Riceviamo, dalla scrittrice ed Avvocato spezzina, Catia Cidale, questo articolo che pubblichiamo con piacere.
Attraverso i corridoi del silenzio: un viaggio nella memoria della Provincia della Spezia, 31 ottobre 2025.
Alla presenza del presidente della Provincia della Spezia, Pierluigi Paracchini, del vicepresidente Umberto Costantini e di numerose autorità locali, è stato presentato, presso il Palazzo della Provincia, il volume “Attraverso i corridoi del silenzio – L’infanzia abbandonata e l’assistenza agli infermi di mente nei fondi dell’archivio storico della Provincia della Spezia”.

L’opera, frutto del lavoro di Alessio Carrabino, Andrea Ciardi, Susanna Ognibene e Debora Tosi, offre un toccante viaggio tra i documenti che raccontano le pagine più delicate della storia sociale del nostro territorio.
Il Palazzo della Provincia, sede di alcuni tra i più importanti archivi della storia spezzina, custodisce un patrimonio di cartografie, resoconti tecnici, documentazione contabile e atti amministrativi che testimoniano oltre un secolo di vita dell’Ente. Quelle che potevano sembrare “vecchie pagine”, ingiallite dal tempo, sono tornate a parlare, restituendo voce a storie umane e comunitarie di grande intensità.
Le parole del sindaco, riportate nell’introduzione al volume, sintetizzano con efficacia lo spirito del progetto:
“Quelli che abbiamo ritrovato, protetto, conservato, restaurato e oggi resi fruibili sono atti fragili, ma non tanto perché fatti di carta segnata dal tempo. Questi documenti ci raccontano della fragilità delle persone, di storie complesse, spesso drammatiche, di scelte di vita importanti. Non sono semplici resoconti fissati su carta, ma sono la vita stessa di una comunità trascritta per noi e per chi verrà dopo di noi. E per questo abbiamo il dovere di preservarli”.
Un viaggio tra i documenti dell’infanzia abbandonata e dell’assistenza agli infermi di mente

La tutela del patrimonio archivistico e librario ligure è garantita dal Ministero della Cultura tramite la Soprintendenza archivistica e bibliografica.
Dal 2003 la Provincia della Spezia collabora con quest’Ufficio per la riorganizzazione dell’archivio storico, che all’epoca era collocato presso l’Istituto tecnico industriale “Cappellini”.
Tra i fondi più significativi spiccano quelli del Brefotrofio provinciale, testimonianza preziosa di un periodo in cui il tema dell’infanzia abbandonata rappresentava una delle emergenze sociali più toccanti.
Questi documenti – di grande valore anche per chi desidera ricostruire le proprie origini, grazie anche al contatto con il Tribunale per i Minorenni di Genova – sono stati recentemente trasferiti e collocati nel cosiddetto “Archivio Blu”, situato al piano terra del Palazzo provinciale.
La scelta del colore blu richiama quello predominante nello stemma della Provincia, adottato fin dalla sua istituzione.
L’importanza della memoria storica e del patrimonio archivistico spezzino
I primi due fondi oggetto di riordino – “Illegittimi” e “Assistenza infermi di mente e dementi” – hanno costituito il cuore del lavoro di ricerca.
Lo studio di tali documenti ha riportato alla luce storie commoventi, condivise con il pubblico durante la presentazione attraverso letture sceniche interpretate dall’attrice Alessandra Evangelisti, accompagnata al pianoforte da Giacomo Ciardi.
Le parole, le immagini proiettate e i piccoli oggetti evocativi – medagliette, santini, biglietti – hanno ricostruito un mondo di affetti e dolori, di madri costrette a separarsi dai propri figli, talvolta per sempre.

Il pubblico in sala ha potuto apprezzare anche gli interventi delle relatrici: la dott.ssa Francesca Imperiale, responsabile della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria; la dott.ssa Susanna Ognibene, amministratore unico della società Omniarem S.r.l., specializzata nel recupero di archivi storici; e la dott.ssa Debora Tosi, funzionario capo della Provincia della Spezia, responsabile del servizio di riordino e catalogazione dell’archivio e coordinatrice organizzativa del progetto. Le relatrici hanno illustrato il lungo lavoro di ricerca e catalogazione alla base di un progetto nato da una profonda passione per la memoria storica e archivistica del territorio.
Al termine della presentazione, ho avuto il piacere di intervistare la dott.ssa Debora Tosi.
Com’è nata l’idea di questo volume?
«L’idea di realizzare questo volume è nata dalla volontà di creare uno strumento tangibile che ci aiutasse nella diffusione dei contenuti del nostro archivio storico. In particolare, di quelli relativi all’assistenza agli infermi di mente e all’infanzia abbandonata che erano due competenze specifiche dell’ente provinciale. Questo volume è il primo di una serie, infatti, ad esso seguirà quello relativo ai documenti del genio civile, documenti che contengono gli studi tecnico-scientifici e i progetti delle più grandi opere realizzate nel nostro territorio nell’arco di oltre un secolo. Saranno create diverse occasioni con le scuole e con la cittadinanza per diffondere questo volume e gli altri che seguiranno e, in occasione della presentazione, sarà possibile visitare l’archivio e vedere fisicamente questi straordinari documenti. Questa attività divulgativa, secondo noi, è particolarmente importante perché pochi conoscono la presenza di questi fondi archivistici e lo straordinario valore che i documenti che li compongono hanno per il nostro territorio e per la sua storia sociale. »
Quali sono i progetti futuri, in particolare riguardo all’utilizzo della Sala Blu?

«L’archivio blu non è soltanto uno spazio in cui sono contenuti dei documenti ma vuole essere uno spazio vivo in cui sia possibile studiare, fare presentazioni, mostre, attività di coworking. A breve sarà possibile, tramite un sito Internet dedicato, prenotare questi spazi che saranno invece sempre disponibili per i ragazzi che vorranno venire a leggere i nostri documenti, i nostri libri o semplicemente trovare uno luogo nuovo in cui studiare. In questi spazi saranno infatti allestite delle postazioni di studio in un contesto multimediale dotato di maxischermo, connessione Wi-Fi, scanner verticali e pc portatili. Nello spazio archivistico è anche presente una “piccola biblioteca di studi europei” che contiene volumi dedicati alla storia istituzionale dell’Europa. Questa attività è strettamente correlata al fatto che in Provincia ha sede il centro Europe direct che è uno dei 39 centri presenti in Italia che contribuiscono alla diffusione delle informazioni sull’attività giuridico istituzionale dell’Unione Europea. La speranza è che tutte queste iniziative possano davvero raggiungere lo scopo di far conoscere il valore storico sociale del patrimonio documentale della Provincia, che a molti è sicuramente sconosciuto.»
Questo libro è il risultato di un lavoro corale e appassionato che unisce ricerca, cultura e memoria civile. “Attraverso i corridoi del silenzio” rappresenta un tassello importante nella valorizzazione dell’archivio storico della Provincia della Spezia. Un’iniziativa che, attraverso la ricerca e la divulgazione, restituisce dignità e voce alle storie di chi, nel silenzio degli archivi, ha contribuito a costruire la nostra identità collettiva.

By Catia Cidale
Catia Cidale, nata e residente a La Spezia, esercita la professione di avvocato, ma coltiva una profonda passione per la scrittura. Predilige i generi noir, giallo e horror, che spesso contamina con altri stili narrativi. Le sue storie, molto visive ed appassionanti, immergono il lettore in atmosfere intense e spiazzanti. I suoi racconti hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti letterari.
