentare ricorso al Tar contro la delibera del Comune di Riomaggiore sulla “Gestione Via dell’Amore 2024”, che garantisce l’accesso gratuito esclusivamente agli abitanti dei Comuni delle Cinque Terre e impone ai residenti della Provincia della Spezia di acquistare la Cinque Terre Card per accedere alla strada dalle 9 alle 17. Questa decisione è vista come una disparità di trattamento, poiché il territorio spezzino è parte del Parco Nazionale delle Cinque Terre, insieme a Riomaggiore, Vernazza e Monterosso, e la limitazione dell’accesso gratuito solo ad alcuni comuni del Parco appare ingiustificata.
Già ad agosto, il vicesindaco e Assessore al Turismo della Spezia, Maria Grazia Frijia, aveva criticato la tariffa di 17,50 euro per i residenti, affermando che questa equipara gli spezzini a turisti qualsiasi, nonostante il loro contributo attraverso tasse e servizi essenziali. Frijia aveva sottolineato che, trattandosi di una strada riqualificata anche con fondi pubblici, l’accesso gratuito doveva essere garantito almeno ai residenti della provincia.
A difesa di Riomaggiore, va precisato che l’accesso alla Via dell’Amore per i residenti della Provincia della Spezia è regolato esattamente come per il resto del Sentiero Verde Azzurro: il pagamento è richiesto solo nelle fasce orarie in cui gli ingressi sono presidiati. Durante la stagione turistica, gli spezzini possono accedere gratuitamente fino alle 9 (a partire dalle 7) e dopo le 17 (fino all’una di notte), ovvero negli orari più favorevoli per percorrere la Via dell’Amore in estate.

Nonostante queste argomentazioni, il Comune della Spezia ritiene ingiusto che i propri cittadini siano considerati al pari di turisti per l’accesso a un bene comune, ed è per questo che ha deciso di impugnare la delibera di Riomaggiore al Tar, chiedendo l’annullamento del provvedimento.
