Dom 12 Lug 2026

Farinata, intelligenza artificiale e lo Spezia sul tetto d’Europa nel 2055. Il travolgente debutto al Sunspace dello spettacolo di Roberto Alinghieri e Milo Campagni che trasforma il mugugno in utopia.

Buona la prima. Anzi, straordinaria. Il debutto di Tabula Rasa – Laboratorio di Futuro ha riempito il Sunspace di Via Sapri di una vibrante energia, dimostrando che sotto la cenere del mugugno spezzino cova un desiderio di sognare in grande.

La prima giornata è stata un percorso sensoriale completo. È iniziata nel pomeriggio con gli occhi rivolti alla bellissima mostra fotografica di Roberto Besana, “Appunti visivi a spasso con il cane e lo smartphone”: 32 scatti capaci di oscillare, come recita il sottotitolo, tra “il piacere o il tormento di perdersi nello stupore” del presente e i frammenti fantastici di futuri ancora da costruire. Poi, lo spirito del territorio ha reclamato la sua parte con un’autentica “abbuffata” di pizza e farinata caldissima, rigorosamente offerta dal mito centenario della Pia.

Ma il vero viaggio nel tempo è cominciato quando si sono spente le luci in sala.

Dalla distopia all’utopia: se il crollo dell’Arsenale diventa rinascita

A fare gli onori di casa sul palco è stato il regista e attore Roberto Alinghieri, che ha introdotto lo spettacolo “Tabula Rasa – Una storia a lieto fine”, costola teatrale e aggiornata dell’omonimo libro-profezia scritto nel 2023 da Milo Campagni. Lo stesso Campagni ha preso la parola per presentare le 6 giornate con l’auspicio che Tabula Rasa diventi un appuntamento ricorrente, subito seguito dal sindaco Pierluigi Peracchini – tra i sostenitori della kermesse – che ha passato la palla alla magia della scena.

Da lì, lo spettacolo ci ha proiettato in una vertigine spazio-temporale dritta fino al 2050 e oltre. La trama parte da una crisi esistenziale profonda: la Spezia di metà secolo è travolta dall’emergenza ambientale, e i vecchi pilastri, come l’Arsenale e il Circolo Ufficiali, sono in totale decadenza. In città si va avanti per inerzia, ripetendo stancamente i soliti must immutabili come la Fiera di San Giuseppe e il Palio del Golfo. Poi, il punto di svolta: il crollo della porta principale dell’Arsenale. Una scossa tremenda che avvolge la città e la concomitante Fiera di una nuvola di polvere, ma il disastro sveglia le istituzioni e i cittadini, i quali, attraverso un referendum, decidono al 94% che è ora di fare Tabula Rasa. Di azzerare e ricominciare.

Nelle ceneri del degrado si accende l’utopia pura. La città si risana e si trasforma nel centro nevralgico della nautica d’eccellenza e del turismo internazionale. La Marina Militare fa un passo di lato, mantiene i suoi presidi storici ma cede enormi aree alla città, compresa la zona vicino a Piazza Chiodo, dove sorge finalmente un maxi parcheggio che libera il centro dalle auto e permette a Marola di riconquistare il suo mare.

Le “10 Terre”, i delfini in Arsenale e la metamorfosi dell’I.A.

Il miracolo immaginato da Campagni e recitato e aggiornato da Alinghieri ridisegna la mappa del Golfo. Il paese di Pitelli, per anni ferito dalle vicende delle discariche, compie una rivoluzione verde diventando la capitale dell’energia solare e delle colonnine elettriche, con lo slogan definitivo: “Dalle discariche alle ricariche!”. E la costa si unisce: le Cinque Terre si associano con Marola, Cadimare, Fezzano, Le Grazie e Porto Venere, fondando ufficialmente le “10 Terre”. Un polo d’attrazione talmente irresistibile che nei bari vengono distribuiti moduli per i turisti che vogliono chiedere immediatamente la residenza alla Spezia.

Il pubblico in sala è rimasto letteralmente estasiato grazie alle immagini generative create dall’Intelligenza Artificiale di Gaia De Paoli. Vedere per credere: un vecchio bacino di carenaggio della Marina, abbandonato e pieno d’acqua, trasformato nel “Parco Marino dell’Arsenale”, con tanto di delfini che i bambini possono accarezzare. I giardini storici che diventano il nostro Central Park, via Chiodo e viale San Bartolomeo attraversati da moderni tram elettrici, e la passeggiata Morin trasformata in una meravigliosa spiaggia caraibica, con il faro del molo Italia dotato di un trampolino da cui tuffarsi nel mare pulito.

Spezia – Real Madrid: il trionfo delle Aquile

Il culmine emotivo dello spettacolo ha toccato la corda più sacra della spezzinità: la maglia bianca. Nel 2051, un pool di imprenditori locali della nautica rileva lo Spezia Calcio. La squadra è unica al mondo: niente calciomercato miliardario, la rosa è composta da quei ragazzi cresciuti insieme fin dal 2026 nelle categorie giovanili (i piccoli atleti dello SpeziaCalcio sono saliti sul palco a fine serata a simboleggiare questo legame indissolubile).

Ed eccoci al 2055. Finale di Champions League nello storico stadio di Wembley, a Londra. Tutta la città è incollata agli schermi e alle radioline in un silenzio irreale. In campo lo Spezia, con la classica divisa blanca, sfida i giganti del Real Madrid. Una partita di sofferenza, da vere Aquile abituate a stringere i denti. Zero a zero fino ai supplementari. Poi, all’ultimo minuto, il fischio dell’arbitro: calcio di rigore per lo Spezia. Gol! Il trofeo dalle grandi orecchie è nostro. La Spezia è sul tetto d’Europa. 

Il trionfo sportivo e sociale ha chiuso una serata memorabile, scandita e impreziosita dalla colonna sonora dal vivo della Tabula Rasa Ensemble, capace di far vibrare il Sunspace sulle note di Futura di Lucio Dalla e, soprattutto, su una trascinante, irresistibile versione jazz di O bella Spezia.

Uscendo dal Sunspace, i musi lunghi e le posture tipiche del nostro storico mugugno sembravano svaniti. La storica e ironica frase del maestro Francesco Vaccarone, che alla domanda “come va?” rispondeva “un giorno bene e un giorno meglio”, si è ufficialmente realizzata. Alla Spezia del futuro oggi è bastato sfruttare le potenzialità dell’AI, l’immginazione, la voglia di vivere e un orgoglioso senso di rinascita per dare senso al futuro che ci aspetta.

Last but not least! Nel 2050 La Spezia è diventata finalmente Spezia abolendo il Regio Decreto del 1930 che ci ha appiccicato l’insulso e inutile articolo “La.” 

E Tabula Rasa è appena cominciata!

Siccome gli assenti hanno sempre torto, domenica 28 giugno alle ore 21, sempre al SunSpace, Tabula Rasa verrà replicato.

Per rimanere aggiornati e non perdere la bussola del domani, seguite le pagine social: @tabula_rasa_26 su Instagram e Tabula rasa su Facebook.

Lggi anche Tabula Rasa alla Spezia: al Sunspace il festival “sul” e “per” il futuro della città!

Servizio Fotografico By Obiettivo Spezia

(Riproduzione Riservata)

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