Gio 14 Mag 2026
Domenica 12 ottobre a Villa Marigola, a San Terenzo di Lerici, la cerimonia di consegna al grande poeta e filosofo argentino, voce della spiritualità contemporanea. Attesi rappresentanti istituzionali italiani e argentini.
Scriveva Eugenio Montale nella poesia “L’estate”: occorrono troppe vite per farne una . E di vite  Hugo Mujica, poeta fra i più importanti del panorama contemporaneo argentino e internazionale, filosofo e saggista, ne ha vissute davvero più di una. A lui, voce autorevole della poesia filosofica e mistica contemporanea dell’America Latina, verrà assegnato  con il coordinamento dell’Architetto Lucilla Del Santo il 12 ottobre, alle ore 17, a Villa Marigola (San Terenzo -Lerici)  il Premio LericiPea Golfo dei Poeti alla Carriera. Il pomeriggio  si aprirà con i saluti istituzionali del Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, dell’Ambasciatore di Argentina a Roma Marcelo Martìn Giusto, del Vice Prefetto della Spezia Vicario dottor Francesco Ramunni, del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e del sindaco di Lerici Leonardo Paoletti. Seguirà un dialogo con il poeta Hugo Mujica condotto da Francesco Napoli membro della giuria del premio e dalla poetessa Zingonia Zingone, prima della cerimonia ufficiale di premiazione prevista per le 19,30.

“Dall’America psichedelica al silenzio trappista”

Occorrono troppe vite per farne  una sola, dicevamo, e per rendersene conto è sufficiente leggere la biografia  di Mujica ; è impossibile infatti non  rimanere stupiti da quante e quanto varie siano state le esperienze che lo hanno attraversato e dalle quali  egli ha tratto sempre nuovi stimoli per crescere come essere umano e come poeta. Nato ad Avellaneda (Buenos Aires) nel 1942, ,a tredici anni già lavorava in una fabbrica di vetro ma la sera la sua mente si nutriva di bellezza grazie allo  studio delle  belle arti. Poi a diciannove anni- così raccontano le storie della sua vita- con soli 37 dollari in tasca lasciò l’Argentina per seguire quello che negli anni sessanta era il sogno di tanti giovani: l’America. Giunto a New York al Greenwich Village iniziò ad esprimere se stesso attraverso la pittura visiva  e in quell’ambiente culturale così vivo e trasgressivo incontrò Timothy Leary, carismatico ricercatore e psicologo che ad Harvard fu tra i pionieri dello studio accademico degli psichedelici e che, in qualità di fautore dell’utilizzo dell’LSD, rese popolare lo slogan “Turn on, tune in, drop out” (“Accenditi, sintonizzati, abbandonati”). Fu quella di Mujica una ricerca di spiritualità attraverso la meditazione ma anche le  sostanze psichedeliche, un cammino comune a tanti giovani degli anni sessanta. Un altro incontro importante per il giovane  Mujica fu quello  con il poeta Allen Ginsberg , un mito della beat generation, con il quale iniziò a prendere parte ai movimenti contro la guerra e per la  difesa dei diritti dell’uguaglianza razziale e sessuale. Grazie a lui poi  conobbe Swami Satchidananda, uno dei primi maestri di Yoga che  in America nel 1966 portò la tradizione Yoga classica. Mujica ha raccontato in alcune interviste che “paradossalmente” fu proprio questo saggio indiano con cui visse come discepolo per due anni, a condurlo poi  al cristianesimo.

Durante un viaggio con Swami Satchidananda  conobbe infatti la vita monastica dell’ordine trappista e all’interno di esso un’altra persona di grande statura morale: Thomas Merton, monaco cristiano statunitense autore di oltre sessanta tra saggi e opere in poesia e in prosa dedicati soprattutto ai temi dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso. 
Da questo momento cominciò un’altra fase della vita di Mujica. Decise infatti di farsi monaco trappista e per sette anni visse la sua vita spirituale nel silenzio. C’è in  tale scelta  di Mujica un messaggio profondo: di fronte alla comunicazione imperante della modernità,  oppone il silenzio, non il tacere. E questo perché come egli stesso ha scritto: ” nel silenzio il silenzio parla“. E ancora: “nel silenzio Dio non parla né tace, nel silenzio il silenzio è Dio”.
La sua prima opera poetica, “Brasa Blanca ” a cui ne sono seguite altre 14 è del 1983 ed è stata editata in Argentina, Costa Rica, Cile, Colombia, Ecuador, Spagna, Venezuela, Uruguay. Sue traduzioni ci sono state in Brasile, Italia, Francia, Stati Uniti, Slovenia e Bulgaria. 
La storia del silenzio sono le parole,
l’ascolto di quel silenzio è la poesia.
Il sapere del silenzio
 è sempre un abitare
 il silenzio,
poi, a volte, un parlare,
 un dire l’abitare, un abitare le parole.
( da “Lo naciente”)
L’anima bisogna crearla,
inalare ciò che inspira,
immaginarla: darle voce.
Incarnarla è l’opera umana,
l’umana fedeltà a sé,
il poetico è ascoltarla,
fare del suo soffio un verbo,
di quel verbo un altro inizio,
un’altra unica creazione.
Una voce che attraversa lingue e confini
Nel 1924 è uscito in Italia l’ultima opera poetica di Hugo Mujica: “E tutto nomina”, edito da Interno Poesia che raccoglie una vasta selezione di poesie. La prefazione è di Francesca Serragnoli, a  tradurre le poesie è Zingonia Zingone una poetessa, scrittrice e traduttrice italiana che ha passato maggior parte della sua infanzia in Costa Rica. Le sue poesie sono infatti principalmente scritte in spagnolo e questo continuo cambiare lingua di scrittura (passando dallo spagnolo all’italiano e viceversa) riflette un po’ il suo costante spostarsi tra Italia e Costa Rica.
Ricordiamo con piacere che 22 anni fa ,nel 2003, venne premiato con il Premio LericiPea alla Carriera un altro grande poeta argentino, Juan Gelman al quale venne assegnata la Cittadinanza onoraria del Comune di Lerici e la cui targa, insieme a quelle degli altri poeti premiati negli ultimi ventinove anni è ancora visibile nella passeggiata che da San Terenzo giunge sino a Lerici.
“Il valore di un premio nel tempo del rumore”
Un ‘ultima considerazione: bene ha fatto il Premio LericiPea a scegliere in questo anno 2025 in cui la follia umana spinge gli uomini a compiere massacri non solo di soldati ma anche di donne e bambini innocenti, a premiare un mistico, un poeta che oppone un silenzio inerme e parole di umiltà e pace al frastuono delle armi e alla “ubris” degli uomini.
In copertina giardino di Villa Marigola Lerici.
(Riproduzione Riservata)
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