Un’intera città si stringe nel silenzio e nella preghiera per l’ultimo saluto ad Abanoub Youssef, in una cerimonia che unisce istituzioni, comunità religiose e cittadini nel segno della responsabilità e della fraternità.
Oggi, giovedì 22 gennaio 2026 per la città della Spezia è stato un pomeriggio particolare: indetto lutto cittadino per partecipare alla celebrazione funebre del giovane Abanoub Youssef (Aba), vicenda che ha tristemente segnato le cronache sia della nostra città che dell’Italia intera.
Il corteo è partito dall’obitorio per accompagnare il feretro fino alla Cattedrale dove si è svolto il rito funebre nel rito Copto ortodosso, guidato dal metropolita Dawod El Naqlouny, alla presenza del vescovo cattolico Luigi Ernesto Palletti che ha voluto celebrare l’ultimo solenne saluto proprio nella Cattedrale, segno particolare della vicinanza e fraternità nei confronti della famiglia di questo giovane ragazzo.
Il giovane egiziano era infatti un diacono, e serviva la piccola comunità copta nello Spezzino, poco più di quindici famiglie, assistendo Dawod El Naqlouny, nel suo ministero, diventando guida per i giovani.
La presenza delle autorità civili e religiose al funerale
Alla presenza delle più alte cariche: dal Prefetto al Sindaco, dal Vicesindaco a tutta la giunta comunale della nostra comunità, le autorità militari, e molti esponenti dei comuni vicini. Commovente il saluto del cugino della vittima che ha usato parole di profondo ringraziamento verso i rappresentanti delle autorità e delle Forze dell’Ordine che hanno preso parte alla celebrazione.
Responsabilità, silenzio e fede di fronte alla violenza
Una domanda continua a risuonare più assordante che mai: “Caino, dov’è tuo fratello?” (Gen. 4:9).
Questo grido, che lo stesso Creatore rivolge all’inizio della storia umana nel mondo, è oggi più forte che mai e trova sempre la stessa colpevole risposta dall’interlocutore: “Non lo so! Sono forse il custode di mio fratello?”
Sono le solite scuse di chi rifugge le proprie responsabilità perché sì, siamo i custodi dei nostri fratelli in tutte le situazioni, siamo custodi di ogni essere vivente e di ogni germoglio che incontriamo sul nostro cammino. Questa vicenda, questa cerimonia così solenne, scuota il cuore di ognuno di noi per renderci sempre più consapevoli della responsabilità che abbiamo verso tutti coloro che ogni giorno, in ogni forma, incontriamo sul nostro cammino. L’esercizio di questa responsabilità verso l’altro crea la Società che non deve essere disattesa, che troppe volte ci sfugge, ci trova distratti fino a giungere a conseguenze estreme come quella che celebriamo oggi.
Il messaggio del Sindaco e il significato del lutto cittadino

Questa riflessione che prende origine anche dalle parole del nostro sindaco nella lettera ufficiale per la giornata di lutto cittadino indetta per oggi: “Il mio non vorrebbe essere solo un messaggio di cordoglio, ma anche una promessa di impegno istituzionale. Un impegno che deve unirci tutti per arginare un dolore immenso, intergenerazionale, che ha colpito la nostra Città, e per stare accanto ai ragazzi che oggi, nelle loro classi, osserveranno un minuto di silenzio in memoria di Youssef, nella speranza di ritrovare insieme quella “purezza di intenti” necessaria per andare avanti, nell’attesa di una giustizia capace di ricomporre questo legame spezzato”
Commuovente il saluto del rappresentante copto della comunità di Milano che si chiede: dov’è la fede? E quasi la eco del nostro Vescovo: “Oggi è il grande giorno del silenzio perché sia la Parola di Dio a risuonare.”
By Erika Pisacco
(Riproduzione riservata)

Un’intera città si stringe nel silenzio e nella preghiera per l’ultimo saluto ad Abanoub Youssef, in una cerimonia che unisce istituzioni, comunità religiose e cittadini nel segno della responsabilità e della fraternità.


Responsabilità, silenzio e fede di fronte alla violenza

