Gio 14 Mag 2026

Premio Gamin 2025: poesia dialettale spezzina protagonista con le opere vincitrici

Premio Gamin 2025: Celebrata la poesia dialettale spezzina

La Spezia, 21 marzo 2025 – Nella suggestiva cornice del Museo Etnografico “G. Podenzana” si è tenuta la cerimonia di premiazione della terza edizione del Premio Gamin, il concorso poetico-letterario in dialetto spezzino organizzato dall’Associazione culturale Circolo La Sprugola con il patrocinio del Comune della Spezia. Un evento che ha visto protagonista la poesia nella sua forma più autentica e radicata nel territorio, celebrato proprio nella Giornata Internazionale della Poesia.

Gianfranco Pietrobono e Piergiorgio Cavallini

Un premio per custodire la memoria linguistica spezzina

Nato nel 2018 in occasione del 150° anniversario della nascita di Ubaldo Mazzini, il Premio Gamin ha come obiettivo la tutela e la valorizzazione del dialetto spezzino. Il concorso, curato sotto la guida del Professor Pier Giorgio Cavallini, rappresenta un’importante iniziativa per preservare l’identità linguistica locale e tramandarne le sfumature lessicali, le sonorità antiche e il valore culturale.

La giuria, composta da Silvano Benedetti (Presidente Pro Loco del Golfo), Paola Ceccotti (Circolo La Sprugola), Maurizio Cozzani (Presidente Lions Club Vara Sud), Federico Maffei (Presidente Kiwanis Club La Spezia – Lunigiana Storica) e Marco Tarabugi (I Fanti dea Ciapa), ha attentamente esaminato i numerosi elaborati pervenuti, stilando la graduatoria finale.

I vincitori del Premio Gamin 2024

La competizione ha visto trionfare ex aequo Fabio Chiesa con la poesia Gigion Abòssa e Gino Cabano con A me figia, che si sono aggiudicati il primo premio in buoni acquisto di 250 euro ciascuno. Anche gli altri premiati si sono guadagnati a loro volta buoni acquisto di importo a scalare.

Giancarlo Guani

Di seguito, la classifica completa:

  • Primi classificati ex-aequo: Fabio Chiesa (Gigion Abòssa) e Gino Cabano (A me figia)
  • Secondi classificati ex-aequo: Graziano Poggi (Ciao Giò) e Alberto Scaramuccia (L’amoe da fanti)
  • Terzi classificati ex-aequo: Enrico Toncelli (Er caretin d’Arbè) e Svezio Magrini (‘N‘amigo de famigia hi i s’en è andà)
  • Quarti classificati ex-aequo: Roberto Battolini (Er Gorfo dea Spèza) e Mirko Maccione (E i l’han ciamà Gesù)
  • Quinto classificato: Grazia Viola (A stòia de Cesare Sarviati)

Un riconoscimento speciale alla carriera è stato assegnato a Giancarlo Guani, per il suo contributo alla letteratura dialettale spezzina.

Le poesie vincitrici

SpeziaMirror è lieta di pubblicare le due poesie vincitrici per permettere ai lettori di apprezzare il valore e la bellezza della lingua spezzina.

Poesia: Gigion Abòssa (di Fabio Chiesa)

Fabio Chiesa

Mia, te vedi quel’òmo la

con di àotri òmi adaré

ch’i i ciamo “a banda der gòto”?

I è Gigion Abòssa!.

Te te m’o dizevi

come s’i fusse ‘n rè

o ‘n famoso artiston.

Me ho visto ‘n ometo assuto

co ‘r moro scuo

e ‘n ghigno da lassame perde

tagià ‘nt’i lèrfi.

A ciassa la s’araviva

per fae passae ‘r corteo:

i comensavo o zio dee ostaie

con Gigion ananti a tuti.

Tre quarti di rosso e de nobirtà

recol a goti

e batude ch’i tagiavo

traversando i ani

come ‘n fante aragià.

Ch’i fusse lassà ‘n paze

da ‘sta vita tribolà

di fatica, de ghife

e decome se deve stae ar mondo.

Ma i se la trovava senpre damèzo ai pè,

‘nte l’ostaia ancoa d’andaghe.

Pe”sta razon

i i ziava tute

pe’ lassàsela adarè

come ‘n bolicoge

e, ‘nca de ciu

un ch’i ne beveva manco.


Poesia: A me figia (di Gino Cabano)

Gino Cabano

Damèzo a bèi lèghi pradi e costèle

a máchina do tenpo ch’i passa

tra nèiti e aotri odoi

ent’e colisse dea vita

la strassina co’ a zoventù anca i doloi

O treno i gh’ha tanti vagon

La comensa i monteti passà quela di “enta”

l’ariva n’ àotra stassion onde ‘r bèo icomensa

onde monta sù amoe giòia speansa

Aoa le arivà anca quela di “anta”

la comensa e coline e o treno i ranca

ne ghe fae caso o tenpo i ne manca

A vita l’è vita, bèla o brüta che sia

o tenpo ch’i passa i n’è cacia via

Pò la vegnià i monti, quei aoti, quei vei

ne te ziae ‘ndré o doman i n’è aiei

Pensa anca ai àotri ma guardate te

se te te vè ben per tüti gh’en è.

Il valore della tradizione dialettale

Il Premio Gamin si conferma un appuntamento imprescindibile per chi ama la tradizione e la cultura spezzina. Il dialetto, con la sua ricchezza espressiva, rappresenta un patrimonio da proteggere e diffondere, affinché possa continuare a raccontare storie, emozioni e identità di un popolo legato alla propria terra.

Foto di copertina il premiato alla carriera Giancarlo Guani con  Marco Tarabugi e Piergiorgio Cavallini

(Riproduzione riservata)

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