
Eugenio Montale è stato il protagonista della serata levantese di sabato scorso. L’evento è iniziato alle 21 con l’intitolazione di un albero dedicato al Premio Nobel ligure nei giardini di Piazza Staglieno, dove è stato collocato ai suoi piedi un leggio in marmo. La serata è proseguita in Piazza del Popolo con la Lectio Magistralis tenuta dal genetista dell’Università di Ferrara, professor Guido Barbujani, sotto la Loggia, dopo aver ricevuto il Premio Montale Fuori di Casa dall’Assessore Paolo Lizza.
Il Sindaco del Comune di Levanto, Luca Del Bello, ha ricordato il legame profondo del poeta Eugenio Montale con il paesaggio di Levanto e delle Cinque Terre, evidenziato nella poesia “Lettera levantina”. Il Sindaco ha dichiarato: “Abbiamo deciso di rendere onore a Eugenio Montale non solo accogliendo nel nostro Comune, quattro anni fa, la sezione Ambiente del Premio Montale Fuori di Casa (i premiati negli anni sono stati: Chicco Testa, Grazia Francescato, Letizia Palmisano, Tiziano Fratus), ma anche dedicando al grande poeta ligure un albero e allestendo un leggio con incisi i primi versi della sua poesia ‘Hai dato il mio nome ad un albero…’”.
Nell’introduzione alla cerimonia di premiazione, la Prof.ssa Adriana Beverini, Presidente del Premio, ha spiegato che quest’anno, eccezionalmente, verrà assegnato non un Premio per la Sezione Ambiente come gli altri anni, ma un Premio Speciale dedicato al lavoro scientifico e letterario di un grande studioso: Guido Barbujani. La sua opera è estremamente importante ai giorni nostri, non solo in Italia, ma in tutta Europa, dove, complici crisi morale, economica ed ecologica, stanno rinascendo nuovi movimenti fondamentalisti razzisti. L’opera di divulgazione scientifica su temi come l’evoluzione umana e delle “razze”, che sino a poco tempo fa erano trattati solo nel chiuso delle aule universitarie, grazie al professor Barbujani e ai suoi colleghi, dimostra che il mondo in cui viviamo è molto più complesso di quanto alcuni vogliano farci credere. Dimostra inoltre quanto sia assurda la pretesa di poter fermare il fenomeno delle migrazioni con barriere e muri.
Barbujani, nella sua lectio magistralis, ha dimostrato quanto sia stato inutile in passato e quanto lo sia tuttora classificare e considerare gli esseri umani in razze. Questo non serve a nulla né dal punto di vista medico, né da quello farmacologico, né da quello della nostra conoscenza e storia evolutiva.
A margine della premiazione, è emersa l’amarezza della Presidente del Premio Montale Fuori di Casa alla notizia che nella vicina Monterosso è stata istituita una prima edizione di un premio anch’esso dedicato a Montale. Adriana Beverini ha scritto sulla sua pagina Facebook, rivolgendosi a tutti gli amici del Premio: “…sono 28 anni che stiamo portando avanti questo Premio, e abbiamo assistito stupiti alla nascita di un Premio internazionale Eugenio Montale a Monterosso, da un’idea di una prof.ssa della Cattolica di Milano, che ha trovato sede in un’Azienda Vinicola di Monterosso. Siamo rimasti stupiti perché la nascita di tale sezione Saggistica volutamente ignora che in tale sezione negli anni il Premio Montale Fuori di Casa ha già premiato saggisti del calibro dei professori Verdino, Contorbia, Testa, Lavezzi, Sonzogni, Casadei, De Caro, solo per fare alcuni nomi. Ora mi chiedo: perché, nel momento in cui si è deciso di creare un altro Premio Montale per la Saggistica Internazionale a Monterosso, non si è pensato di comportarsi civilmente contattando la Presidente del Premio dedicato a Montale, che già esisteva da 28 anni? Perché agire senza un minimo di correttezza? A noi non interessa se nasce un altro Premio dedicato a Montale, spiace solo che non lo si sia fatto in modo appropriato, confrontandosi con quello che già esisteva, magari scegliendo di collaborare…”.
Guido Barbujani ha lavorato alle Università di Padova, State University of New York a Stony Brook, Londra e Bologna, e dal 2001 insegna Genetica all’Università di Ferrara. Si occupa delle origini e dell’evoluzione della popolazione umana. Ha pubblicato testi letterari, fra cui “Questione di razza” (Mondadori 2003, Solferino 2023) e “Soggetti smarriti” (Einaudi 2022). Fra i suoi saggi, “Lascia stare i santi” (Einaudi 2014), “Contro il razzismo. Quattro ragionamenti” (con M. Aime, C. Bartoli e F. Falloppa, Einaudi 2016), “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (con A. Brunelli, Il Mulino, 2018), “L’invenzione delle razze” (Bompiani nuova edizione 2018), “Europei senza se e senza ma” (Bompiani nuova edizione 2021), “Sono razzista ma sto cercando di smettere” (con P. Cheli, Laterza nuova edizione 2022) e “Come eravamo. Storie dalla grande storia dell’uomo” (Laterza 2023).


