Gio 14 Mag 2026

Mostra filatelica al Museo del Ciclismo di Via dei Pioppi: il viaggio tra storia e passione di Giacomo Landi

La bicicletta tra storia e filatelia: inaugurata la mostra “Cara Bicicletta” al Museo del Ciclismo della Spezia

Venerdì 31 gennaio, il Museo del Ciclismo “Adriano Cuffini” della Spezia ha inaugurato la mostra filatelica Cara Bicicletta, un affascinante viaggio nella storia della bicicletta e del ciclismo raccontato attraverso i francobolli. Curata da Giacomo Landi, collezionista e grande appassionato delle due ruote, la mostra è stata presentata in un incontro condotto da Melania Sebastiani.

Ad aprire la cerimonia, il Sindaco della Spezia Gianluigi Peracchini, che, da ex ciclista, ha sottolineato il valore del Museo e dello sport come portatore di cultura e valori. Ad accogliere gli ospiti, il presidente dell’Associazione Lorelì, Gian Carlo Zoppi- Erano presenti gli Assessori Maria Grazia Frijia, Alberto Giarelli e Giulio Guerri. Per l’occasione, l’Ufficio Filatelico spezzino di Poste Italiane ha realizzato un annullo speciale dedicato all’evento e sono stati diffusi i rarissimi francobolli celebrativi dei 100 anni dalla partecipazione al giro d’Italia della corridora Alfonsina Strada.

Un Museo da scoprire

Il Museo del Ciclismo “Adriano Cuffini”, situato in via dei Pioppi 10, rappresenta una vera e propria perla per gli appassionati di questo sport. Fondato nel 2019, si è ampliato nel tempo, arricchendosi di cimeli e reperti storici che raccontano l’evoluzione del ciclismo. Dai modelli di biciclette storiche alle maglie autografate dai campioni del passato e del presente, passando per manifesti, fotografie e documenti d’epoca, il museo offre un’esperienza immersiva che merita di essere conosciuta e valorizzata.

Giacomo Landi: passione tra ciclismo e filatelia

Durante l’inaugurazione, Giacomo Landi ha illustrato la sua collezione di francobolli, frutto di anni di ricerca e passione. La raccolta comprende emissioni di diversi Paesi, celebrando i grandi campioni e le tappe più iconiche della storia del ciclismo. Non solo filatelia: Landi ha raccontato anche della sua esperienza come dirigente delle Assicurazioni Generali in Spagna, dove ha fondato la squadra ciclistica professionistica “Vitalicio Seguros”. Tra il 1998 e il 2000, la squadra ha conquistato importanti successi, tra cui il titolo mondiale su strada di Oscar Freire. Nel museo è esposta la maglia iridata conquistata dal campione spagnolo, un simbolo di come il ciclismo possa unire nazioni, generazioni e business.

 

L’epopea di Alfonsina Strada e il mistero di Violetta Pini

Uno dei momenti più affascinanti della conferenza è stato il racconto di Melania Sebastiani, esperta di storia dello sport, che ha riportato alla luce la straordinaria impresa di Alfonsina Strada, prima e unica donna a partecipare al Giro d’Italia nel 1924. La sua figura è stata recentemente omaggiata con un francobollo commemorativo del 2024, incluso nella collezione di Landi e messo a disposizione dal presidio filatelico di poste italiane.

Alfonsina, nata nel 1891 a Castelfranco Emilia, proveniva da una famiglia umile. Fin da bambina si appassionò alla bicicletta, affrontando ostacoli e pregiudizi per poter correre. Nel 1924, quando i grandi campioni del ciclismo maschile disertarono il Giro d’Italia, gli organizzatori ammisero alla competizione la “corridora” trentenne. Senza alcun supporto tecnico, completò l’intero percorso, nonostante un’esclusione formale dalla classifica dopo la nona tappa. Il suo coraggio le valse un’attenzione mediatica straordinaria: a Genova e alla Spezia vennero organizzate sottoscrizioni per aiutarla economicamente, e persino il re la omaggiò a Roma. Terminato il Giro, Alfonsina continuò a pedalare nella vita e nello sport, aprendo un’officina di biciclette a Milano. Morì nel 1959, mentre avviava la sua Moto Guzzi, dopo aver trascorso l’intera giornata a seguire una gara ciclistica: le Tre Valli Varesine. Il suo record dell’ora siglato nel 1938 con 35,28 km/h ha impiegato parecchio per essere battuto, oggi il record dell’ora è sempre italiano con Vittoria Bussi oltre 50 km / h . Nel 1988 è stato lanciato  il primo Giro d’Italia donne.

Accanto alla figura di Alfonsina, la Sebastiani ha riportato alla luce un’altra ciclista spezzina meno nota: Violetta Pini. Ritrovata tra le pagine del “Corriere della Sera” dell’8 dicembre 1994, la sua storia si intreccia con la quinta Coppa d’Inverno del 1925, corsa su un percorso di 124 km tra Milano, Erba, Varese e Saronno. Violetta Pini si classificò dodicesima, distinguendosi tra i partecipanti. Secondo alcune fonti locali, avrebbe partecipato anche al Giro d’Italia del 1925, ma le ricerche storiche smentiscono questa ipotesi: pare che, invece, abbia semplicemente seguito il gruppo dei corridori lungo la seconda tappa nei pressi di Sarzana. Un dettaglio che non ne sminuisce il valore, ma che restituisce la complessità delle storie dimenticate del ciclismo femminile.

The Spezziner

La cartolina su cui è stato impresso lo speciale annullo postale è la riproduzione di un acquerello di Vittorio Sopracase  fatta in occasione del Giro d’Italia del 2009 per rinnovare il connubio arte sport. Il collettivo The Spezziner in occasione della mostra filatelica ha deciso di contribuire con una special edition delle sue copertine dedicata ad Alfonsina Strada, dove la corridora attraversa un faro rosso su cui qualche tifoso ha inciso “W ALFONSINA” e pedala su una bicicletta con muscoli in evidenza. Non servono particolari dettagli per riconoscerla: le gambe tornite, la maglia rosa del Giro. I primi Giri d’Italia sono passati quasi tutti da Spezia.

“Cara Bicicletta”

La mostra “Cara Bicicletta” rappresenta  con un omaggio alla bicicletta come simbolo di innovazione tecnologica, mezzo di lavoro e di mobilità sociale, e testimone dell’evoluzione storica di intere nazioni. L’iniziativa rimarrà aperta al pubblico per almeno quattro settimane, permettendo ai visitatori di scoprire la collezione di Giacomo Landi e di immergersi nelle storie di campioni e pioniere del ciclismo. Un’occasione unica per riscoprire il passato e guardare con occhi nuovi il valore di un semplice mezzo a pedali che, nel tempo, ha cambiato il mondo.

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Spezia Mirror

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