Gio 22 Gen 2026

Verso una medicina consapevole: il cuore, il corpo, la donna

Mercoledì 15 ottobre alle ore 17.30 presso la Mediateca Sergio Fregoso (Cinema Odeon) in Via Firenze 37, La Spezia, l’Associazione EWMD La Spezia ha organizzato un incontro o, meglio, un laboratorio esperienziale, alla scoperta della salute femminile.

Introdotta dalla presidente Marina Magnani e l’Assessore Emanuela Gagliardi, la dottoressa Laura Gadducci, ha guidato l’incontro o, meglio, il laboratorio esperienziale, ponendo l’attenzione sulla medicina di genere.

Medicina di genere significa prendersi cura della persona nella sua interezza, riconoscendo che non siamo uguali né nel creare malattia né nel guarire. Creare malattia in quanto è ormai un dato di fatto che per il 90% la patologia è una risposta stressogena ad eventi esterni che il nostro sistema nervoso elabora con maggior difficoltà. Le donne, in particolare, si ammalano di più, sembrano più esposte ad una iperstimolazione stressogena.

Ma perché?

Il corpo femminile tra empatia e somatizzazione

Nella linea femminile si osserva una maggiore incidenza di patologie autoimmuni, mialgie, fibromialgia e disturbi intestinali. Il cosiddetto secondo cervello — l’intestino — nelle donne manifesta più problematiche, come se il corpo stesso fosse un messaggero del dolore. Se la donna è stata pensata per ospitare in sé stessa un’altra vita, proteggerla e farla crescere, questo implica un sistema immunitario molto più reattivo ad ogni piccola stimolazione.

Le donne hanno una natura emotiva più sviluppata, più empatica tanto è vero che il senso d’identità si forma attraverso i neuroni specchio, in particolare nel rapporto con la madre. Ma questa ricchezza emotiva può diventare un limite quando si trasforma in somatizzazione.

Il corpo è memoria vivente. La miofascia, il tessuto che connette ogni parte del corpo, è il deposito dello stress. Le donne, per la loro costituzione emotiva, tendono a trattenere le emozioni nel corpo. La medicina integrata tiene in grande considerazione, ad esempio, la PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia), riconoscendo che lo stress non è solo una reazione, ma una memoria che può diventare cronica e infiammatoria.

L’infiammazione silenziosa è l’origine di molti disturbi. Il sistema ortosimpatico accelera (cortisolo), mentre il parasimpatico frena e rigenera. Il multitasking femminile è fonte di stress continuo.

Il piacere e il dolore sono le due polarità che definiscono la vita. Attraverso il dolore, il corpo esprime ciò che la mente non riesce a dire: la psicologia corporea ci insegna che il corpo è il contenitore dell’inconscio: lavorare su di esso significa trasformare la persona dall’interno.

Il cuore come campo energetico: guarire con consapevolezza

Dobbiamo fare un cammino profondo che riesca a rimodellare tutto il campo energetico socioculturale: la memoria cellulare e psichica, a nostra insaputa, affonda le sue radici nelle più antiche convinzioni cartesiane secondo cui il corpo è staccato dall’anima e questo dualismo ha informato il nostro campo magnetico fino ad oggi. Ora siamo chiamati a dare una svolta di energetica consapevolezza al nostro stile di vita e alla nostra salute.

L’invito più accorato che la Dottoressa Laura Gadducci ha lasciato è stato quello di collegarsi al suono delle proprie cellule. È difficile, perché è facile. È semplice, perché è profondo. Il corpo parla: ascoltarlo è il primo passo verso la guarigione.

Il cuore ha un biocampo energetico più potente del cervello. La medicina funziona se il campo elettromagnetico lo consente: se è energeticamente pronto a rispondere alla terapia, per questo è importante curare il livello energetico di ogni parte del nostro corpo.

Il suono delle cellule: una medicina profonda e semplice

La dottoressa ha concretamente dimostrato come, attraverso un strumento che consente la biorisonanza endogena, la persona possa percepire il suono delle proprie cellule e ricaricarsi di questo tramite una restituzione energetica di tale suono. Percorso che non si pone in antitesi o in alternativa alla medicina classica, ma che affianca il paziente in ogni situazione, specie le più drammatiche, per ricaricarlo energeticamente in modo che il processo chimico del farmaco possa avere i migliori risultati.

Grazie all’impegno del Network EWMD, la fisica quantistica ha avuto la parola anche davanti a medici che hanno seguito questo evento esperienziale. Un primo passo, sempre nella fedeltà della mission del Network per stimolare la donna ed il suo impegno diversificato nella società.

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(Riproduzione riservata)

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