Alain Delon oltre il mito: alla Spezia una conferenza sulla sua figura e su suoi film meno noti
Tre opere degli anni Settanta per rileggere il divo francese in una chiave nuova. Mercoledì 14 maggio alle 16:00 presso la Fondazione Cassa di risparmio della Spezia di via Domenico Chiodo 36 l’Alliance Française ha organizzato un convegno dal titolo “Un inedito Alain Delon. Sarà un omaggio ad Alain Delon con una conferenza fuori dagli schemi. Niente proiezioni né celebrazioni convenzionali: sarà proposta una riflessione critica su tre film poco conosciuti dell’attore francese, lontani dai ruoli patinati che lo hanno reso un’icona mondiale a cura dell’esperto cinematografico Giordano Giannini che riprende e approfondisce quanto già da lui esposto in occasione del centenario dell’Accademia Aliprandi-Rodríguez di Firenze a poche ore dalla notizia della scomparsa di Delon avvenuta il 18 agosto 2024.

Allora come oggi, il relatore invita a superare le letture più ovvie legate al divo dagli occhi di ghiaccio – il fascino, il rapporto con i maestri del cinema italiano, le controverse posizioni ideologiche – per soffermarsi su tre pellicole dimenticate degli anni Settanta, che Delon interpretò con convinzione, affrontando temi audaci e poco frequentati all’epoca.
Si tratta di Attention, les enfants regardent di Serge Leroy, Armaguedon (Quel giorno il mondo tremerà) e Traitement de choc, entrambi di Alain Jessua. Tre film molto diversi, ma uniti da un filo rosso: la critica all’Occidente moderno, ai suoi miti tossici e al potere deformante dei media. Alcune sequenze delle tre opere saranno mostrate nel corso dell’incontro, come spunto per la riflessione e un invito a vedere o rivedere questi film integralmente.

Alain Delon, nato a Sceaux nel 1935, è stato per decenni uno degli attori più ammirati (e imitati) del panorama europeo. Da Rocco e i suoi fratelli a Il Gattopardo, da La prima notte di quiete a Frank Costello faccia d’angelo, ha incarnato una mascolinità enigmatica, capace di fondere fragilità e violenza, bellezza e disperazione. Uomo dalle molte ombre, ha fatto parlare di sé anche per i suoi tormenti personali e per posizioni pubbliche non sempre accomodanti. Ma è proprio questo, forse, a renderlo una figura ancora attuale, da riscoprire. Non un’icona monolitica, ma un interprete che non ebbe paura di rischiare, di sbagliare, di compromettere l’immagine perfetta che il mondo si era costruito su di lui.
Alain Delon –fu spesso considerato un attore dalla bellezza pericolosamente invadente, tanto da oscurare il suo valore interpretativo. «Spero che questo esperimento – spiega Giordano Giannini – serva anche a superare, una volta per tutte, quella domanda tanto frequente quanto superficiale: “Ma era anche bravo o era solo bello?”».
La conferenza si inserisce nel programma culturale dell’Alliance Française spezzina e sarà a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Chi è Giordano Giannini, classe ‘87, laureato con lode in Storia e Forme delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei Nuovi Media all’Università di Pisa. Da anni, tra Liguria e Toscana, tiene corsi di lettura filmica presso scuole di vario grado, sale d’essai e associazioni di promozione sociale. È membro attivo dell’Accademia fiorentina “Aliprandi-Rodríguez” (Multimedialità della Scrittura e della Comunicazione) della quale cura la sezione “Cinema & Audiovisivi” e relative videoconferenze. Fra le pubblicazioni: prefazione al saggio-testimonianza “Il riscatto. Le esperienze di un giovane che incontrò e non tradì le profezie di don Lorenzo Milani” di Alessandro Mazzerelli (If Press, 2022); “Buffy non deve morire. Adolescenti, Mito e Fantastico nei Nuovi Media” (Città del Sole, 2020; insieme a Nicoletta Gruppi); “Cinema e giardini. Una lettura iconologica” (Pontecorboli, 2016).
In copertina foto di “Attention, les enfants regardent” di Serge Leroy
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