
“Il complottista” apre l’Arena Mirabello: cinema sotto le stelle con un cuore spezzino
In Italia, si sa, ogni evento – pubblico o privato, storico o di costume – sembra essere figlio di una regia occulta. Che si tratti di poteri forti, società segrete, logge massoniche o indistinti “loro”, il sospetto è d’obbligo. E non sempre privo di fondamento, visti i numerosi episodi della nostra storia recente che hanno alimentato questa cultura della diffidenza. L’idea che dietro ogni lampione che lampeggia ci sia un messaggio in codice da decifrare è forse grottesca, ma non troppo lontana dalla realtà quotidiana di molti. Su questo sottile crinale si muove Il complottista, film che lunedì 7 luglio alle ore 21.30 inaugura le serate del “Cinema sotto le stelle” all’Arena del Porto Mirabello, organizzate dal Cineclub Pietro Germi e dal Cinema Il Nuovo.

Presentato alla Festa del Cinema di Roma e ora per la prima volta proiettato alla Spezia, Il complottista segna l’esordio nel lungometraggio del giovane regista Valerio Ferrara, già vincitore nel 2022 della sezione “La Cinéf” del Festival di Cannes con l’omonimo cortometraggio da cui il film prende origine. Un’opera che mescola ironia e inquietudine per raccontare con sguardo lucido e partecipe una certa Italia del rancore, del sospetto e dell’ossessione.
Ma c’è una ragione in più, tutta locale, per non perdere questa proiezione: tra gli autori del film spicca il nome di Alessandro Logli, spezzino di origine – è nato a Sarzana il 23 giugno 1992 – e ormai affermato sceneggiatore nel panorama italiano che sarà presente al Mirabello insieme al regista e all’attore protagonista. Cresciuto a Roma e diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, Logli firma la sceneggiatura del film insieme a Ferrara e a Matteo Petecca. Figlio d’arte (il padre è Paolo Logli, noto regista e scrittore anch’egli spezzino e lo zio è Massimiliano Logli boss del mega gruppo FB #madeinlaspezia), Alessandro ha già raccolto numerosi riconoscimenti: dal “Premio Carlo Bixio” per la scrittura seriale al successo dei corti Notte romana e Sognando Venezia, fino al contributo al film Grosso guaio all’Esquilino.

In Il complottista, il suo sguardo contribuisce a restituire l’umanità ambigua e credibile del protagonista Antonio Calabrò, interpretato con misura da Fabrizio Rongione: un barbiere romano che passa le giornate a tempestare i clienti di teorie pescate online. Quando un lampione davanti al suo negozio inizia a lampeggiare, Antonio è convinto che si tratti di un messaggio in codice. Armato di alfabeto Morse, “decifra” la presenza di un ordigno e dà il via a una spirale paranoica che travolge lui e l’intero quartiere.
Il cast, ricco di volti noti e capaci, include Antonella Attili, Ilir Jacellari, Antonio Gerardi, Roberto De Francesco, Zoe Massenti, Bruno Pavoncello e un altro attore spezzino, Fabrizio Contri, che impreziosisce ulteriormente la componente ligure dell’opera.
Il film, come ha scritto il critico Giancarlo Zappoli su Mymovies.it, «è capace di far riflettere sui nostri tempi con la giusta leggerezza», senza cadere nella trappola della facile satira o della condanna morale. «La convinzione che ci sia sempre un retro pensiero in qualsiasi azione – scrive ancora Zappoli – è abbastanza presente nel modo di sentire di un popolo che ha vissuto storicamente troppe disillusioni». Un atteggiamento oggi amplificato dal web e dai social, in cui «la presunzione di saper discernere la verità porta alcuni ad attribuire responsabilità a presunti poteri occulti».
Ferrara e i suoi co-sceneggiatori evitano il giudizio e scelgono piuttosto di indagare la psiche del protagonista, i suoi slanci e le sue derive, la solitudine che lo muove e le reazioni della comunità che lo circonda. Il risultato è un film attuale, intelligente, che diverte e inquieta. E che, per gli spezzini, ha anche il sapore dell’orgoglio territoriale.
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