
Al Santuario di Sant’Antonio la Pasqua diventa occasione per riscoprire il ciclo pittorico dedicato alle Beatitudini: un’opera intensa che unisce spiritualità francescana e linguaggio contemporaneo.
La Pasqua, cuore pulsante della fede cristiana, torna a essere anche quest’anno un’occasione di incontro, riflessione e comunità presso il Santuario di Sant’Antonio a Gaggiola. Come ricorda nella sua lettera ai fedeli Fra Almiro Modonesi, “il Signore è davvero risorto. Alleluia”, un annuncio che non resta confinato alla liturgia ma si traduce in impegno concreto verso gli altri, in particolare verso i più fragili, secondo l’insegnamento di Papa Leone nella sua esortazione Dilexi te, “…Nel nostro Centro della Carità di S. Antonio a Gaggiola – La Spezia – continua il Frate – cerchiamo ogni giorno di rapportarci con chi è nel bisogno non solo venendo incontro alle loro necessità materiali, ma anche cercando di offrire loro uno spazio e un ambiente di accoglienza e di fraternità dove nessuno possa sentirsi discriminato ma accolto come fratello e sorella nella dignità e nel valore della propria persona.”
È proprio in questo contesto, dove fede e vita quotidiana si intrecciano, che le celebrazioni pasquali del 2026 offrono qualcosa in più: la possibilità di riscoprire un’opera artistica di grande intensità spirituale e culturale, quella dedicata alle Beatitudini evangeliche realizzata dal pittore spezzino Federico Anselmi.

Un artista del territorio, tra fede e ricerca
Nato a Monterosso e vissuto a lungo alla Spezia fino alla morte nel 2024, Anselmi ha lasciato una produzione vasta e profondamente legata al territorio e anche alla spiritualità francescana. Il suo legame con il convento di Gaggiola si traduce in un intervento artistico che oggi costituisce uno degli elementi più significativi del Santuario.
Ai lati del transetto — lo spazio che incrocia la navata principale della chiesa — si sviluppano due cicli distinti ma dialoganti: da una parte il Cantico delle creature, dall’altra le Beatitudini. Due percorsi che, insieme, raccontano la visione francescana del mondo: la lode del creato e la centralità degli ultimi.

A completare questo itinerario artistico, nel refettorio dei frati si trova anche un’Ultima Cena di straordinaria originalità, testimonianza ulteriore della capacità di Anselmi di reinterpretare i grandi temi della tradizione cristiana con linguaggi contemporanei.
Le Beatitudini: un’opera complessa e innovativa
Se il Cantico delle creature fu di più immediata realizzazione, il ciclo delle Beatitudini rappresentò per Anselmi una sfida più profonda. Commissionato da Fra Franco Mirri, padre guardiano emerito, il progetto nasceva dall’esigenza di dare forma visiva a un testo evangelico — il Discorso della Montagna — raramente tradotto in immagini.
L’opera si compone di otto pannelli, frutto di un processo creativo articolato: realizzati con tecnica digitale e successivamente rielaborati a mano con pittura a olio, i lavori rispondono a un intento preciso, quello di utilizzare un linguaggio “giovane” capace di parlare alle nuove generazioni, pur restando radicato nella tradizione francescana.
L’ispirazione suggerita ad Anselmi fu quella di Pier Giorgio Frassati, definito “l’uomo delle otto Beatitudini”, figura che incarna nella vita concreta i valori proclamati dal Vangelo. Per questa opera, Federico Anselmi ha ricevuto il ringraziamento da parte di Papa Francesco.

Un linguaggio essenziale per raccontare l’umano
Le Beatitudini di Anselmi colpiscono per la loro forza espressiva: volti spesso indefiniti, una palette dominata dai neri e dai contrasti, una figurazione essenziale e mai decorativa. Al centro non ci sono scene idealizzate, ma l’umanità ferita: gli oppressi, gli afflitti, i poveri. Eppure, non c’è disperazione. Come sottolineato anche durante l’incontro del 15 marzo scorso al Santuario, la presenza di Dio attraversa le opere sotto forma di luce: una luce avvolgente, discreta ma decisiva, che diventa simbolo di speranza e rigenerazione. A guidare quella serata sono state Clara Vigorito e Suor Antonella Ponte docenti rispettivamente di arte sacra e di Sacre Scritture presso l’ISSR Liguria. Presenti anche il vescovo Luigi Ernesto Palletti, l’assessore Giulio Guerri e numerose figure del mondo culturale e cittadino.
Dalla Pasqua alle Beatitudini: un messaggio attuale
Il contenuto del dépliant illustrativo composto dal critico d’arte Valerio Cremolini chiariscono bene: l’arte sacra non è solo memoria, ma “riflesso del mistero insondabile” e strumento per rendere attuale il messaggio evangelico. In questo senso, le Beatitudini di Anselmi non sono semplici immagini, ma una proposta concreta di vita.
“Beati i poveri, gli afflitti, i miti…”: parole che nel contesto pasquale acquistano una forza particolare. La resurrezione non è solo evento celebrato, ma chiave per leggere il presente, per riconoscere negli ultimi “una questione familiare”, come scrive Papa Leone.
Un invito alla visita e alla riflessione
Partecipare alle celebrazioni pasquali al Santuario di Gaggiola significa dunque non solo vivere un momento liturgico, ma anche lasciarsi interrogare da un’opera che ci parla, al cuore e alla coscienza perchè il Vangelo come è sempre avvenuto nella storia dell’arte anche contemporanea è ancora raccontato attraverso l’arte.
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Su Federico Anselmi leggi qui
Federico Anselmi – Nato a Monterosso al Mare, si diploma all’Accademia d’Arte di Carrara. Intorno agli anni ‘ 80 punta ad una sua autonomia artistica con un’indagine su campiture stratificate. Terreno d’incontro della sua ricerca sull’astrazione sono le vele di imbarcazioni ottocentesche. Sulla tela, preparata con gesso per doratori e colla di coniglio, l’impasto viene steso con le mani fino a raggiungere la sovrapposizione di numerosi strati. La ruvida trama delle vele, trattata con imprimitura a base di grafite e colla di pelli per garantirne l’elasticità, è successivamente dipinta con mestiche pure e olio di noce. La vela e le foglie d’oro e d’argento si coniugano con i colori del mare della sua Liguria, e diventano il binomio che caratterizza il modo di essere dell’autore, che trova nell’arte informale veri e propri momenti di forza. Olone di canapa, intrise di salsedine, di energia e fatica, sfilacciate e forate in più punti, sotto le mani del pittore rinascono a nuova vita restituendoci il sapore del tempo passato e diventando il supporto privilegiato dell’artista per narrare di altri viaggi e di altri mari dell’inconscio. Tra le principali mostre si segnalano: Foire Internationale d’Art Contemporain, Nimes 2000; Mostra Mercato Internazionale d’Arte Contemporanea, Padova 2001; Shariah Art Museum, United Arab Emirates 2001; Premio Internazionale Arte Mondadori 2001; Villa Nobel, Sanremo 2005; Italo Calvino: un viaggiatore alla corte di Kubla Kan, C.A.M.e.C. 2005; le personali: Oratorio San Filippo, Genova 2001; Galleria d’Arte Via. de Coronari, Roma 2002; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Pisa 2002; Galleria Studio d’Arte La Marina, Pietrasanta 2004; Palazzo della Provincia, La Spezia 2004; Fondazione il Fiore – Bellosguardo, Firenze 2005; Lyceum Club Internazionale, Firenze 2006; Castello di Lerici, 2007; L’Arte Navale nel Golfo della Spezia – Centro Allende – Regione Liguria 2008; Lyceum Club Internazionale in collaborazione con l’Accademia Navale di Livorno, Firenze 2008; Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse, Firenze 2008; Museo Navale, La Spezia 2008; Camec, La Spezia 2009; Serigrafia per Camera di Commercio, 2009; Comune di Monterosso, 2009; Katedra Cakavskoga Sabra Grobniscine, Grad Grobnik, Kavle 2010; Sulla Rotta della Memoria, Cantieri Valdettaro, Le Grazie 2010. I Quadri della Camera, opere della Collezione della Camera di Commercio della Spezia, 2011; Castello Malaspina, Massa 2009; Maìna, Festa della Marineria, La Spezia 2009; Castello di Lerici, 2010. Centrale Enel, Sala E. Montale, 2010. Spezia Expo Egocentrica, 2011. Biennale della Solidarietà – Parternariato Culturale La Spezia e Venezia. Arte Expo, Torino – Natale, 2014. Il suo nome viene inserito nel Grande Annuario degli Artisti Italiani e Giapponesi Contemporanei, a cura di Amadei – Inoura – 2002. Newport University, California. Nel 2008 è stato invitato ad esporre i suoi dipinti all’Istituto Italiano di Cultura di Mosca con il Patrocinio del Presidente della Repubblica e nel 2012 alla 13° Biennale di Architettura di Venezia. Sue opere figurano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero, tra i quali CAMeC – Museo di Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia; Ufficio Istruzione dell’ Ambasciata Italiana a Mosca; Biblioteca delle letterature Straniere (Rudomino), Mosca; Deutsches Forschungzentrum fur Kunstliche Intelligenz Gmbh, Saarbruchen (RFT); Inspired Artisans, Milwaukee, WI (USA); General Secretariat for International Missions, Burlington; Art Museum, United Arab Emirates; Collezione Evgenij Evtushenko, Mosca; Collezione Ferruccio Battolini, La Spezia; Collezione Dino Carlesi, Pontedera; Collezione permanente di opere d’Arte della Prefettura della Spezia. Dal 2008 è presente con i suoi lavori al Premio Montale – Fuori di Casa e al Premio LericiPea. Nel 2014 porta a termine il progetto impegnativo di otto tavole a olio e tecnica digitale, ispirate al Cantico delle Creature e altre otto dedicate alle Beatitudine evangeliche, posizionate all’interno del Santuario di S. Antonio da Padova alla Spezia per le quali ha ricevuto il ringraziamento del Santo Padre, Papa Francesco Bergoglio. Tra le mostre recenti si ricordano: Castello S. Giorgio, La Spezia 2014; Artelier – Palazzo Ducale, Genova 2013, 2014 e 2015. MUMA, Musei del Mare e della Navigazione, Genova 2016.
