Il sogno spezzato al Picco: Spezia-Cremonese 2-3, addio Serie A
La città era pronta. Il Picco era un catino ribollente di passione, sold out con 12.244 anime strette in un unico sogno: il ritorno in Serie A. Bastava un pareggio, uno soltanto. Ma la Cremonese, come un’ombra ricorrente, si è presa tutto – ancora una volta, ancora alla Spezia.
La finale di ritorno dei playoff è finita 2-3. Un risultato che ricalca, con beffarda precisione, quello della penultima giornata di campionato. Un déjà-vu crudele che cancella mesi di speranze, lancia la Cremonese nella massima serie e lascia lo Spezia a terra, con il cuore gonfio e gli occhi lucidi.
La partita: una montagna russa di emozioni
Lo Spezia aveva due risultati su tre, ma la Cremonese sapeva di dover solo vincere. E lo ha fatto con spietata lucidità. Al 25’, Manuel De Luca ha fulminato Gori con un destro chirurgico: 0-1. Pochi minuti dopo, la traversa salva lo Spezia da un immediato raddoppio, ma il baricentro dei bianchi è basso, la manovra imprecisa. Salvatore Esposito, marcato a uomo, fatica a dare ritmo e idee.
Il primo tempo si chiude con un brivido: Aurelio sfiora il pareggio quando solo davanti al portiere avversario si vede respingere un tiro che poteva valere il pareggio. Ma al 63’, su corner è ancora la Cremonese a colpire con Michele Collocolo, che incorna in rete sbucando fuori da un groviglio di teste: 0-2. La doccia gelata diventa valanga al 79’, quando De Luca firma la doppietta su respinta corta di Gori: 0-3.
Finita? Macché.
Lo Spezia reagisce da squadra vera
In tribuna, qualcuno si alza per andarsene. Dalla Ferrovia piovono fumogeni. Ma proprio nel momento più buio, lo Spezia rialza la testa. l’84’, la Ditta F.lli Esposito confeziona il primo squillo: assist di Salvatore, finta e destro chirurgico dal limite di Francesco Pio. Due minuti dopo, Kouda ispira Vignali che trova il tiro per il 2-3. Il Picco esplode: è l’arrembaggio finale.
Serve un gol. Solo uno. Ma il tempo è nemico. Volano i minuti, volano le speranze. Prima Vignali (Spezia), poi Nasti (Cremonese) vengono espulsi nel nervosismo del finale. L’assalto non basta. Il fischio dell’arbitro è una lama nel silenzio irreale.
Una stagione da applausi, un epilogo amaro
Lo Spezia esce di scena così, con dignità e rabbia. Una stagione splendida, chiusa al terzo posto, in cui la squadra di D’Angelo ha lottato fino all’ultimo respiro. Dopo aver eliminato il Catanzaro, ha accarezzato l’impresa. Ma la roulette dei playoff è spietata.
La Cremonese è stata più lucida, più cinica, più determinata. Ha saputo colpire quando serviva. Lo Spezia, invece, ha pagato un primo tempo contratto, impreciso, incapace di costruire vere occasioni.

Ma il pubblico ha capito. Applausi a scena aperta per i ragazzi, in lacrime sotto la curva. Perché al di là del risultato, La Spezia ha ritrovato la sua squadra, la sua identità, il suo orgoglio.
E anche se oggi è il giorno della delusione, resta la consapevolezza che da qui si può ripartire. Più forti. Ancora insieme.
SpeziaMirror ha eletto come miglior giocatore dello Spezia: il bomber Pio Esposito.
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Lo Spezia reagisce da squadra vera