Il 21 dicembre, ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Gino Montefinale, una delle figure più emblematiche di Portovenere. Nato il 9 giugno 1881 in una famiglia numerosa come ultimo di otto figli, Montefinale si distinse come pioniere delle radiocomunicazioni, scienziato, artista e ambientalista, dedicando ogni aspetto della sua vita alla scienza, all’arte e alla tutela del territorio.

Il docufilm Il cuore nelle onde – Gino Montefinale. Pioniere del WiFi e paladino di Portovenere, realizzato dal “Cantiere della Memoria” con testi di Corrado Ricci, celebra questa straordinaria figura. Diretto dallo stesso Ricci, con il montaggio curato da Roberto Celi presidente di Obiettivo Spezia nell’ambito delle sinergie con il Cantiere della Memoria e la Nave di Carta. Il video intreccia interviste a familiari ed esperti con la voce narrante dell’attrice Jole Rosa, offrendo un ritratto emozionante e completo del “Comandante.” La prima del documentario si è svolta nella sede del Gruppo Radioamatori Spezzini, che porta il nome di Montefinale dal 2016.
Nella stessa giornata Montefinale è stato ricordato nella sua Portovenere nella sala Mantero dal Comune di Portovenere che in passato aveva scoperto una lapide nei pressi della casa natale e aveva dedicato la Calata alla famiglia Montefinale che nel suo complesso, non solo con Gino aveva dato lustro al paese.

Anche The Spezziner ha ricordato a modo suo il “Comandante” così veniva chiamato nei carrugi di Portovenere. La pittrice spezzina Gloria Giuliano ha disegnato una splendida copertina celebrativa.
Gino Montefinale crebbe a Portovenere, un luogo che avrebbe influenzato profondamente il suo carattere e le sue passioni. Dopo gli studi presso la scuola elementare del borgo e il diploma al liceo “Da Passano” della Spezia, si dedicò alla carriera militare nella Regia Marina. Qui si specializzò nello sviluppo delle radiocomunicazioni, collaborando con Guglielmo Marconi su progetti pionieristici, come il radar e le microonde. Fu tra i protagonisti della creazione della prima stazione radiotelegrafica Vaticana e fornì a Giuseppe Biagi il trasmettitore che, nel 1928, permise di salvare i superstiti della spedizione al Polo Nord del dirigibile Italia.
Congedatosi dalla Marina nel 1934, Montefinale proseguì la sua carriera come direttore delle Officine Marconi di Genova, consolidando il suo prestigio di innovatore e scienziato. Parallelamente, il legame con Portovenere rimase saldo: promosse il consolidamento del promontorio che fa da base alla Chiesa di San Pietro, combatté contro le deturpazioni paesaggistiche in particolare facendo sparire i tralicci dell’enel che portavano elettrica all’isola e che erano stati tranciati da un elicottero e difese l’Isola Palmaria, che chiamava “la grande abbandonata del Golfo.”
Oltre ai successi in ambito scientifico, Montefinale incarnò i valori dell’ambientalismo e della sensibilità artistica. In particolare il disegno dei paesaggi era una sua specialità: nel documentario ne sono riprodotti tantissimi e sorprendono per la precisione dei dettagli e delle prospettive. Fu un fervente sostenitore dell’educazione ambientale per le nuove generazioni, ai quali trasmetteva l’importanza della tutela del patrimonio naturale. Nel 1963, ricevette la Fronda d’Oro, un prestigioso riconoscimento conferito ai liguri illustri. Inoltre, il Premio Montefinale, istituito successivamente, continua a valorizzare i giovani talenti nella scienza e nell’arte.
La sua eredità culturale e morale, alimentata dal “Cantiere della Memoria” e dal Comune di Portovenere, è ancora viva. Come scrisse il professor Enzo Mantero nel 1974, la comunità locale dovrebbe erigere un monumento al “Comandante,” un simbolo eterno di dedizione alla comunità e al progresso, il cui esempio dovrebbe ispirare le generazioni future.
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Testimonianze e contributi fotografici di: Paola Ardau, Silvano Benedetti, Roberto Besana, Giuliana Calvellini, Rita Flamini, Silvia Gnetti, Luigi Guida, Annamaria Montefinale, Francesco Noceti, Raffaella Rosa, Antonio, Silvia e Silvio Turano Marco Sassetti.
In copertina uno dei disegni del Comandante. Documenti e disegni tratti dal sito www. paolonoceti.it

