“Ali di Legno” incanta la Villa Romana delle Grazie: un inno alla resilienza tra danza, musica e fotografia

Le Grazie, 22 giugno 2025 – Una mattina di arte e emozione, tra storia e natura, per celebrare la forza della rinascita umana
Un nuovo evento sulle vestigia della Villa Romana delle Grazie ha fatto da cornice oggi a un evento tra i più intensi e poetici dell’estate culturale spezzina: la performance “Ali di Legno”, accolta da un pubblico partecipe e affascinato.
Un appuntamento speciale, che ha trasformato l’antica area archeologica in uno spazio sospeso tra bellezza, riflessione e possibilità. Un luogo carico di memoria che si è fatto teatro di un racconto universale: quello della fragilità che diventa forza, del dolore che si tramuta in speranza, del limite che si fa volo.
Un progetto che continua a toccare il cuore

Nato da un’idea della fotografa Gabriella Alibani, insieme a Alessandro Cialdini e Paola Lenzi, “Ali di Legno” è molto più di una performance artistica: è un percorso, un linguaggio fatto di immagini, musica, parola e corpo. Protagonista assoluta è Emanuela Cristofaro, ballerina e coreografa, che porta in scena — con una intensità rara — la storia di una donna ferita, che trova nella propria fragilità la chiave per una nuova libertà.
Le stampelle di legno, inizialmente simbolo di fatica e impedimento, si trasformano nei suoi gesti in strumenti di elevazione, ali con cui danzare oltre le barriere visibili e invisibili. La sua esibizione, accompagnata dal violino struggente di Gian Piero Cocconi e dalla voce narrante dell’attrice e regista Fabrizia Fazi e dalle poesie di Maurizia Del Bello, è stata presentata da Elisabetta Cesari regalando al pubblico un’esperienza multisensoriale profonda e avvolgente.

Una mattina immersa nell’arte e nella natura
La cornice della Villa Romana, tra il verde dei pini e l’eco del mare, ha aggiunto una dimensione ulteriore allo spettacolo: quella del tempo. Il passato millenario del luogo ha dialogato con un presente fatto di ricerca interiore e apertura, accogliendo l’arte come strumento di consapevolezza e trasformazione.
Accanto alla performance, anche la mostra fotografica firmata da Alibani, Cialdini e Lenzi: scatti in bianco e nero, intensi e poetici, accompagnati da brevi testi in metrica haiku, capaci di fermare su carta la tensione e la grazia della danza, la forza muta delle stampelle, la bellezza della resilienza.
Un percorso che si rinnova
“Ali di Legno” ha già toccato il pubblico in occasione di precedenti appuntamenti — dalla Fondazione Carispezia al cammino costiero tra San Terenzo e Lerici, e il recentissimo spettacolo in Piazza Muccini ad Arcola – ma l’evento di oggi alla Villa Romana delle Grazie ha rappresentato un nuovo punto di arrivo, o forse di ripartenza. Una tappa simbolica che unisce cultura, territorio e inclusione, in un linguaggio universale che parla a tutti, anche a chi non ha mai indossato delle ali, ma le ha sempre cercate.
“Un viaggio che si arricchisce a ogni tappa, tra nuove voci e antiche fragilità”

Tra gli ideatori del progetto, Gabriella Alibani ha voluto condividere con SpeziaMirror il significato profondo del percorso artistico, che continua ad arricchirsi a ogni nuova tappa:
«L’evento è stato realizzato per la prima volta alla Fondazione Carispezia il 10 ottobre 2024, e poi riproposto in luoghi sempre suggestivi: Lerici, la piazza del Comune di Arcola, e ieri nella Villa Romana del Varignano. Ogni volta l’evento crea atmosfere e suggestioni diverse, sia per noi che lo realizziamo, sia per il pubblico, che spesso esce commosso per il tema affrontato. La cosa più bella è che ogni volta si aggiunge qualche amico, qualcuno che condivide la nostra visione. È un progetto che parla di forza, coraggio, trasformazione. In quest’ultima tappa si è unito a noi anche il fotografo Paolo Zavanella con il progetto Io, il mio corpo, dedicato alla trasformazione del corpo e all’accettazione consapevole del cambiamento. Importanti anche le letture poetiche, questa volta con i testi di Maurizia Del Bello. Ma soprattutto fondamentale è la presenza della danzatrice Emanuela Cristofaro: oltre a essere una
carissima amica, riesce a trasmettere emozioni uniche, interpretando con il corpo ciò che le immagini e le parole vogliono raccontare.»
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