Il Corriere della Sera ha appena pubblicato i risultati di un sondaggio Ipsos relativo alle prossime elezioni regionali, che si terranno il 27 e 28 ottobre 2024. Alla domanda “Se le elezioni regionali si tenessero oggi, per quale dei candidati alla presidenza della regione voterebbe?”, la risposta vede Marco Bucci, candidato del centrodestra, prevalere di pochi punti percentuali, con il 49% dei consensi, rispetto a d Andrea Orlando, rappresentante del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, che ottiene il 46%. Dunque, emerge che, seppur di poco, il centro destra si mantiene in vantaggio.
Confrontando questi dati con i risultati delle elezioni regionali del 2020, vediamo che il centrodestra, allora guidato da Toti, aveva ottenuto il 56,6%, contro il 38,8% della lista di sinistra, guidata da Ferruccio Sansa. Quelle elezioni erano state un vero disastro per la sinistra, dato che il divario era piuttosto consistente.
La prima considerazione da fare, basandoci sui risultati del sondaggio, è che la sinistra rispetto alle regionali del 2020 ha recuperato molto terreno. C’è da chiedersi: questa potenziale crescita è un effetto dell’inchiesta giudiziaria che ha colpito l’ex presidente della Regione Liguria Giovanni Toti culminata negli arresti domiciliari e le conseguenti dimissioni nonché sul poco onorevole patteggiamento per evitare il processo oppure dipende dal fatto che l’attuale candidato dello schieramento di centro sinistra Andrea Orlando rispetto a Ferruccio Sansa appare molto più credibile non solo per la sua serietà e competenza ma anche per essere stato più volte ministro?
Difficile rispondere a questa domanda, ma sicuramente entrambi gli elementi hanno il loro peso. La destra, dal canto suo, è stata abile nel far sì che Toti patteggiasse, permettendo così allo schieramento di presentarsi alle elezioni senza l’ombra di un processo imminente che avrebbe potuto influenzare negativamente la campagna elettorale. In questo momento, nonostante i tentativi di Toti di mantenersi al centro dell’attenzione con la pubblicazione imminente di un libro e del rilascio di molte interviste sembra essere riuscita a limitare quegli inevitabili danni reputazionali.
Sempre analizzando i dati del sondaggio, è interessante vedere come i partiti si stiano posizionando in termini di forza elettorale all’interno della loro coalizione. Un dato che emerge chiaramente è la crescita di Fratelli d’Italia, che passa dal 10,9% delle elezioni del 2020 al 20%. Anche Forza Italia registra un concreto aumento, passando dal 3% al 9%. La Lega, invece, sembra subire un vero tracollo, scendendo dal 17,1% al 7%.
Sul fronte della sinistra, si registra una crescita interessante del Partito Democratico, che dal 19,9% sale al 24%, potendo diventare il partito più votato di entrambi gli schieramenti. Nel 2020, la compagine con più voti era stato “Cambiamo con Toti Presidente”, che si era assicurato il 22,6. Il Movimento 5 Stelle, nonostante le diatribe tra Conte e Grillo, rimane stabile al 7,8% ma lo scarso appeal dei candidati proposti lo rende vulnerabile a ulteriori debacle, mentre l’Alleanza Verdi-Sinistra si attesterebbe al 6,3%, ben tre liste specifiche appoggiano direttamente Orlando e sembrano valere un 10%.
Questo è, quindi, il quadro delineato dal sondaggio. Ovviamente, ci sono ampi margini di incertezza, soprattutto considerando che la tornata elettorale è ormai vicina e che, come spesso accade, i sondaggi possono essere smentiti dalla reale volontà degli elettori. L’entità dell’astensione sarà certamente un’incognita importante, dato che nelle scorse elezioni regionali era stata significativa, raggiungendo il 46,58%. Anche la delusione degli elettori per la conclusione poco onorevole di questa legislatura potrebbe influire, sia in termini di disaffezione sia come forma di punizione verso la coalizione di governo, il cui leader, Giovanni Toti, ha patteggiato una pena per i reati di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. La condanna prevede due anni e un mese, da scontare attraverso 1.500 ore di lavori di pubblica utilità. Inoltre, è stata disposta la confisca di 84.100 euro.
(Riproduzione riservata)
