“Ma non c’è un atto che può sanare questa roba del sequestro? Che è veramente una porcata? Sono dei pazzi, però ci sarà un ordine di un magistrato?”
Così un Toti furibondo chiedeva spiegazioni al suo capo di gabinetto nonché Sindaco di Portovenere pronunciando parole irriguardose per i carabinieri che, dopo la convalida da parte del Tribunale della Spezia, il 15 aprile del 2023, avevano sequestrato il cantiere balneare della Palmaria oggi prepotentemente rientrato nell’occhio del ciclone in merito all’inchiesta giudiziaria ligure che a Toti e Cozzani sono costati gli arresti domiciliari.
Il provvedimento di sequestro era giunto lo stesso giorno che andava in scena una manifestazione organizzata da varie associazioni ambientaliste. Si erano mobilitate almeno 300 persone che avevano raggiunto in battello l’isola Palmaria con scalo a Portovenere per esprimere il loro dissenso a uno dei primi progetti del famigerato “masterplan” promosso da Regione e Comune, ovvero, un piano di cementificazione e privatizzazione di un’isola ancora incontaminata e patrimonio Unesco.
La coincidenza del sequestro con la manifestazione aveva indispettito i due illustri interlocutori intercettati che così se la raccontavano: “… ma poi mi girano, non puoi fare il sequestro in contemporanea alla manifestazione di questi quattro scemi. Dai che ti avrei fatto vedere, oggi si rotolavano per terra, facevano i canti…”
A rotolarsi per terra e a fare i canti erano in particolare artisti delle associazioni #gest\azione e #TeatroIniziatico che avevano improvvisato un flash mob “Artivista” contro le speculazioni alla Palmaria e la chiusura dell’ostello dell’isola. Una di loro, la Dott.ssa e Psicologa e danzatrice Annalisa Maggiani venuta apposta da Berlino per la manifestazione, ricorda:
“Insieme a Cristina Alioto e altre ci abbiamo messo il corpo, partendo dal palazzo del Comune di Portovenere, sede delle decisioni già allora viste come speculazioni e senza nessuna sensibilità al bene comune.
I nostri corpi erano ornati da vesti e maschere simboleggianti le forze della natura, ci siamo mossi in mezzo alla strada al suono di canti e musica di conchiglie: il corpo ribelle, il corpo rotola, il corpo si contorce, il corpo turba e impressiona con il canto che arriva preciso al cuore. Tutto questo colpisce, se pensiamo alla memoria implicita che è nei corpi di ognuno di noi non mi meraviglio che l‘ex sindaco parli a Toti proprio di questo passaggio “i corpi che rotolano“, che richiamano memorie arcaiche, perturbanti, forse di rituali ma anche di recupero dei confini corporei, di protesta portata all‘estremo ponendo il corpo disteso sulla strada e scosso da tremiti convulsi quasi lì fosse traslata l‘isola intera, i suoi alberi, le piante e gli scogli.
E come da copione è passata sgommando una cabriolet di grossa cilindrata con un uomo abbronzato che ostentava il proprio denaro, ci ha urlato: “godetevi la vita!”; la maschera si è voltata e lo ha guardato, sì, anche lui faceva parte del flash mob, lui simbolo dell‘antropocene e del disprezzo per la vita perché per lui, come per tanti protagonisti dell’inchiesta ligure, il godersi la vita vuol dire prendere, accaparrarsi, sfruttare fino all‘ultima goccia ciò che è di tutti.”
Video manifestazione: https://youtu.be/QEd6ER8TFUk?si=t8POZvZ0W294kvWd
