
IOI è il nuovo EP di Bonifacio: in questa intervista l’artista spezzino racconta la nascita del progetto e il senso di questa sua nuova fase musicale.
Bonifacio vive da anni a Milano dove insegna fisica e matematica all’American School of Milan. Parallelamente porta avanti la sua attività musicale come songwriter e chitarrista. Ha pubblicato due album, Back to Back (2014) e Zero Over Zero (2019), disponibili sulle principali piattaforme digitali.
Con IOI, pubblicato il 31 ottobre con l’etichetta Atomo World, Bonifacio apre un nuovo capitolo che unisce introspezione e ricerca sonora. Nell’intervista che segue racconta la genesi del progetto, le scelte artistiche e la direzione futura del suo percorso musicale.
Come nasce IOI?
Nasce da un incontro e da un tempo di ascolto. Avevo registrato un live in studio a Carrara, al G.L.ab Studio di Giacomo Loré, e da lì è partito tutto. Giacomo teneva molto a quel live, e mi propose di produrre un brano insieme. Quando gli ho portato i miei demo, scritti e registrati a casa, ha sentito qualcosa. Siamo passati da un brano… a quattro. Poi a cinque. Quel lavoro è diventato la prima parte di IOI, grazie al suo ascolto, alla sua produzione artistica e alla sua etichetta Atomo World. Nel percorso c’è anche una continuità umana: nelle tracce c’è Timo Orlandi al basso, con cui avevo già condiviso anni di musica nel progetto precedente, Zero Over Zero. Un legame sonoro che attraversa i due mondi.
IOI in poche parole
Intimo, Organico, Ipnotico
Quando e dove potremo ascoltarlo?
La prima parte è già disponibile (dal 31 ottobre) su tutte le piattaforme digitali (Spotify, Apple Music, Amazon Music, Tidal ecc.). Poi nel 2026 uscirà anche una versione in vinile con l’opera completa. (IE’ possibile ascoltare la prima parte cliccando 👉IOI)
Da boomer quale sono, mi ricordo che per ascoltare un disco bisognava comprarlo. Ora invece la musica è gratis ovunque… ma quindi chi ci guadagna oggi?
Le piattaforme pagano micro-royalties, simboliche. La sostenibilità arriva dai concerti, dalle collaborazioni, da chi sceglie di sostenere davvero la musica e, in questo caso, dal vinile. È un ecosistema fragile, ma anche molto libero.
Cosa si intende per EP?
E’ una pubblicazione breve, più raccolta. LP è l’album esteso. Nel mondo digitale indicano l’architettura artistica: un EP è un racconto concentrato, un LP un mondo più ampio.
Quando arriverà IOI completo in vinile?
Non ora. Registreremo la seconda parte a dicembre. Questa verrà prima pubblicata in digitale, dopodiché l’opera completa uscirà su vinile nel 2026. Era importante che l’oggetto fisico raccontasse tutto il viaggio, non solo una metà.
Quanto è autobiografico IOI?
Molto, ma non in senso diaristico. Ci sono esperienze reali, filtrate in immagini e personaggi. È autobiografico nelle radici emotive, non nel realismo.
Perché farlo uscire in due parti?
Una scelta condivisa con Giacomo Loré. L’idea originale era un EP, i primi quattro brani. Poi il percorso in studio e il legame artistico hanno aperto lo spazio per un quinto brano, che registreremo a dicembre. La seconda parte e il vinile usciranno nella prima metà del 2026.
Il titolo del disco richiama la stanza 101 di 1984 di Orwell. Che significato ha in IOI?
In 1984 la Stanza 101 è il luogo della paura assoluta. Io ho codificato quel numero in IOI, trasformandolo da incubo a passaggio interiore. Non la stanza dove ti annienti, ma una soglia di trasformazione.
Ma il titolo si legge IOI o 101?
IOI è quello che l’ascoltatore vuole vederci. Per me è un simbolo visivo, un codice, un varco. IOI è in qualche modo anche uno specchio rovesciato del mio lavoro precedente, Zero Over Zero. Là il suono era ampio, stratificato, pieno di strumenti e collaborazioni. Qui invece la scrittura e la produzione rendono tutto più essenziale, più nudo, più incisivo. È un ribaltamento simbolico e sonoro: come da OIO (Zero Over Zero) a IOI, un cambio di prospettiva, una fase nuova.
L’immagine della pietra sospesa: cosa rappresenta e chi l’ha realizzata?
La grafica è stata curata da Alessandro Ratti. L’idea di scolpire IOI su una pietra nasce come un gesto archeologico immaginario: un simbolo inciso su un reperto, qualcosa che sopravvive al tempo e riaffiora nel presente. La pietra fluttua in un bosco, tra il reale e il visionario, natura primaria e mistero. È un’immagine che racconta l’essenza del disco: materia organica e dettaglio elettronico, fragilità e permanenza, un suono che sembra provenire da lontano ma parla di adesso.
Che rapporto c’è tra la l’intelligenza artificiale I.A. e la tua musica?
In IOI e nei miei live non c’è audio generato dall’I.A. Uso la tecnologia come spazio di osservazione e riflessione, non come sostituto dell’esecuzione. Un contributo importante al carattere sonoro è arrivato da Nicola Sciarpa / Organismo, che con i suoi sintetizzatori sperimentali ha portato un’impronta elettronica analogica, organica, quasi viva. La tecnologia è presente, ma in forma tattile, non artificiale.
Cosa ti aspetti da questo tuo nuovo lavoro?
Che arrivi lentamente al mio pubblico e non solo ma profondamente. Preferisco un ascolto vero a mille passaggi distratti.
Perché i testi in inglese?
Perché è la lingua in cui la mia voce musicale è nata, tra esperienze all’estero e ascolti formativi. Mi dà una distanza che mi permette di scavare senza cadere nella confessione diretta. Tuttavia la lingua italiana trova alcuni importanti spazi in questo nuovo lavoro e non escludo di utilizzarla in modo ancora più esteso in futuro.
Come promuoverai IOI?
Sto lavorando a concerti che uniscono strumenti tradizionali, elettronica e visuali. E anche se non ha suonato nel disco, devo citare Fabrizio Carriero, batterista del progetto live: rivederci e tornare a suonare insieme mi ha rimesso in moto dopo un periodo difficile, tra pandemia e vicende personali. Questa energia rinnovata farà parte delle date che annunceremo presto.

Ho seguito negli anni diversi concerti spezzini di Bonifacio e trovo che la sua musica, sospesa tra sperimentazione e melodia, riesca sempre a trasmettere un ascolto autentico e coinvolgente. Quest’estate al Piccolo Blu di Campiglia ho ascoltato i brani di IOI in anteprima e ho trovato conferma di come la musica di Bonifacio possa introdurre in una dimensione intima e diretta.
Per chi vuole scoprirlo o ritrovarlo, IOI è disponibile su tutte le principali piattaforme digitali e sul seguente link 👉 IOI
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