
Elezioni Regionali in Liguria: tra incertezze e aspettative
C’è molta curiosità attorno ai risultati delle elezioni regionali che si terranno in Liguria domenica 27 e lunedì 28 ottobre. I cittadini sono chiamati a scegliere il prossimo presidente di Regione, che vedrà contendersi la carica tra Marco Bucci, attuale sindaco di Genova, e Andrea Orlando, deputato e già ministro in diverse occasioni.
Secondo gli ultimi sondaggi, la gara appare incerta: non c’è un favorito evidente, e diversi fattori rendono il risultato particolarmente imprevedibile. In primo piano, il rischio di un alto tasso di astensionismo, ulteriormente incentivato dal maltempo che sta flagellando la regione con allerta costanti e previsioni negative per le giornate elettorali. Non a caso, uno degli slogan più enfatizzati da Orlando è stato proprio “adotta un astenuto,” un appello rivolto agli elettori affinché convincano chi ha smesso di votare a tornare alle urne.
Il peso del caso Toti e la fiducia nella politica
Anche la delusione degli elettori per la conclusione poco onorevole di questa legislatura potrebbe influire, sia in termini di disaffezione sia come forma di punizione verso la coalizione di governo, il cui leader, Giovanni Toti, dopo essersi dimesso ha patteggiato una pena per i reati di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Toti, comunque nell’appoggiare Giacomo Gianpedrone e la lista Avanti Liguria ha dichiarato di aver governato bene, di non aver ricevuto finanziamenti alla sua persona e che gli atti amministrativi oggetto d’indagine erano formalmente corretti. Di fronte a questa vicenda, ci si chiede se il caso nel suo complesso incrementerà la sfiducia, portando a una maggiore disaffezione elettorale con il pensiero diffuso che “tutti sono uguali e perseguono i propri interessi,” oppure se potrebbe innescare una voglia di cambiamento e di punizione per un sistema di potere border line, visto come consolidato a beneficio di pochi.
In questa direzione, alcuni osservatori si chiedono se il caso porterà invece a una reazione di rivincita, in cui l’elettorato di centro destra vede nella magistratura un meccanismo che “disfa ciò che i cittadini scelgono,” dando l’opportunità alla coalizione opposta di rifarsi con il concorso dei giudici. Di certo, per Orlando la sfida di domenica appare come scalare una montagna: nel 2020, il candidato di centrosinistra Ferruccio Sansa subì una sconfitta schiacciante, raggiungendo solo il 38,8% dei consensi contro il 56,6% di Toti, in pratica 120.000 voti in meno. Toti, dopo cinque anni di mandato, aveva ottenuto il massimo consenso per sé e per la sua lista “Cambiamo con Toti Presidente,” che in Liguria aveva raccolto il 22,6%, superando il PD fermo al 19,89%.
La sfida del “campo largo” senza Italia Viva
Un’altra indicazione che questo voto fornirà riguarda la strategia del “campo largo” a sinistra, al netto della mancata partecipazione di Italia Viva (IV). Matteo Renzi si era mostrato molto interessato a far parte della coalizione di centrosinistra, nonostante alcuni dei suoi uomini sostenessero Bucci in Comune a Genova. Tuttavia, mentre Orlando rimaneva cauto, il leader del Movimento 5 Stelle ha posto il veto: “o noi, o loro.” Il risultato è stata l’esclusione di IV dalla coalizione, nonostante Renzi avesse sostenuto che, senza il suo supporto, Orlando avrebbe rischiato la sconfitta. Di contro, Conte affermava che un’alleanza con IV avrebbe portato all’abbandono di numerosi elettori non solo del Movimento.
Se Orlando dovesse perdere per pochi punti percentuali, Renzi avrebbe modo di ribadire che, senza IV, il centrosinistra fatica a ottenere vittorie. D’altra parte, una vittoria di Orlando senza l’appoggio dei voti di IV consoliderebbe la posizione del Movimento e isolerebbe ulteriormente il partito di Renzi all’interno del panorama politico.
La rivalità tra La Spezia e Genova
Un altro fattore che potrebbe influenzare il voto è la rivalità strisciante tra Genova e La Spezia. Marco Bucci è fortemente legato al mondo imprenditoriale genovese e agli interessi della città di cui è tuttora Sindaco, e resta da vedere quale appeal potrà avere nelle 3 province, in particolare alla Spezia, città natale di Orlando e in cui gode di una forte popolarità. Il sindaco di centrodestra Pierluigi Peracchini e altri esponenti locali hanno cercato di rafforzare l’immagine di Bucci alla Spezia, ma le promesse fatte sono davvero credibili? I temi irrisolti che soffocano la città, es. nuovo ospedale Felettino, peseranno sulla scelta degli spezzini che, votando per Bucci, potrebbero rischiare di vedere rimandate o ridimensionate le risposte ai problemi locali? Per un cittadino di La Spezia, non votare per Orlando potrebbe rivelarsi una sorta di “harakiri” qualora lui non dovesse essere eletto.
Tra localismi e politiche di partito
Nonostante il peso delle ideologie, le elezioni regionali rappresentano, di fatto, un appuntamento amministrativo, in cui i localismi e le questioni territoriali contano spesso più delle appartenenze partitiche. Resta da vedere come questi elementi si rifletteranno nel risultato finale, ma di certo il voto in Liguria appare come un banco di prova non solo per i candidati, ma anche per la tenuta della fiducia dei cittadini nelle istituzioni regionali.
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