Mer 14 Ott 2026

Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio: intervista alla dott.ssa Arianna Grimaldi

Foto By Rossana Zoppi

Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio

Il 10 settembre ricorre la Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio (WSPD). Un appuntamento istituito nel 2003 dall’Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio, in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Ogni anno, nel mondo, oltre 700.000 persone mettono fine alla propria vita suicidandosi. Quasi il 60% ha età inferiore ai 50 anni. Tra i giovani (14-25 anni), il suicidio costituisce la prima causa di morte nel mondo.

Anche nei Paesi Occidentali, Italia inclusa, dove la medicina ha raggiunto traguardi scientifici straordinari a tutela della vita umana, i dati su malattia mentale e sui suicidi continuano ad essere allarmanti.

Cosa sta accadendo agli esseri umani? Perché, nonostante i progressi compiuti dalla medicina, dalle neuroscienze, dalle biotecnologie, dalla farmacologia etc. non riusciamo a tutelare la nostra salute mentale e prevenire la malattia? Come spiegare il divario tra i progressi nella medicina del corpo rispetto alla medicina della mente?

Dott.ssa Arianna Grimaldi

L’intervista alla dott.ssa Arianna Grimaldi

Abbiamo rivolto questi interrogativi alla dott.ssa Arianna Grimaldi, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta, specializzata nella diagnosi clinica e psicoterapia su adolescenti e giovani adulti che collaborerà con SpeziaMirror mettendo a disposizione dei nostri lettori la sua preziosa e significativa esperienza professionale.

“Molti sono gli aspetti da prendere in considerazione per comprendere perché la prevenzione e la cura del corpo hanno raggiunto traguardi medici senza precedenti storici, mentre nella salute mentale sono ancora enormi i passi da compiere sia a livello scientifico che politico che culturale” – afferma la dott.ssa Grimaldi.

“Innanzitutto, per promuovere la salute mentale occorre avere ben chiara la fisiologia della mente umana e del suo sviluppo evolutivo. Occorre sapere che si nasce sani, che esiste un pensiero sin dalla nascita e che esso si sviluppa nella qualità affettiva dei rapporti interumani vissuti. È necessario altresì conoscere l’eziopatogenesi della malattia mentale: come e perché il pensiero umano si ammala nelle relazioni vissute, fino alla perdita non solo del benessere psichico, ma più profondamente degli affetti, della capacità di interessarsi e rapportarsi validamente agli altri esseri umani. Per la diagnosi e la cura della mente occorrono parimenti nuovi metodi di indagine ed intervento diversi da quelli utilizzati dalla medicina del corpo. Per conoscere la realtà umana più profonda, i sentimenti, le emozioni, il pensiero inconscio etc. non possiamo certo avvalerci di TAC o risonanze magnetiche, così come non possiamo intervenire con la chirurgia e tantomeno con la sola farmacologia, per quanto quest’ultima sia spesso fondamentale nel contenimento di sintomi e sofferenza soggettiva”.

Foto By Rossana Zoppi

Giovani, società e responsabilità politica

“Su ciascuno di questi punti, il mondo scientifico ma anche quello politico e culturale hanno ancora passi enormi da compiere per giungere a posizioni univoche, condivise e diffuse. Spesso i giovani, a partire dagli adolescenti, dimostrano di avere le idee più chiare: sono sempre più consapevoli se c’è un malessere, sanno che può essere affrontato e chiedono aiuto psicologico.

Su questo aspetto, almeno in Italia, è la politica che deve fornire risposte sempre più concrete e la società pretese sempre più precise, in termini di percorsi di psicoterapia gratuiti (o almeno accessibili) per tutti, per rendere davvero la salute mentale un diritto fondamentale, riconosciuto e universalmente garantito per tutti.

Approfitto per dire che esiste anche una salute mentale diffusa in tutte le età (l’OMS indica che circa l’80% della popolazione mondiale non ha una malattia mentale diagnosticabile). Un dato fondamentale non solo a conferma che si nasce psichicamente sani, ma soprattutto ai fini della prevenzione dobbiamo garantire che questa salute mentale sia tutelata: con politiche adeguate in termini di pace nel mondo (importante sempre e ancor più nel contesto attuale e nella giornata di oggi 11 Settembre!), attenzione all’ambiente (clima etc.), inclusività e parità di genere o delle minoranze, sostegno ai percorsi di studi e professionalizzazione soprattutto dei giovani, etc.

La Teoria della nascita di Massimo Fagioli

Foto By Rossana Zoppi

Nel panorama scientifico internazionale sta emergendo sempre più la Teoria della nascita dello psichiatra italiano Massimo Fagioli (1931-2017). In una lunga esperienza clinica, maturata con i pazienti psichiatrici più gravi, Fagioli giunge a postulare la sanità psichica alla nascita di tutti gli esseri umani.

Alla descrizione del funzionamento della mente, che prende avvio alla nascita come pensiero non cosciente, Fagioli aggiunge che ci si ammala in reazione a reiterate esperienze relazionali deludenti, vissute sin dai primi anni di vita. Il corpo è vivo, ma la fantasia e gli affetti dell’individuo possono perdersi fino a morire silenziosamente, in risposta a rapporti interumani ripetutamente incapaci di soddisfare le esigenze affettive dell’individuo.

By Massimo Fagioli

Fagioli ha individuato nella psicoterapia l’unica medicina della mente. Ricreare in un nuovo rapporto interumano valido le dimensioni psichiche, soprattutto non coscienti, divenute carenti o perdute: sensibilità, affettività, creatività, capacità di conoscere, interessarsi ed amare gli altri esseri umani.

Quando la mente si ammala queste nostre caratteristiche specie-specifiche lasciano il posto all’anaffettività, come dimensione interna inconscia patologica che tende alla silenziosa distruzione/annullamento di sé e del rapporto interumano. Ci si isola, ci si sente soli, incompresi, senza speranza e possibilità evolutive, un peso per sé e per gli altri, incapaci di reagire e rilanciare in modo nuovo la propria esistenza.

Il suicidio come atto estremo

Il suicidio può allora aver luogo come atto estremo, quando la perdita degli affetti genera una condizione di vuoto e anaffettività profondissime, per cui non si riesce più a cogliere il senso della vita, dei rapporti vissuti e di quelli ancora possibili. La vita trascorsa, presente e futura diventa una landa innevata priva di tracce umane, eterna, senza direzioni e strade da percorrere per ritrovare un abbraccio, un volto, una voce, nuove possibilità esistenziali. Non esiste più nessuno al mondo. Ed è qui, in un annullamento mentale inconscio assoluto della realtà umana circostante, che la mente può arrivare ad attaccare mortalmente il corpo.

L’importanza della diagnosi precoce

È fondamentale far valutare ad un Professionista della salute mentale (nel privato ma anche nel pubblico rivolgendosi tramite il medico di base a Consultori e Centri di Salute mentale, piuttosto che al Pronto Soccorso nelle emergenze) cosa sta accadendo. È fondamentale intervenire precocemente, quando sentiamo un malessere profondo, inclusi pensieri anticonservativi.

“Perché la malattia della mente esiste ma parimenti è possibile la cura” – conclude la dott.ssa Grimaldi.

Approfondimenti sulla psicoterapia psicodinamica

Qualche approfondimento in più sulla psicoterapia psicodinamica e sulla conoscenza del pensiero inconscio con l’interpretazione dei sogni:

Dott.ssa Arianna Grimaldi – Psicologa Clinica e Psicoterapeuta – Specializzata Scuola Bios Psychè (email: arianna.grimaldi@gmail.com)

Tra le ultime pubblicazioni e convegni:

 Quaderni della Fondazione dell’Ordine degli Psicologi della Toscana n.2/2025, pp.114-118: “La teoria della nascita di Massimo Fagioli: la distruttivitànon è la natura umana” in. Link

 Convegno 15 Marzo 2025 Guerre, violenza e pacifismo, promosso dalla Fondazione Massimo Fagioli (https://fondazionemassimofagioli.it/). Video della relazione “La distruttività non è la natura umana”, (punto 2:11:50):

 LEFT Avvenimenti n.7/2025: articolo “Adolescence: sulla pelle degli adolescenti”. 

 Quaderni della Fondazione dell’Ordine Psicologi Toscana n.3/2023. Articolo in collaborazione con E. Gebhardt- neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta: “Il linguaggio delle immagini oniriche tra fisiologia e patologia  secondo la Teoria della nascita di Massimo Fagioli (1931-2017). Implicazioni cliniche per la diagnosi e psicoterapia”.

Servizio fotografico by Rossana Zoppi

(Riproduzione riservata)

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