Gio 14 Mag 2026

Premio Lunezia: quando le parole diventano protagoniste Stefano De Martino e l’origine di un tributo musical-letterario

Una serata totalmente dedicata alla figura di Baglioni cantautore, anche se lui dirà che non ama questa definizione, nella sua interezza.

Un’artista che sposa parole e musica senza mai eccessivi compromessi fra le due realtà, convinto che un buon testo abbia già in sé stesso la musicalità giusta.

Claudio Baglioni, ha riscaldato il teatro Civico della Spezia con la sua presenza, ma prima ancora con le sue parole che hanno aleggiato come indiscusse protagoniste sin dalle prime battute della serata, perché, come ribadito più volte, da Stefano De Martino, Patron della Manifestazione, Premio Lunezia nasce proprio per analizzare le parole dei testi di Claudio Baglioni.

De Martino, musicofilo e appassionato studioso del “valore emozionale” delle canzoni italiane (coniato come tributo Musical-Letterario), trova i consensi nazionali con il Premio Lunezia (sua anche la formula dello spettacolo) che conferisce, per la prima volta in Italia e forse nel mondo, un attento tributo al valore musical-letterario delle canzoni. La prima edizione del Festival Lunezia è targata 1996, si svolge ad Aulla per 15 anni per poi trasferirsi a Marina di Carrara. Ha raccontato, alla presenza di Baglioni, la prima volta che lo incontrò, dopo essere riuscito ad ottenere un appuntamento con lui a seguito di insistenti telefonate alla severa segretaria dell’allora casa discografica del cantante. Stefano De Martino, si presentò a Baglioni dicendogli che voleva fondare un premio-spettacolo analizzando solo i suoi testi, ma che i collaboratori gli facevano notare quanto tale interesse avrebbe dovuto aprirsi anche ad altri cantautori. All’epoca, come ancora oggi ha ribadito, Baglioni si dichiarò contrario, ovviamente in modo bonario e scanzonato, a tale apertura dato che lui è, in assoluto, il migliore.

Baglioni sul palco: ovazione e riconoscimento alla carriera Il calore del pubblico e l’abbraccio del teatro Civico

Emanuela Tittocchia

Il momento in cui Claudio Baglioni è apparso sul palco del Civico, è stato accompagnato da un’ovazione tonante del pubblico. Ad accogliere il cantante oltre a Stefano De Martino, il conduttore televisivo e radiofonico Savino Zaba, l’attrice e opinionista televisiva Emanuela Tittocchia e il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini che ha consegnato il trofeo Premio Lunezia alla carriera nelle mani dello stesso Baglioni. Nei suoi saluti, il sindaco ha sottolineato quanto emozionante sia per un’artista sentire il calore del suo pubblico e il caloroso applauso del teatro ha nuovamente incoronato Baglioni nel suo trionfo.

Ecco parole dell’artista:

“…In italiano per dire Grazie esiste solo grazie, o suoi sinonimi. Il periodo dei premi, per un artista, risiede nel momento in cui o è poco produttivo, allora è meglio premiarlo cercando di incentivarlo un po’ oppure, come per me, che sono già stato premiato dal Lunezia, per confermarlo su un percorso che ha avvicinato il pubblico. Lunezia, questo nome esotico che diventa, idealmente, luogo dell’arte e a cui si deve il coraggio di portare avanti un’iniziativa particolare e complessa come quella di premiare I TESTI delle canzoni che difficilmente, letti separandoli dalla musica, loro sposa naturale, non sempre può essere facile. E Voi continuate a farlo e dopo ben trent’anni siete degni del massimo rispetto in questa missione tanto impegnativa…”

La vita è adesso: genesi di un album senza ritornelli dallo Zodiaco di Roma a Londra, tra baristi e ispirazioni

Nell’intervista, che ha visto Baglioni protagonista indiscusso, è emerso il terreno in cui le parole delle sue canzoni fioriscono: Baglioni si definisce uomo schivo e lontano dalla ribalta mondana per timidezza ed eccessivo spirito di introspezione. Le domande che seguono poste da De Martino, Tittocchia e  Zaba sono state puntuali e pressanti per cercare di far entrare il pubblico il più possibile nel personaggio Baglioni, lui stesso dirà che una particolarità interessante e sfidante dell’essere personaggio è proprio quella di essere conosciuto anche da coloro che rimangono sconosciuti e dover instaurare un effettivo rapporto dialogico anche con loro.

Ma dove nasce l’album che questa sera celebriamo: La vita è adesso?

“…A Roma allo Zodiaco che si trova a Monte Mario, punto dal quale si vede gran parte della città. Lo Zodiaco è un famoso belvedere con un’altezza di 139 metri, offre una vista panoramica mozzafiato sulla città, rendendolo un luogo ideale per passeggiate romantiche e per ammirare il centro storico di Roma, il Foro Italico e lo Stadio Olimpico. È considerato un punto di riferimento per i visitatori che desiderano godere di un’esperienza unica e suggestiva nella Città Eterna. Mi sono accorto che proprio davanti a me, seduto in quel caffè, mi scorreva davanti la vita di tanti, giovani che si appartavano in passeggiate romantiche, persone che passavano semplicemente ed altri che riflettevano. Quale migliore punto d’osservazione per scrivere della vita e poi era bellissimo intrattenersi con il barista, ascoltare le sue storie, era come se tutto potesse diventare melodia.” La grande orchestra dell’umanità era sotto i miei occhi ed io mi ero auto proclamato il direttore.

Quanto tempo hai impiegato per comporre questo album?

“…Meno tempo di quanto avrei voluto e quando l’ho registrato, riascoltandolo ero convinto che non avrebbe avuto neppure un giorno di vita, non nutrivo nessuna speranza nel suo lancio.”

Baglioni, colui che aumenta il mondo

La reazione all’affermazione di Baglioni ha scatenato subito i fans più accaniti che hanno preso voce nell’intermediaria Tittocchia Emanuela:  Perché questo? Le parole che hai scritto arrivano con una potenza straordinaria e arrivano a tutti, percepisci tutta questa forza nei tuoi testi?

“…Non avevo speranza in questo album perché sentivo che avevo spinto molto sulla complessità dei testi, mentre a livello musicale non rispettavo le regole basi della canzone come il pubblico si aspetta: non esistono ritornelli e questo può essere un problema per il pubblico. Invece, mi sbagliavo: il mio pubblico è riuscito a seguirmi anche nella complessità. In questa dimensione ci si accorge di essere cresciuti, anche a livello professionale: quando si è giovani si vuole essere conosciuti, ascoltati, apprezzati, seguiti al di là di tutto, poi si arriva ad un momento in cui, magari a discapito dei numeri, si vuole che il pubblico, oltre ad ascoltarti, riesca anche a capirti. Questa è la sfida del La vita è adesso ed è stato un album fortunato che ha fatto del bene anche a me, ovviamente. L’idea della complessità può avere un suo significato.”

La Vita è adesso sta per uscire in una nuova veste?

“…Sì, l’album uscirà con nuovi arrangiamenti, frutto anche degli anni in cui ho portato in giro i vari brani ed ho cambiato anche qualche parola, non radicalmente, ma qualche aggiustamento l’ho fatto: si cerca sempre di fare meglio, si cresce sempre e si è sempre insoddisfatti del proprio lavoro.”

Qual è stato il brano che hai scritto con più facilità e quello che ti è costato più fatica, più lavoro?

“…Sono passati tanti anni. Probabilmente il più immediato è stato Uomini persi e quello che ho faticato di più a comporre, proprio. La vita è adesso, tra l’altro, l’unico che ho composto a Londra e non nel mio bar dello zodiaco. In quei giorni, infatti, era venuto a trovarmi il grande Pippo Baudo che voleva una sigla per un suo nuovo spettacolo e così, come spesso accade, mi sono ritrovato ad arrivare in ritardo sull’uscita dell’album, uscita già annunciata, ma non sempre le tempistiche degli annunci corrispondono a quelle della vita reale.”

Prima di te si sono esibiti sette giovani delle nuove proposte…so che anche a te avrebbe fatto piacere partecipare a questa categoria, ma come puoi ben capire, sarebbe stato estremamente difficile. Cosa ascolti tu e come vedi la produzione artistica delle nuove generazioni?

“…Beh, diciamo che avrei voluto partecipare alla sezione proposte nuove, più che nuove proposte. Io sono convinto che L’arte non deve assomigliare alla vita, l’arte può solo aiutare a sopportare la vita. Qui, a volte, si rischia di entrare in dissonanza. Ma si deve maturare una profonda consapevolezza per arrivare a percepire questo e, ovviamente, oggi ci sono stili compositivi diversi, sensibilità differenti. Poi si arriva ad un punto di consapevolezza dove ti accorgi di aver lavorato molto perché comporre testi e fare musica richiede molto lavoro, in realtà. Io spesso, quando sento colleghi, scrittori o registi che dicono mi è venuto di getto, penso come mai a me sta’ cosa non sia mai capitata: ho sempre dovuto lavorare duramente per arrivare ad un risultato. Poi, in parallelo, cresce anche la consapevolezza di essere stato graziato da una profonda fortuna, e devo dire che davvero, gli dèi della musica e delle parole, mi hanno riservato un cammino particolarmente fortunato.”

C’è stata una frase che ha incoronato questa serata, uno striscione dedicato a Baglioni con scritto: non smettere mai di trasmettere amore.

Su queste parole che hanno accompagnato la serata, anche nei momenti di spettacolo che hanno preceduto e preparato l’incontro con Baglioni, gli è stato chiesto da Savino Zaba, se davvero questo suo ultimo tour, che partirà a breve, sarà il suo ultimo.

“…leggendo le parole che mi avete riservato, posso dirvi che sarà l’ultimo inteso come format tour: ci saranno una cinquantina di concerti in tutta Italia e questo comporta uno sforzo notevole. Quindi in questo format ritengo sarà l’ultimo.”

Come preparazione all’intervista/incontro con Baglioni c’è stato un momento di profondo spettacolo con l’esegesi del testo La vita è adesso a cura di Vincenzo Incenzo che ha tratteggiato ogni frase del testo rendendola in tutta la sua complessità anche grazie alle spiegazioni melodiche di cambi d’accordi e tonalità che servono proprio a sottolineare maggiormente concetti già molto forti.

L’intervista è stata molto lunga e variegata ma non era certo che il cantante si sarebbe esibito al pianoforte nonostante ce ne fosse uno pronto sul palco. Stefano De Martino da consumato conduttore quale è per un attimo ha fatto credere che Baglioni non avrebbe cantato ma invece… ha regalato al pubblico tre pezzi del suo repertorio e la sua “la vita è adesso” è stato il suo gran finale spezzino al Lunezia.

(Riproduzione riservata)

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