Lo scorso 10 ottobre, nei locali del ristorante “La Pianta 310”, si è tenuto un raduno molto speciale: un gruppo di ex compagni della scuola elementare Giosuè Carducci del Canaletto ha celebrato il 60° anniversario del loro primo giorno di scuola. Era il 1° ottobre 1964 quando, a soli sei anni, varcarono per la prima volta le porte della scuola sotto la guida attenta e affettuosa di due maestri molto amati, il maestro Galletti poi sostituito in seconda da Dino Bucchioni per la classe maschile e la maestra Assunta Aponte per la classe femminile.
All’incontro, organizzato con cura e dedizione da Editta Della Maggesa e Alessandra Datti, hanno partecipato sedici ex alunni, oggi 66enni: otto signore e otto signori. La serata, allietata da sgabei e ravioli, e accompagnata da abbondante vino e birra, si è svolta in un’atmosfera di allegria e spensieratezza. Rivedersi dopo tanti anni ha suscitato emozioni intense, ma sempre con il sorriso sulle labbra.
Ecco l’elenco dei partecipanti:
Donne: Alessandra Batti, Editta Della Maggesa, Daniela Domenici, Danila Adorni, Rosanna Favola, Gabriella Tartarini, Gabriella Picelli, Rossella Baldassini.
Uomini: Ugo Rossi, Mauro Maggiani, Remigio Venturini, Fabrizio Tedesco, Giuseppe Rudisi, Aldo Rossi, Massimo Telesforo, Manrico Becchetti.
Riflettendo sulla riuscita dell’incontro, Editta Della Maggesa ha espresso grande soddisfazione: “Sono davvero contenta del successo di questa serata, che ha ripreso il filo dell’incontro di dieci anni fa, quando, insieme a noi, c’erano anche il maestro Bucchioni e la maestra Aponte. È stato emozionante rivederci, anche se la loro assenza si è fatta sentire.”

L’evento ha confermato quanto siano profondi i legami nati sui banchi della scuola Giosuè Carducci. Questi raduni non sono solo un’occasione per condividere vecchi ricordi, ma anche per rafforzare un senso di appartenenza che va oltre il tempo. La voglia di ritrovarsi ogni anno, espressa dai partecipanti, parla di un’amicizia che resiste e si rinnova, a dimostrazione che i legami costruiti in gioventù restano vivi e significativi.
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