Dom 6 Set 2026
Premiazione Portovenere Donna

Dalla vittoria del Premio Portovenere Donna alla partenza per la Spagna. La geologa e divulgatrice scientifica spezzina rincorrerà lo spettacolo celeste del 12 agosto.

Un filo sottile, eppure indissolubile, lega le radici della nostra terra ai grandi enigmi dell’universo. Archiviata la parentesi spezzina — che l’ha vista conquistare il prestigioso Premio Portovenere Donna conferitole dalla Consulta Provinciale Femminile — la divulgatrice scientifica, saggista e geologa Sabrina Mugnos ha già pronti gli zaini tecnici.

Teleobiettivi, telescopi e filtri solari sono già stipati e pronti all’uso. La rotta punta a nord-ovest, verso le Asturie, in Spagna: è lì che il prossimo 12 agosto la Mugnos seguirà in prima linea uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno, la prima eclisse solare totale visibile nell’Europa continentale dal 1999.

Mentre il grande pubblico attende lo spettacolo visivo, la comunità scientifica si prepara ad analizzare la fisica della nostra stella attraverso le propaggini che sfuggono dal disco lunare.

 

La straordinaria coincidenza tra Sole, Luna e Terra

L’eclissi totale si regge su una straordinaria proporzione numerica: il Sole ha un diametro circa 400 volte maggiore rispetto a quello della Luna, ma si trova anche a una distanza circa 400 volte superiore dalla Terra. Questa equivalenza prospettica fa sì che i due corpi celesti abbiano lo stesso identico diametro apparente nel nostro cielo. Si tratta, peraltro, di una coincidenza temporanea: la Luna si allontana da noi alla velocità di 3,8 centimetri all’anno e tra circa 600 milioni di anni non riuscirà più a coprire completamente il disco solare, come non lo copriva quando il nostro pianeta vide la luce.

Nelle Asturie la “totalità” si compirà intorno alle 20:27 (ora locale), appena 45 minuti prima del tramonto e con il Sole ad appena 10 gradi d’altezza sul Mar Cantabrico. Lo spessore dell’atmosfera terrestre a quella quota regalarà toni cromatici inediti, filtrando la luce e trasformando il cielo in uno zaffiro metallico.

Sabrina Mugnos

Le Perle di Baily, l’Anello di Diamante e la corona solare

Pochi istanti prima del buio totale, la luce solare filtrerà attraverso le montagne e i canyon del bordo lunare, creando le celebri Perle di Baily (l’effetto a “collana” luminosa) seguite dal leggendario Anello con Diamante. Sarà il segnale d’inizio per l’apparizione della corona solare, l’atmosfera esterna del Sole fatta di plasma rarefatto a temperature milionarie.

L’intervista a Sabrina Mugnos

Sabrina, per molti un’eclissi è un grande evento spettacolare, ma per la comunità scientifica è una finestra d’indagine irripetibile. Qual è oggi lo scopo principale che spinge a inseguire l’ombra della Luna e cosa si riesce a studiare durante questi minuti rispetto a quello che fanno i satelliti e gli strumenti artificiali nello spazio?

«Per analizzare l’atmosfera esterna del Sole normalmente si impiegano strumenti chiamati coronografi, che oscurano artificialmente il disco solare per permetterci di studiare la corona e la cromosfera, ovvero quell’anello che separa la corona dal disco solare vero e proprio. Sia con i coronografi artificiali che durante un’eclissi totale naturale, la scienza ha la possibilità di studiare le protuberanze: meravigliose e imponenti lingue di plasma che si dipartono dalla superficie della stella.

L’eclisse naturale rappresenta la condizione perfetta e più idonea in assoluto per questo tipo di osservazioni. Nelle Asturie la totalità durerà neanche due minuti — mentre per quella di Luxor del prossimo anno avremo a disposizione oltre sei minuti, un’eternità! — ma sarà comunque preziosa. È ciò che faranno i telescopi professionali e le strumentazioni in orbita, ma anche nel nostro piccolo, con la strumentazione d’amatore e degli astrofili o lavorando nella banda dell’idrogeno (H-alpha), è possibile analizzare nel dettaglio l’insorgere di eventuali protuberanze.

Per quanto mi riguarda, ci tengo a precisarlo, in questa spedizione non andrò a svolgere analisi scientifiche pure: sarò lì con un gruppo di amici per vivere l’emozione dell’evento, documentarlo attraverso riprese fotografiche, telescopi e telecamere e raccontare la magia di questo momento al pubblico.»

Quando la Luna sbarra la luce del Sole assistiamo a un fenomeno straordinario: la temperatura crolla in pochi secondi, si alza il ‘vento di eclissi’ e l’ambiente terrestre entra in una sorta di stasi irreale. Quali parametri ambientali e biologici si riescono a monitorare durante la totalità?

«Ci sono aspetti che noi astrofili e appassionati di fotografia astronomica possiamo documentare e che poi si rivelano di reale utilità scientifica, in primis la cattura fotografica di qualche protuberanza solare o la ripresa di immagini con dettagli particolari che vengono successivamente analizzati dalla comunità scientifica.

Mugnos

Per quanto riguarda invece l’osservazione dei comportamenti di piante e animali, o lo studio delle variazioni atmosferiche repentine, si tratta di ambiti che spettano specificamente ai biologi e ai fisici dell’atmosfera. Ognuno si concentra sulla propria sfera di competenze impiegando strumentazioni dedicate e approfondite. Il nostro contributo principale resta quello di documentare l’evento visivo con la massima precisione possibile per poi mettere il materiale a disposizione degli studiosi.»

Puoi consigliarci dove e come osservare l’eclissi in Italia e in particolare dal nostro territorio spezzino?

«Per poter osservare l’eclisse al meglio, occorre necessariamente vedere il disco solare che tramonta direttamente sul mare. Qui alla Spezia siamo troppo a levante e, trovandoci ancora in piena stagione estiva, non vediamo il Sole tramontare sull’acqua. D’inverno la prospettiva cambia e lo si può vedere calare sul mare da zone come il Muzzerone, Campiglia o Riomaggiore, ma d’estate la traiettoria solare è diversa.

Ecco perché chi vuole godersi lo spettacolo dal nostro territorio deve spingersi un po’ più a ponente: la fascia ideale parte da Monterosso — l’ultima delle Cinque Terre — e prosegue verso Levanto, Bonassola e oltre fino all’estremo Ponente, dove la copertuna del disco solare arriverà al 95%. Da tutta quedt’area  l’angolazione dell’orizzonte libero sul mare consentirà di ammirare la spettacolare falce di Sole che si inabissa nell’acqua.»

Che la si osservi dalle scogliere della Riviera o dalle coste frastagliate delle Asturie, l’appuntamento del 12 agosto si preannuncia come uno di quei rari momenti in cui la Terra e il cielo sembrano trattenere il respiro all’unisono. Un’occasione speciale per alzare gli occhi al cielo — sempre con le dovute protezioni — e farsi rapire dall’eterno fascino dell’universo.

Sabrina Mugnos

Cosa si studia durante un’eclisse totale: dal Sole alla Terra

Durante un’eclisse solare totale, l’oscuramento perfetto del disco solare permette alla comunità scientifica internazionale di analizzare regioni stellari e fenomeni terrestri altrimenti nascosti dalla luce abbagliante del giorno:

  • Atmosfera solare e corona: L’oscuramento rivela la corona solare (la parte più esterna e calda) e la cromosfera, il sottile strato rossastro intermedio. Vengono analizzati i brillamenti, le eruzioni e le strutture magnetiche da cui ha origine il vento solare.
  • Effetti sulla ionosfera e GPS: I bruschi cali di luce e calore alterano gli strati alti dell’atmosfera terrestre, offrendo dati preziosi su come queste variazioni influenzino le comunicazioni radio e i segnali di navigazione satellitare.
  • Meteo e atmosfera inferiore: Si registrano crolli termici repentini, improvvisi sbalzi di pressione e la variazione della circolazione dei venti locali (il celebre ‘vento d’eclissi’).
  • Comportamento animale: Attraverso progetti globali di scienza partecipativa (come Eclipse Soundscapes), si monitora la reazione di uccelli, insetti e fauna selvatica disorientati dal buio improvviso.

By Catia Cidale

(Riproduzione riservata)

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